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Di Maio: “Con Salvini possibili grandi cose”

Di Maio: “Con Salvini possibili grandi cose”

cms_9008/DiMaio_sorridente_fg.jpg“Io credo fortemente nel fatto che con la Lega di Matteo Salvini si possa fare un buon lavoro per il Paese. Possiamo fare cose molto importanti”. E’ quanto ha detto il leader del M5S Luigi Di Maio a margine del Salone del Mobile di Milano. “So bene il momento politico che sta vivendo la Lega, ma ho avuto modo di testare la sua affidabilità quando abbiamo eletto le cariche istituzionali in Parlamento e sono sicuro che se firma un contratto di governo tiene fede ai patti“.

MOMENTO STORICO CENTRALE– “Siamo in un momento del paese, da ieri, in cui stiamo riscrivendo i libri di storia. Un nuovo futuro. La sentenza di ieri di Palermo è uno spartiacque tra passato e futuro del Paese“. “In qualche modo ieri l’Italia ha fatto pace con il suo passato e può iniziare a creare un futuro senza scheletri nell’armadio”. “Da diverse settimane siamo al lavoro per creare un governo fatto bene – ha detto Di Maio -. Il M5S vuole mettere in piedi un governo con al centro i cittadini e una maggioranza di governo in grado di cambiare tutto. Ieri ho incontrato il professor Giacinto della Cananea che ha pronto il lavoro istruttorio per passare ai contratti di governo”. “Questo lavoro ha già individuato i punti di contatto tra le forze politiche. Tra noi e la Lega e noi e il Pd”.

PD? DISTANZE NON INCOLMABILI -Che il Pd ha detto che le distanze con i 5 Stelle non sono incolmabili, “a me fa piacere”.”Ho sempre detto che la nostra proposta era a due forze politiche per firmare un contratto di governo: la Lega e il Pd. Io cercherò di portare a casa un contratto per dare un governo agli italiani, che possa ottenere quanti più risultati” assicura Di Maio. “Il contratto migliore sarà quello più popolare, che avrà più consenso nella popolazione. E evidente che queste aperture sono passi in avanti, che noi auspichiamo” aggiunge il leader dei 5Stelle.

SENTENZA PALERMO SPARTIACQUE – “Siamo in un momento del paese, da ieri, in cui stiamo riscrivendo i libri di storia. Un nuovo futuro. La sentenza di ieri di Palermo è uno spartiacque tra passato e futuro del Paese”. “In qualche modo ieri l’Italia ha fatto pace con il suo passato e può iniziare a creare un futuro senza scheletri nell’armadio” conclude.

Berlusconi: “Mai detto noi con Pd”

cms_9008/Berlusconi_Silvio10_Fg.jpgNon ho mai detto di voler fare un governo coi voti del Pd” e “voglio confermare che non c’è nessun contatto in atto con il Pd. Io ho solo detto che avremo dovuto presentarci in Parlamento con il nostro programma e raccogliere i voti di tutti coloro che non ritenessero cosa buona per l’Italia e per loro andare a nuove elezioni”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Campobasso.

Nel centrodestra, aggiunge il leader di Forza Italia, smentendo così il ’divorzio’ in corso nella coalizione, le cose vanno “bene, molto bene. Ho appena parlato con Giancarlo Giorgetti e quindi siamo sempre e assolutamente convinti che dobbiamo fare un governo: il centrodestra è unito e Matteo Salvini deve essere il leader. Tutto come prima”.

“Dialogo con M5S? Aspettiamo Mattarella”

cms_9008/martina_pd.jpg“Adesso noi dobbiamo fare una cosa: aspettare le indicazioni del presidente Mattarella e capire quale sarà lo scenario da lunedì“. Così il segretario reggente del Pd Maurizio Martina risponde a chi gli chiede se il Pd sia disposto a dialogare con il M5S. A margine dell’incontro ’Insieme per pensare, per reagire’ organizzato dalla minoranza dem all’acquario civico di Milano, Martina spiega: “Noi vogliamo essere assolutamente rispettosi di questo passaggio che il presidente sta facendo“. Certo, “dal punto di vista politico è indubitabile che il Paese ha vissuto 48 giorni di una polemica continua, tra le cosiddette forze vincitrici del 4 marzo” e questo “la dice lunga sulla capacità di creare una prospettiva per il Paese dal lato di chi il 5 marzo ha pensato di fare tutto subito, tutto veloce, tutto nuovo. In realtà il Paese è fermo ad aspettare l’ennesima polemica fra di loro”.

Valuteremo il percorso da fare anche al nostro interno – risponde poi il segretario gli chiede se la prossima settimana sarà convocata la direzione Pd -, alla luce delle indicazioni e delle novità che eventualmente emergeranno” dal Colle.

Non ce la caviamo con una domenica al gazebo e pur riconoscendo l’importanza e la forza delle primarie, dico che non dobbiamo prendere scorciatoie, ma aprire una riflessione che coinvolga tutto”, aggiunge il segretario reggente. “Facciamo bene – spiega Martina – a non ripiombare nella discussione ’mi piace’ o ’non mi piace quel leader’. Io, se potessi, le abolirei queste categorie”.

E “non è più un tema di renziani o non renziani, cuperliani o non cuperliani, maggioranza o non maggioranza”. E dunque “so che in un partito ci sono responsabilità diverse, ma penso che non ce la caviamo con una domenica al gazebo, pur riconoscendo l’importanza e la forza delle primarie”. Per Martina occorre “essere pronti a una riflessione che coinvolga tutto e partire da una iniziativa di popolo che non può prendere la scorciatoia di una domenica e basta”.

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Data:

21 Aprile 2018