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Di Maio svela i suoi ministri

Di Maio svela i suoi ministri

cms_8559/dimaio.jpgPrimo incontro conoscitivo a Roma tra Luigi Di Maio e i componenti della sua potenziale squadra di governo. Il candidato premier 5 Stelle, a quanto si apprende da fonti M5S, ha riunito questa mattina i suoi candidati ministri, che saranno presentati ufficialmente alla stampa giovedì 1 marzo al Salone delle Fontane all’Eur. Intanto il Quirinale preferisce non esprimersi sull’arrivo della lista dei nomi della ipotetica squadra di governo del Movimento, anche per non interferire nella campagna elettorale in corso. La lista dovrebbe essere stata recapitata in giornata al segretario generale Ugo Zampetti via mail, come del resto aveva preannunciato lo stesso Luigi Di Maio nell’incontro avuto venerdì scorso al Colle.

MINISTRIPasquale Tridico, economista, per il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Alessandra Pesce, dirigente Mipaf, all’Agricoltura; Giuseppe Conte, professore di Diritto Privato, per il Ministero della Pa, de-burocratizzazione e meritocrazia; Lorenzo Fioramonti, economista (e unico dei 4 candidati nelle liste M5S), al Mise. Questi i nomi di alcuni dei componenti, 18 in tutto, della possibile squadra di governo M5S annunciati da Di Maio nel corso della trasmissione di La7 ’Di Martedì’. “A me – ha commentato il candidato premier cinquestelle – non risulta che il Presidente della Repubblica abbia vissuto” la presentazione in anticipo della lista dei ministri “come una scortesia”.

“Gentiloni – ha poi aggiunto, rispondendo al presidente del Consiglio, che ha definito l’invio della lista al Colle “surreale” – pensa agli inciuci post voto e ai futuri scambi di poltrone, noi pensiamo ai cittadini. Lui vuole fare tutto sotto banco, noi agiamo in trasparenza. Il nostro non è un governo ombra, è alla luce del sole! È la proposta di squadra di governo che ci impegniamo, davanti ai cittadini italiani, a presentare al Presidente della Repubblica”.

“Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo. I cittadini hanno diritto di sapere quali persone andranno a occupare i posti di rilievo del governo. Basta promesse non mantenute e mance elettorali. Noi – sottolinea – presentiamo un progetto, un’idea di Paese e le migliori competenze che si sono rese disponibile per realizzarla. Ed è così che ci presentiamo agli italiani per il voto del 4 marzo. Stiamo facendo sul serio e lo stiamo facendo nel rispetto totale sia degli elettori sia delle istituzioni”.

Dall’altra parte c’è il vuoto. Non coalizioni, ma accozzaglie di partiti che non hanno neppure un candidato premier, figuriamoci se hanno delle persone per dare all’Italia il cambiamento di cui ha bisogno. Vogliono il vostro voto per poi farsi i fatti loro come hanno sempre fatto”, rimarca Di Maio, che aggiunge: “Oggi a Di Martedì presenterò altri tre candidati ministri e il 1 marzo al salone delle fontane presenterò ufficialmente tutta la squadra di governo, che vi ricordo non è patrimonio del MoVimento 5 Stelle, ma di tutta l’Italia. Facciamo sul serio. Gentiloni e tutti gli altri se ne facciano una ragione”.

“Io – ha aggiunto Di Maio – posso presentare una squadra di ministri prima perché non ho da spartire poltrone all’interno del Movimento dopo. Cosa che gli altri invece non possono fare perché si stanno già prenotando i vari dicasteri”. “Noi – ha sottolineato ancora – veniamo da un’epoca di tecnici che portavano avanti dottrine ma non si erano mai sporcati le mani: io ho chiesto a queste persone di metterci testa e cuore nelle cose che fanno”.

Se perde si dimetterà? Renzi ha già detto che non lo farebbe: “Renzi già sa di perdere… Allo scenario della sconfitta del Movimento non sto pensando, perché probabilmente noi domenica saremo la prima forza politica del Paese e con la percentuale che ci daranno i cittadini dovranno tutti venire a parlare con noi per formare un governo”.

PRESENTAZIONI – “Il mio cuore è tradizionalmente battuto a sinistra. Il mio primo contatto con il Movimento risale a quattro anni fa”. Si è presentato così Giuseppe Conte, docente di diritto privato scelto da Di Maio come possibile ministro della Pa in un governo M5S, durante la trasmissione.

Interpellato sulla legge Fornero, l’economista Pasquale Tridico, designato per il ministero del Lavoro, ha invece detto: “Gli autori stessi della legge Fornero hanno iniziato a cambiarla, hanno inserito l’Ape social, hanno introdotto alcune categorie esentate… Mi sembra ragionevole che una persona, dopo aver lavorato 40 anni, possa andare in pensione”.

Fisco, stop sanzioni per maltempo

cms_8559/agenzia_entrate.jpgPer le difficoltà create dall’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia è possibile che venga decisa la cancellazione delle sanzioni legate al ritardo dei pagamenti tributari. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate spiegando che “in considerazione dei recenti eventi meteorologici eccezionali, sarà valutata la disapplicazione per causa di forza maggiore delle sanzioni previste per ritardi nell’effettuazione degli adempimenti tributari, anche in relazione ad eventuali provvedimenti che potranno individuare le aree interessate da tali eventi”.

Inps: in calo giorni malattia

cms_8559/influenza_fg.jpgNell’ultimo quadrimestre 2017 sono calati del 13% i certificati di malattia nel pubblico impiego e del 10,6% i giorni passati a casa dai dipendenti pubblici rispetto allo stesso periodo del 2016. Sono questi alcuni dei dati registrati dal Polo unico dell’Inps per le visite fiscali dei lavoratori pubblici e privati tra settembre e dicembre scorso. Complessivamente nella Pubblica amministrazione le visite effettuate dal Polo sono ammontate a 144mila. Per quel che riguarda il settore privato, invece, i certificati medici hanno registrato un calo del 2% e i giorni di malattia del 3,3%. A presentare i dati il presidente Inps, Tito Boeri, nel corso di una conferenza stampa.

Il Polo unico per le visite fiscali “ha scoraggiato atteggiamenti opportunistici da parte dei lavoratori” dice il presidente Inps, Tito Boeri, rivendicando così la funzione anti-furbetti della nuova attività dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, estesa dal maggio scorso ai lavoratori pubblici.

“Si sono fortemente ridotte le certificazioni presentate in vista del fine settimana”, spiega Boeri, ribadendo come nell’ultimo quadrimestre del 2017 i dati registrati siano stati “molto incoraggianti”. “C’è ovviamente ancora molto da imparare – precisa – Ci stiamo muovendo su un terreno per la maggior parte inesplorato, ma i dati indicano che l’impegno ha avuto già effetti importanti”.

A livello territoriale il numero dei certificati presentati dai lavoratori pubblici è sceso del 10% al Nord e del 14% al Centro. Il calo maggiore è avvenuto al Sud con il 16% rispetto al -4,6% del privato. Il deciso calo dei giorni di malattia del 10,6% invece è da imputare a una riduzione dei certificati di breve durata. In termini relativi, infatti, la percentuale di lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori passa, nel settore pubblico, dal 33% del 2016 al 29% del 2017 con una flessione di 4 punti percentuali mentre il numero dei lavoratori con almeno un giorno di malattia scende nel 2017 dell’11% nel pubblico e del 2% nel privato.

Per quel che riguarda il tasso di idoneità il Polo unico delll’Inps ha registrato come ogni 100 visite effettuate nel pubblico il 38% risulti con esito di idoneità contro il 34% nel privato. Quanto al tasso di riduzione della prognosi il monitoraggio Inps certifica un livello basso sia per i lavoratori pubblici (2%) che per quelli privati (4%).

Tornando alla flessione nel numero medio dei certificati dei lavoratori pubblici l’Inps ha registrato come da 7 certificati ogni 10 lavoratori nell’ultimo quadrimestre del 2016 si sia passati a 6 certificati ogni 10 nel 2017 mentre i privati hanno confermato il dato di 4 certificati ogni 10 lavoratori. Le giornate media di malattie infine sono rimaste inalterate nel pubblico, circa 10 giorni di media, con poca differenza dal privato.

Nel settore pubblico la maggior parte delle visite, infine, sono effettuate su richiesta dei datori di lavoro, solo il 10% sono disposte d’ufficio e il tasso di idoneità è molto diverso: 40 ogni 100 visite richieste dal datore di lavoro contro 17 ogni 100 disposte d’ufficio. Un fenomeno, annota ancora l’Inps, che non si verifica per il settore privato per il quale il tasso di idoneità è molto simile nei due casi (35 quelle d’ufficio e 32 per quelle datoriali).

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28 Febbraio 2018