Traduci

Di Maio:”Italiani Wuhan arrivano lunedì mattina”(Altre News)

Virus, Di Maio: “Italiani Wuhan arrivano lunedì mattina”

cms_15934/2.jpg

“Un volo militare arriverà lunedì mattina a Pratica di Mare con circa 70 italiani” in arrivo da Wuhan, focolaio dell’epidemia di coronavirus. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nella sua teleconferenza con l’ambasciatore italiano a Pechino, Luca Ferrari, sottolineando che “l’Italia è amica del popolo e vicina al governo cinese”. Al loro arrivo, gli italiani saranno sottoposti ad “un regime sanitario in un luogo dedicato”, ha aggiunto il ministro, che ha anche assicurato che “nessun italiano a Wuhan è rimasto contagiato dal coronavirus”.

Nella regione di Wuhan si trovano un’ottantina di italiani. Di questi ne saranno rimpatriati circa 70. In tutta la Cina, ha riferito il ministro, si trovano 11600 italiani. Altri cittadini che hanno familiari a Wuhan e hanno deciso di rimanere avranno “un filo diretto con l’ambasciata”. “Chi arriva in Italia sarà portato in una struttura militare dove sarà attivato il protocollo sanitario” per la quarantena, ha detto Di Maio, senza fornire altri dettagli sul luogo e le procedure da seguire. La quarantena dovrebbe durare 14 giorni.

“Verrà costituita una unità operativa, che si riunirà nelle prossime ore, per gestire il rientro dei cinesi che si trovano in Italia e dei circa 500 italiani che si trovano in Cina in luoghi diversi da Wuhan e che hanno espresso la richiesta di tornare in Italia”, ha aggiunto.

L’Unità operativa comprende l’Unita di crisi della Farnesina, l’Enac e il ministero della Salute e si occuperà anche del traffico merci. Il lavoro si svolge anche in contatto con l’ambasciata cinese per gestire il rientro dei cittadini cinesi, ha spiegato Di Maio. Gli ultimi voli per la Cina ci saranno fino al 2 febbraio per permettere il rientro a chi ha già acquistato i biglietti.

“A Roma sempre in hotel”, parlano i due cinesi ricoverati

cms_15934/1.jpg

“Grazie a tutti per quello che hanno fatto: per i primi soccorsi, per l’accoglienza, le cure, la disponibilità… Siamo sereni”. Sono alcune delle parole che, a quanto apprende l’Adnkronos, i due turisti cinesi risultati positivi al Coronavirus e ricoverati allo Spallanzani di Roma in isolamento, avrebbero pronunciato prima di essere messi in isolamento.

La coppia, 66 anni lui, 65 lei, si trova da mercoledì sera nella struttura romana deputata alla cura delle malattie infettive. A chi li ha visti e ha potuto scambiare qualche parola con loro, i due sono sembrati in forze e tranquilli, più che altro preoccupati di rassicurare tutti sull’eventuale contagio provocato dal loro passaggio in Italia.

“Vogliamo rassicurare tutti, a Roma non abbiamo mai preso mezzi pubblici e siamo stati sempre in albergo”, hanno detto i due turisti, aggiungendo: “A Roma non abbiamo girato, non abbiamo visitato nulla. Ci siamo ammalati subito e abbiamo sempre mangiato in camera”.

Stando sempre a quanto apprende l’Adnkronos, appena arrivati allo Spallanzani i due cittadini cinesi sono stati accolti dal personale sanitario che li ha prima sistemati in isolamento nelle stanze del reparto, dopodiché sono stati rifocillati e hanno passato le prime due notti in modo tranquillo.

Cassazione, allarme del primo presidente su prescrizione

cms_15934/5.jpg

“A oggi, ovvero nel momento in cui sul dato delle prescrizioni non ha ancora inciso la disciplina della sospensione dopo la sentenza di primo grado, è utile evidenziare quali conseguenze potrebbero derivare da tale innovazione al giudizio di legittimità una volta entrata a regime. Accanto ad un auspicabile riduzione delle pendenze in grado di appello derivante dall’attesa diminuzione delle impugnazioni meramente dilatorie, si prospetta un incremento del carico di lavoro della Corte di Cassazione di circa 20.000-25.000 processi per anno corrispondente al quantitativo medio dei procedimenti che negli ultimi anni si è estinto per prescrizione in secondo grado”. E’ quanto si legge nella relazione del primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario.

“Ne deriverebbe un significativo incremento del carico penale, vicino al 50%, che difficilmente potrebbe essere tempestivamente trattato nonostante l’efficienza delle sezioni penali della Corte di Cassazione, le quali definiscono già attualmente circa 50000 procedimenti annui”, sottolinea. Risulta, pertanto, necessario “porre allo studio e attuare le più opportune soluzioni normative, strutturali e organizzative tali da scongiurare la prevedibile crisi che ne deriverebbe al giudizio di legittimità”, spiega Mammone nella sua relazione.

Popolare Bari, tre arresti

cms_15934/4.jpg

Il Tribunale di Bari, a quanto apprende l’Adnkronos, ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e una misura interdittiva nell’ambito dell’inchiesta della procura sulla Banca Popolare di Bari.

A essere posti ai domiciliari Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente del Consiglio di amministrazione e vice direttore generale dell’istituto di credito. I due sono indagati per falso in bilancio, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza, maltrattamenti ed estorsioni.

Nell’ambito dell’inchiesta sono state effettuate anche 17 perquisizioni richieste sempre dalla Procura di Bari. Sono state eseguite presso le abitazioni e gli uffici ubicati a Bari, Roma Milano e Bergamo, nella disponibilità delle quattro persone raggiunte dalla misura e di altri sei responsabili dell’Istituto di credito, di cui quattro indagati nell’ambito dello stesso procedimento, e presso la Direzione della Banca Popolare di Bari ove risultano alcune cassette di sicurezza nella disponibilità dell’ex presidente Marco Jacobini.

Elia Circelli, attuale responsabile della Funzione Bilancio e Amministrazione del medesimo istituto di credito, è indagato per false comunicazioni sociali. Nei confronti di Vincenzo De Bustis Figarola, già direttore generale della banca ed ex amministratore delegato, indagato per false comunicazioni sociali, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza, maltrattamenti ed estorsioni, è stata invece adottata la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione di dirigente di istituti bancari nonché degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

“Le complesse e prolungate investigazioni condotte dai finanzieri Gruppo Tutela Mercato Capitali, articolazione del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari specializzata nel contrasto ai reati societari e bancari, eseguite anche con l’ausilio di consulenti tecnici nominati dalla Procura della Repubblica, hanno portato alla luce molteplici condotte illecite perpetrate mediante l’esposizione nei bilanci di esercizio di fatti non corrispondenti al vero, l’omissione di rilevanti informazioni nella redazione dei prospetti informativi diffusi in occasione della offerta pubblica di acquisto di nuove azioni, l’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza svolte dalla Consob”. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari.

“Sono state accertate e contestate molteplici gravi e continuate condotte fraudolente finalizzate alla esposizione nei bilanci di esercizio relativi alle annualità 2014, 2015, 2016, 2017 e nella semestrale 2018 di dati non veritieri al fine di occultare perdite di rilevante entità subite dall’Istituto bancario così da gonfiare artificiosamente il patrimonio della banca e trarre in inganno i soci ed il pubblico sulla reale situazione dell’Istituto di Credito – si legge ancora – mediante fittizie operazioni di cartolarizzazione consistenti nella cessione di crediti deteriorati ad una società finanziaria, la Chariot Funding Llc, e nel successivo riacquisto da parte della stessa Banca Popolare di Bari, degli strumenti finanziari che detta società aveva messo in vendita allo scopo di finanziare la cessione. Detta operazione, avvenuta a cavallo dei due bilanci di esercizio, ovvero nel 2017 la cessione dei crediti deteriorati e nel 2018 l’operazione di acquisto dei titoli, apparirebbe esclusivamente finalizzata a rappresentare l’esistenza di una liquidità, indicata nel bilancio 2017 pari a 500 milioni di euro, di fatto inesistente in quanto riutilizzata l’anno seguente per il riacquisto dei titoli emessi dalla stessa società di cartolarizzazione”.

E ancora mediante l’indebita contabilizzazione negli anni dal 2015 al 2018 di imposte anticipate sulla perdita fiscale per complessivi 141 milioni di euro, pur essendo emersa la piena consapevolezza che la banca non avrebbe potuto conseguire negli anni successivi gli utili necessari per riassorbire dette perdite fiscali; nonché l’omessa svalutazione degli avviamenti relativi agli anni 2014, 2016 e 2017, riferiti a rilevanti partecipazioni detenute dalla banca nelle seguenti società: Fusione ex Nuova Banca Mediterranea, Ramo d’azienda Gruppo Intesa San Paolo, Fusione ex Banca Popolaredi Calabria, Ramo d’azienda promozione finanziaria da ex Popolare, Bari Servizi Finanziari Sim Spa, Fusione ex Banca Popolare della Penisola Sorrentina, Tercas – Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo Spa e Banca Caripe Spa, mediante la reiterata violazione dei principi contabili che presiedono alla redazione dei bilanci e delle norme di carattere tecnico che invece imponevano il ridimensionamento del valore degli avviamenti per complessivi euro 397.666.126.

Infine con l’indebito appostamento nei bilanci relativi agli anni 2016 e 2017 di attività pari a 42 milioni di euro derivanti da un credito vantato verso l’Ente Ecclesiastico Ospedale Francesco Miulli, la cui inesigibilità era invece nota stante l’ammissione dell’Ospedale Miulli alla procedura del concordato preventivo. Inoltre, al fine di agevolare la vendita di prodotti finanziari emessi in seguito agli aumenti di capitale deliberati negli anni 2014 e 2015 per l’acquisizione del Gruppo Tercas – Caripe, sarebbero state omesse nei prospetti informativi diffusi in occasione della offerta pubblica di acquisto dei nuovi titoli azionari rilevanti notizie destinate ad informare i potenziali acquirenti sulla reale natura dell’investimento e sui criteri utilizzati per la determinazione del prezzo di vendita delle nuove azioni, nonché sul rischio connesso all’operazione di acquisizione del Gruppo Tercas – Caripe gravato da rilevanti perdite e sulla connessa operazione di salvataggio, sul rischio di illiquidità delle azioni emesse dalla Banca, di fatto rivelatesi invendibili, così impedendo di fatto agli investitori di valutare correttamente i rischi connessi all’acquisto dei titoli.

Tali condotte sarebbero state reiterate anche nei confronti della Consob alla quale, al fine di ostacolarne l’esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo, sarebbero state fornite dichiarazioni non veritiere in ordine alla conformità dei prospetti contenenti, in realtà, dichiarazioni mendaci e rilevanti omissioni come rilevato dalla stessa Consob con proprio provvedimento sanzionatorio adottato nel mese di ottobre del 2018.

Suora aggredita con mannaia durante messa, fermato aggressore

cms_15934/3.jpg

Una suora aggredita a colpi di mannaia. E’ una ragazza di origini indiane di 32 anni la religiosa vittima dell’aggressione da parte di un uomo in via Vado nel quartiere genovese di Sestri Ponente. La suora è stata colpita all’interno della chiesa di San Francesco durante una funzione. L’aggressore, un uomo italiano di 57anni residente nella zona, è stato fermato dalla polizia, intervenuta sul posto. La donna è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena in codice rosso. Stabilizzata, dalle prime informazioni non sarebbe in pericolo di vita.

Caltanissetta, uccide compagna e sua figlia e poi si suicida

cms_15934/6.jpg

Dramma a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta. La notte scorsa, in una abitazione del centro storico, un giovane di 27 anni dopo aver sparato, uccidendole, alla compagna di 47 anni e alla figlia di lei di 27 anni, si è tolto la vita. Sul posto sono arrivati i carabinieri, allertati da un vicino di casa. Quando gli uomini dell’Arma e il personale del 118 sono arrivati i tre erano già privi di vita. Sono in corso indagini per stabilire la dinamica e il movente della tragedia.

A scoprire il corpo senza vita di Rosalia Mifsud e della figlia, Monica Diliberto, sono stati il fratello 21enne e fidanzato della ragazza. Quando i carabinieri sono giunti nella palazzina in via Santa Maria Annunziata, in una zona residenziale di Mussomeli (Caltanissetta) hanno trovato le due donne prive di vita nella camera da letto. Accanto a loro anche il corpo dell’omicida Michele Noto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il giovane ieri sera si sarebbe presentato nello stabile in cui la donna vive con i due figli, armato di revolver, un’arma regolarmente detenuta.

Da settembre aveva iniziato una relazione con la 47enne, una storia che la figlia della vittima, coetanea dell’omicida, aveva sin da subito ostacolato. Così Rosalia Mifsud aveva deciso di interrompere quel rapporto, una decisione che probabilmente il 27enne non aveva mai accettato sino in fondo. Stanotte, probabilmente al culmine di una discussione, avrebbe estratto la pistola ed esploso almeno quattro colpi di pistola. Per Rosalia Mifsud e la figlia non c’è stato scampo: i colpi li hanno raggiunti alla testa. Poi il giovane ha puntato l’arma contro di sé e si è sparato. Nell’abitazione gli investigatori dell’Arma non hanno trovato segni di colluttazione. Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia di Mussomeli.

La donna non avrebbe mai sporto denuncia per molestie. “Non ci sono precedenti interventi per litigi o maltrattamenti – spiega all’Adnkronos il tenente colonnello Alessio Artioli, comandante del reparto Operativo dei carabinieri di Caltanissetta -. E’ una tragedia inaspettata”. Un fulmine a ciel sereno anche per i vicini che non avrebbero mai assistito a liti o discussioni. Noto, che ieri sera si è recato nell’abitazione di via Santa Maria Annunziata con un revolver regolarmente detenuto, abitava con i genitori. Non aveva precedenti.

Autore:

Data:

1 Febbraio 2020