Traduci

DIABETE TIPO 1: È PUGLIESE IL 20.000° PAZIENTE CHE, IN TUTTA EUROPA, ACCEDE ALL’INNOVATIVA MICROINFUSIONE SENZA FILI

E’ pugliese ha 35 anni: da quando ne aveva 7, affronta una patologia che ha condizionato a lungo la sua vita, finché è passato alla nuova pompa-cerotto senza cateteri, per una terapia insulinica più semplice e “su misura”. Un traguardo significativo, nell’ottica di una migliore gestione del diabete e di una maggiore aderenza alle cure, in una regione che risulta tra le prime in Italia per prevalenza della malattia. L’innovazione tecnologica può concretamente migliorare la qualità di vita dei pazienti, soprattutto in presenza di malattie croniche, che richiedono un’attenta e costante gestione quotidiana. Lo testimonia la storia del 35enne leccese con diabete di tipo 1: dopo quasi 28 anni di terapia insulinica multi-iniettiva, frequenti punture giornaliere a orari obbligati e notevoli difficoltà nel raggiungere un controllo metabolico ottimale, lo stesso è diventato il paziente numero 20.000 in Europa ad avere accesso al primo e unico microinfusore-cerotto senza cateteri, che oggi gli consente di vivere con più libertà e flessibilità, mantenendo un buon profilo glicemico.

Il diabete di tipo 1, detto anche diabete giovanile per la sua precoce insorgenza, è una patologia autoimmune che colpisce 250-300mila italiani. Si caratterizza per la mancata produzione di insulina da parte del pancreas e, per tutta la vita, richiede la somministrazione dell’ormone ai pazienti tramite iniezione sottocutanea. Secondo recenti dati ISTAT sono 260mila i pugliesi colpiti da diabete; di questi, circa 20-26mila hanno un diabete tipo 1: un dato che ci colloca ai primi posti in Italia. Ancor più preoccupante il fatto che, in base al ‘Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero’ del Ministero della Salute, nei primi 6 mesi del 2015 il tasso di ospedalizzazione per diabete con complicanze ogni 100mila abitanti in Puglia era del 46,42 contro il 31,43 della media nazionale: segno di una cattiva gestione della malattia, che ormai le tecnologie d’ultima generazione permetterebbero di evitare, facendo risparmiare ingenti costi al SSN.

I dati di letteratura[i] e l’esperienza clinica confermano che l’applicazione delle tecnologie emergenti e l’arrivo dei primi device per l’erogazione continua di insulina hanno rivoluzionato negli ultimi decenni la cura del diabete tipo 1, permettendo un approccio terapeutico sempre più efficace e dinamico e un controllo migliore della glicemia. I microinfusori tradizionali, però, a volte sono vissuti con un certo disagio dai pazienti, a causa della loro visibilità e dell’impaccio che l’apparecchio e le cannule possono procurare.

In questo senso, la disponibilità della patch pump (pompa-cerotto) rappresenta un ulteriore progresso verso un trattamento davvero “patient friendly”: un piccolo dispositivo, discreto e impermeabile, che grazie a un resistente adesivo si può indossare sotto i vestiti, senza antiestetici e scomodi tubicini, ed è a prova di sport e bagni in mare. Il sistema, lanciato in Italia nel 2014, è in realtà già consolidato nel mondo, dove viene impiegato da decine di migliaia di diabetici – metà dei quali in età pediatrica – da oltre 10 anni. Per la sua semplicità, l’innovativo microinfusore si sta diffondendo anche nel nostro Paese ed è sempre più richiesto dai pazienti.

Autore:

Data:

31 Ottobre 2016