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Dl rilancio, c’è l’accordo politico: oggi il Cdm( Altre News)

Dl rilancio, c’è l’accordo politico: oggi il Cdm

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Sul decreto rilancio l’intesa politica c’è, si lavora sul testo che oggi approderà in Cdm. E’ quanto assicurano fonti di Palazzo Chigi. “L’accordo politico sulle misure contenute nel decreto è stato raggiunto – viene spiegato – È ancora in corso il pre-consiglio che ultimerà nelle prossime ore l’esame delle varie norme. L’elevato numero di norme e la complessità di misure sta dilatando i tempi del pre-consiglio. Il Consiglio dei ministri è rinviato a domani”.

“Tutti i nodi sono stati sciolti”, avevano affermato poco prima fonti del Mef in una nota. E in merito ad alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore, si precisava che non c’è alcun problema di coperture riguardo al decreto stesso”.

“I nodi sono stati ormai tutti sciolti, si tratta di un decreto essenziali con 55 mld’’, ha assicurato dal canto suo anche Roberto Speranza, ospite di ’Di Martedì su La7, senza sbilanciarsi comunque sui continui rinvii del Cdm previsto per approvare la ’manovra economica’ anti-Covid-19.

A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti di governo, l’intesa politica sulle misure contenute nel decreto rilancio comprende anche l’accordo sulla regolarizzazione dei cosiddetti lavoratori ’invisibili’, al centro di un lungo braccio di ferro all’interno del governo.

“Con il decreto da 55 miliardi di euro finalmente potremo uscire dalla fase emergenziale e potremo dedicarci al rilancio del made in Italy e del turismo”, ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ’Fuori dal coro’ su Rete 4 sottolineando la necessità “di comprare il made in Italy” ma anche “di creare i presupposti per fare arrivare in Italia dei turisti dall’estero”. “Ho sentito tanti operatori – sottolinea Di Maio – che hanno segnalato il pericolo che alcuni paesi possano fare accordi tra di loro per scambiarsi i turisti. Noi il flusso maggiore arriva dai cittadini tedeschi. Ieri ci siamo messi in contatto con la Germania che ci ha assicurato che non faranno accordi bilaterali ma lavoreremo tutti insieme a criteri europei per cui i turisti si possano muovere in tutta Europa con dei criteri in modo tale che l’Italia possa vincere ancora volta la sfida di attrarne il più possibile. Domani ci sarà una riunione importante a Bruxelles sui criteri e non ci saranno accordi bilaterali”, aggiunge il ministro.

Salvini: “Faremo tutto il possibile per evitare sanatoria-vergogna”

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“Invece di assicurare un lavoro ai milioni di italiani disoccupati e ai tanti immigrati regolari e perbene presenti in Italia, il governo pensa a una maxi sanatoria per migliaia di clandestini. Neanche un euro per cassintegrati, Partite Iva e commercianti, ma soldi e contratti per gli irregolari… Faremo tutto quello che la democrazia permette per evitare questa ennesima vergogna”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando il lavoro del Viminale sulla regolarizzazione.

Speranza: “Da lunedì più autonomia a Regioni”

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“Dal 18 maggio ci sarà più autonomia alle Regioni, perché sono state impattatate in modo diverso, quelle meno colpite dal contagio potranno avere una riapertura più veloce, eventualmente bisognerà fare delle distinzioni anche tra le province!”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza a ’Di Martedì sul La7. “Lunedì via libera a incontri con amici? Solo da giovedì -ha assicurato- si potrà dire cosa è accaduto dopo il 4 maggio, l’auspicio del governo è quello di restituire massima libertà ai cittadini, ferme restando le misure di distanziamento sociale”.

Forse da lunedì si potranno rivedere gli amici

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Una delle misure più invise agli italiani della stretta anti-Covid19 potrebbe venire meno da lunedì prossimo, 18 maggio. C’è infatti l’ipotesi di eliminare il vincolo di incontro con i soli congiunti -vale a dire parenti fino al sesto grado- e dare la possibilità agli italiani di tornare a vedere gli amici, esclusi nell’ultimo Dpcm dalla nozione di affetti stabili. La questione, spiegano fonti di governo, è ancora aperta, tra chi frena e chi invece vorrebbe togliere di mezzo uno dei vincoli più indigesti agli italiani.

Bonafede: “Nessun condizionamento in nomina capo Dap”

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“La nomina a capo Dap nel 2018 è avvenuta secondo la legge, con la più ampia discrezionalità e non c’è stato alcun tipo di condizionamento”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nella sua informativa alla Camera sulla vicenda della mancata nomina a capo del Dap nel 2018 di Nino Di Matteo. “Le esternazioni di alcuni boss all’interno del carcere, preoccupati di una possibile nomina al Dap del dottor Di Matteo erano già note al ministero dal 9 giugno 2018, prima della telefonata in questione”, ha ribadito il ministro, ricordando che “tra l’altro, in occasione di quella prima telefonata, fu lo stesso Di Matteo a parlarmi di quelle frasi pronunciate dai boss”.

“La trasparenza e la verità rappresentano sempre i migliori antidoti per dibattiti contaminati dalla menzogna e dalla malafede, dibattiti come quello degli ultimi 8 giorni aventi ad oggetto, per l’appunto, la nomina del capo Dap del 2018”, ha quindi sottolineato il ministro. “Non mi riferisco alle parole del dottor Di Matteo: mi riferisco invece al fatto che su quelle parole pronunciate domenica 3 maggio 2020, il dibattito politico e mediatico ha generato una congerie di caotiche e vergognose illazioni e suggestioni istituzionalmente e personalmente inaccettabili”, ha spiegato.

“C’è un confine e un limite a tutto e per me, quel confine, in politica e fuori dalla politica è rappresentato dalla mia onorabilità, nonché dal rispetto degli altri e della memoria di chi è morto per servire questo Paese. Ebbene, questo confine è stato ampiamente superato”, ha proseguito il ministro. “Immagini delle stragi di mafia buttate a caso tra un chiacchiericcio e un altro di improvvisati esperti antimafia, l’alone di mistero intorno al nulla per evocare inesistenti retroscena, sono tutte operazioni -ha rimarcato- che mancano di rispetto proprio alle vittime di quelle stragi e ai loro familiari”.

“Adesso è necessario rassicurare tutti i cittadini che credono nella lotta alla mafia perché sappiano che il fronte antimafia rimane compatto”, ha ribadito Bonafede concludendo il suo intervento.

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13 Maggio 2020