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Disgelo olimpico, la mossa di Kim

Disgelo olimpico, la mossa di Kim

cms_8403/yo_jong_moon_afp.jpgIl leader nordcoreano Kim Jong un ha invitato il presidente sudcoreano Moon Jae-in a visitare Pyongyang “al più presto”. Lo riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, citando la sorella di Kim, Kim Yo-Jong, nel corso dell’incontro che hanno avuto oggi al palazzo presidenziale di Seul, all’indomani dell’apertura delle Olimpiadi di Pyeongchang. “Creiamo le condizioni necessarie perché questo avvenga”, ha risposto Moon, riferendosi all’ipotesi della sua visita a Pyongyang, per il terzo summit intercoreano.

Al Palazzo presidenziale a Seul c’era anche il presidente nordcoreano Kim Yong Nam e l’incontro è stato seguito da un pranzo. La visita della delegazione di Pyongyang nella capitale sudcoreana è la prima di così alto livello dall’agosto del 2009, quando alcuni alti funzionari del nord si recarono a Seul per i funerali dell’ex presidente Kim Dae Jung, che nel duemila promosse il primo vertice intercoreano. Il secondo si è tenuto nel 2007.

“Mi auguro di poterla vedere presto a Pyongyang”. E’ l’auspicio fatto dalla sorella del leader nordcoreano a Moon. “Se incontrerà il presidente e scambierà con lui opinioni su molte questioni – ha detto Kim, citata da un funzionario del palazzo presidenziale di Seul, secondo quanto riferisce la Yonhap – le relazioni tra il Nord ed il Sud potranno migliorare rapidamente e il passato sembrerà un lontano ricordo”.

“Spero – ha aggiunto la sorella del leader nordcoreano – che il presidente lascerà la sua impronta nella storia e sarà ricordato dalle future generazioni per aver avuto un ruolo importante nell’aprire una nuova era per la riunificazione”.

Prima di consegnare l’invito scritto a mano per il presidente sudcoreano, Kim Yo jong aveva espresso il suo auspicio per un miglioramento delle relazioni tra le due Coree nel registro degli ospiti del Palazzo presidenziale di Seul. “Mi aspetto – ha scritto – che Pyongyang e Seul si avvicinino nei cuori del nostro popolo coreano e che avanzi il futuro di unificazione e prosperità”. Anche il presidente nordcoreano, il 90enne Kim Yong Nam, ha lasciato un messaggio, nel quale sottolinea che la volontà del popolo coreano è di essere riunito.

Kim Yo-jong ha poi assistito alla partita che segna l’esordio olimpico della squadra delle due Coree di hockey femminile nell’impianto di Gangneum. Sugli spalti circa 200 cheerleaders, distribuite in ogni settore del palazzetto e vestite di rosso, hanno messo in scena coreografie e canzoni popolari coinvolgendo anche il pubblico presente.

Abbattuto F16 israeliano

cms_8403/f16_israele_abbattuto.jpgAlta tensione nei cieli in Medio Oriente. L’Esercito israeliano ha intercettato e abbattuto un drone iraniano partito dalla Siria in direzione dello Stato ebraico e, in risposta alla “provocazione”, hanno fatto sapere le forze israeliane, sono stati “colpiti diversi obiettivi iraniani in Siria”. Un F16 israeliano impegnato nei raid aerei in Siria è stato colpito dal sistema di difesa aerea siriano ed è precipitato in territorio israeliano. Un pilota del caccia colpito è riuscito a paracadutarsi fuori, ma – confermano i militari israeliani – è gravemente ferito. L’aereo è precipitato nel nord del Paese.

Israele, dopo un’indagine preliminare sull’incidente, ha confermato che il caccia è stato abbattuto dalla difesa aerea siriana, riferisce alla Dpa il portavoce dell’esercito israeliano Jonathan Conricus. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, la contraerea di Damasco avrebbe “colpito più di un velivolo” israeliano, ma non ci sono conferme in tal senso da parte dello Stato ebraico, che sta “indagando”.

L’esercito israeliano ha confermato di aver condotto nuovi raid contro obiettivi in Siria. Stando a fonti a Damasco citate dall’agenzia Dpa, gli attacchi israeliani di rappresaglia hanno fatto diverse vittime tra le forze siriane e si contano fino a tre morti. Poi Israele ha effettuato una seconda serie di raid aerei.

“Sono stati attaccati 12 obiettivi, compresi tre batterie del sistema di difesa aerea e quattro obiettivi iraniani che fanno parte dell’apparato militare iraniano in Siria”, hanno confermato le forze israeliane. La prima serie di raid aerei israeliani in territorio siriano avrebbe colpito un’area nei pressi della provincia centrale di Homs, precisa la Dpa.

Damasco denuncia anche attacchi contro i media siriani. L’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana scrive che “Syrian Satellite Channel e Syrian Educational TV sono obiettivo di deliberate interferenze” e aggiunge che i “tecnici sono al lavoro” per ripristinare i servizi. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Xinhua, il ministro siriano dell’Informazione, Imad Sarah, ha accusato direttamente Israele di azioni di disturbo del segnale dei canali tv ufficiali.

L’Iran “può distruggere tutte le basi militari americane nella regione” e “creare un inferno per il regime sionista”, ovvero Israele. Lo ha affermato il generale di brigata iraniano Hossein Salami, numero due dei Guardiani della Rivoluzione, citato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Salami si è rifiutato di confermare la notizia del drone iraniano che sarebbe partito dalla Siria in direzione di Israele e che i militari israeliani hanno reso noto di aver intercettato e abbattuto. Per il ministero degli Esteri di Teheran si tratta di affermazioni “ridicole”.

Mosca è “profondamente preoccupata” per gli ultimi sviluppi in Siria e chiede alle parti di dare prova di “moderazione” per evitare un’escalation delle tensioni nella regione, si legge in una nota del ministero degli Esteri russo. Israele ha chiesto intanto l’intervento della Russia perché blocchi una ulteriore escalation in Siria.

Il movimento sciita libanese Hezbollah denuncia “l’aggressione israeliana” contro la Siria e afferma che il caso dell’F16 israeliano segna “l’inizio di una nuova fase strategica”. “Gli sviluppi odierni significano che le vecchie equazioni sono assolutamente finite”, afferma il movimento in un comunicato rilanciato dai media della regione. Hezbollah, che nell’estate del 2016 ha combattuto per 33 giorni contro Israele in Libano, è coinvolto in Siria con la sua milizia schierata al fianco delle forze di Damasco.

Arrivano gli occhiali acchiappa ladri

cms_8403/Polizia_smart_glasses.jpgNuove ’armi’ in dotazione alla polizia cinese. Si tratta, scrive il Wall Street Journal, di occhiali per il riconoscimento facciale in grado di riconoscere potenziali sospetti in mezzo alla folla. In pochissimo tempo sarebbero in grado di confrontare l’immagine che si trovano davanti con un database di 10mila persone. I primi risultati ci sarebbero già stati. Gli occhiali, che nell’aspetto ricordano i Google Glass, sono stati utilizzati a Zhenghzou, dove sono state arrestate 7 persone. Il governo di Pechino starebbe organizzando un vasto programma di schedatura della popolazione che ha acceso parecchie polemiche. Diverse associazioni, attive nel campo dei diritti umani, parlano di una pesante violazione dei diritto alla privacy.

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11 Febbraio 2018