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Domenica delle Palme

A conclusione del periodo quaresimale, la Chiesa festeggia uno dei momenti più intensi delle celebrazioni cristiane: la domenica delle Palme. Ad una settimana dalla Pasqua, questo momento festoso rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto da una folla festante che lo acclama scuotendo i rami di palma ed i ramoscelli di ulivo (simbolo della pace). In atteggiamento umile, Gesù attraversa la città portato in groppa da un asinello.

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Anche quest’anno, la Giornata Mondiale della Gioventù coincide con la festività religiosa. L’evento, istituito da Papa Giovanni Paolo II nel 1985, ha cadenza annuale e viene celebrato in tutte le Diocesi italiane in occasione della Domenica delle Palme. Fu designata, come simbolo del legame fra tutte quelle città che ospitano la GMG, una croce lignea. “La Croce di Cristo – annunciò il Papa – portatela nel mondo, come segno dell’amore del Signore Gesù per l’umanità, ed annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione”. L’intercessione di Maria in quanto colei che non teme “perché ha trovato grazia presso Dio” è il monito che il Santo Padre rivolge ai giovani quest’anno. Bisogna essere coraggiosi, prudenti: l’ostacolo alla fede, sostiene il papa, è spesso proprio la paura. Non bisogna arrendersi, ma affrontarla. “Per noi cristiani, in particolare, la paura non deve mai avere l’ultima parola, ma essere l’occasione per compiere un atto di fede in Dio… e anche nella vita! Ciò significa credere alla bontà fondamentale dell’esistenza che Dio ci ha donato, confidare che Lui conduca ad un fine buono anche attraverso circostanze e vicissitudini spesso per noi misteriose. Se invece alimentiamo le paure, tenderemo a chiuderci in noi stessi”.

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Bisogna aprirsi al mondo “per crescere, per sognare, per guardare orizzonti nuovi”; la chiamata divina ha il sigillo dell’unicità, è un’occasione irripetibile. La cultura contemporanea cerca di depistare la gioventù con modelli da seguire spesso lontani dai valori veri, che invogliano al coraggio inteso come scommessa, rischio. Le sicurezze umane, viste sotto un’altra luce, appaiono fuorvianti per un cammino esistenziale in cui si riscopre la voglia di mettersi in gioco, col sacrificio frutto di un impegno continuo rischiarato dalla fede. Sceglierla implica confrontarsi ed accettare il fatto che la propria volontà “si scontri con la volontà di un Altro, in una dialettica che non avrà mai fine”.

Data:

25 Marzo 2018