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Di Maio chiede l’impeachment

Di Maio chiede l’impeachment

cms_9309/dimaio_serio_ftg.jpg“Spero che agli italiani sia data la parola il prima possibile… Dobbiamo discutere la messa in stato d’accusa del Presidente Mattarella” e “parlamentarizzare questa crisi istituzionale… dobbiamo portare l’articolo 90 nella discussione parlamentare e poi andare a elezioni il prima possibile”. Così Luigi Di Maio, leader del M5S, in collegamento telefonico con ’Che tempo che fa’ su Rai Uno. “E’ stato convocato al Quirinale Cottarelli che non ha la fiducia della maggioranza del Parlamento… nascerà un governo degli affari correnti… questo è assurdo” ha detto ribadendo che il Movimento 5 stelle non voterà mai la fiducia a Cottarelli.

UNA SCELTA INCOMPRENSIBILE – “Abbiamo un grande problema in Italia che si chiama democrazia. Questa non è una democrazia libera se stiamo in queste condizioni” sostiene in una diretta Facebook. “Sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile perché ce l’abbiamo messa tutta” e nel contratto di governo “non c’era l’uscita dall’euro” ma “la rivisitazione di alcune regole europee”.

INUTILE ANDARE A VOTARE – “Diciamocelo chiaramente che è inutile andare a votare – attacca Di Maio -, tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie”. Se si vuole impedire un governo del M5S e della Lega ce lo devono dire chiaramente perché oggi ce l’hanno dimostrato. Io sono molto arrabbiato… ci abbiamo messo oltre 80 giorni. La verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il M5S al governo del Paese”. “Non so nei prossimi mesi cosa succederà, noi ci siamo, il M5S ci sarà sempre ma con una consapevolezza differente”.

DI MAIO, ECCO I NOMI CHE ABBIAMO FATTO – Di Maio ha letto la lista dei potenziali ministri, sottoposta oggi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal premier incaricato Giuseppe Conte. Di Maio e Salvini sarebbero dovuti diventare entrambi vicepresidenti del Consiglio, il primo destinato a ricoprire l’incarico di ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e il secondo dell’Interno. La lista prevedeva: Riccardo Fraccaro ai Rapporti col Parlamento e alla democrazia diretta; Giulia Bongiorno alla Pa; Enrica Stefani agli Affari Regionali e alle Autonomie; Barbara Lezzi al Ministero per il Sud; Lorenzo Fontana al Ministero per la Disabilità; Luca Giansanti agli Esteri; Alfonso Bonafede alla Giustizia; Elisabetta Trenta alla Difesa. E ancora: Paolo Savona all’Economia; Gian Marco Centinaio alle Politiche agricole; Mauro Coltorti alle Infrastrutture e ai Trasporti; Marco Bussetti all’Istruzione; Alberto Bonisoli al Mibact; Giulia Grillo alla Salute; Giancarlo Giorgetti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. “Questa – ha detto il leader M5S – era la squadra di governo che lunedì mattina poteva giurare al Quirinale”.

L’ATTACCO AD ALFANO E LA REPLICA – “In questo Paese puoi essere un criminale, condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano – dice Di Maio -, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l’euro e l’Europa non puoi permetterti neanche di fare ministro dell’Economia. Ma non finisce qui”. Pochi minuti dopo la replica di Angelino Alfano. ’’Di Maio: niente laurea nella vita universitaria, niente professione nella vita civile, niente governo nella vita politica. Di Maio sei uguale a niente. Sciacquati la bocca prima di parlare di me. In tribunale risponderai di ciò che hai detto’’.

Salvini: “Ora al voto”

cms_9309/salvini_serio_giornalisti_camicia_fg.jpg“Se siamo ancora in democrazia non resta che restituire la parola agli italiani“. Matteo Salvini, leader della Lega, in diretta Facebook da Spoleto si pone alcuni interrogativi. “Mi domando se siamo in democrazia, roba incredibile, abbiamo perso tanto tempo. Potevano dircelo prima, che avevano deciso che noi non potevamo andare al governo”.”Ce l’ho messa tutta in queste tre settimane. La Lega ha rinunciato a tutto, abbiamo rinunciato al presidente della Camera, al presidente del Senato, alla presidenza del Consiglio, alla dignità non rinuncio. Posso rinunciare alle poltrone ma non posso rinunciare alla coerenza. Ce l’abbiamo messa tutta, ma non saremo mai servi e mai schiavi”.

“Non parlo di impeachment, sono ancora molto incazzato perché ci hanno fatto lavorare tre settimane per niente. Domani penseremo a tutto”. “Io sto invitando alla calma migliaia di persone che mi stanno dicendo di farci sentire e vedere, però è chiaro che c’è il popolo da una parte e i poteri forti dall’altro”. “Siamo stati giorni e notte a lavorare e alla fine ci dicono che non conta niente”. “E’ una follia” quello che è accaduto “chiedo agli italiani di starci vicini, perché voglio riprendermi la democrazia“. “Mattarella si è presa una bella responsabilità, anzi brutta”, aggiunge. “L’Italia è un paese a democrazia limitata, ma dico che dignità vale più di un ministero”, conclude il leader della Lega.SALVINI, L’ITALIA E’ UNA COLONIA – “Siamo un Paese a sovranità limitata – attacca il numero uno della Lega -, se si vota in un modo, preferibilmente a sinistra va bene, i mercati son contenti, se si osa votare in un altro modo e ridiscute re le regole che ci hanno portato a disoccupazione, paura e povertà che non ha precedenti in Italia, allora è un problema”. “Mai più servi di nessuno – avverte -, l’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi! #Primagliitaliani! Io non mollo”.

LA SCELTA DI SAVONA – “Se un ministro dà fastidio a certi poteri forti che ci hanno massacrato vuol dire che quello è il ministro giusto” ha detto Salvini riferendosi al veto, posto dal Colle sul nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia. ’’Se non si può mettere un ministro che non sta simpatico a Berlino, se dà fastidio a certi poteri forti che ci hanno massacrato vuol dire che quello è il ministro giusto’’. “Savona non è una persona ma è un principio, se ci viene detto che non può fare il ministro dell’economia italiano qualcuno che non è gradito ai signori dello spread e delle banche, vuol dire che non siamo in democrazia, da domani si spieghi tutto questo agli italiani”.

ERO PRONTO A OCCUPARMI DI IMMIGRAZIONE E SICUREZZA – “Che brutta giornata per l’Italia e per la democrazia. Era tutto pronto, anche io ero pronto a occuparmi di immigrazione e sicurezza, ma niente, qualcuno oggi ha detto no” dice Matteo Salvini, nel corso di in una diretta Facebook. “Il governo del cambiamento non poteva nascere, i Signori dello Spread e delle banche, i ministri di Berlino, di Parigi e di Bruxelles non erano d’accordo. Rabbia? Tanta. Paura? Zero. Cambieremo questo Paese, insieme. Io non mollo amici, conto su di Voi”.

PRONTI A CHIEDERE MANDATO TOTALE – “Noi non ci arrendiamo e cominciamo più vogliosi di prima a chiedere il mandato totale agli italiani – aggiunge Salvini -, per un governo che li metta al centro e se l’interesse degli italiani coincide con le regole europee bene, altrimenti l’interesse degli italiani viene prima rispetto alle regole europee”.

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28 Maggio 2018