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Don Luigi Angelini perde la vita in mare

La vita è fatta di attimi in cui è possibile assaporare la sua pienezza, ed in cui si possono sperimentare sensazioni che sovrastano la caducità del tempo. Siamo luci che si spengono, ma che sopravvivono all’usura di un tempo che ha modo di vivificarsi nei ricordi. Che la memoria rimanga sempre vigile in noi per vivere consapevolmente la nostra esperienza terrena! Addio caro amico. Martedì 17 luglio è stato strappato all’affetto dei suoi parrocchiani, parenti ed amici, Monsignor Luigi Angelini, parroco del Santuario “Madonna della sanità” di Martina Franca, in provincia di Taranto. Don Luigi aveva sessant’anni e, mentre si trovava nella marina di Ostuni, in provincia di Brindisi, probabilmente per via di un malore (sono attualmente in corso accertamenti), è annegato in mare. Inutili tutti i tentativi di soccorso.

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Ciò è quanto ha rilasciato l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, che ad oggi si trova in Brasile, alla notizia del decesso del caro parroco martinese: “Desidero che i familiari, la comunità martinese ed in particolar modo la porzione del popolo di Dio affidata da molti anni alle cure di don Luigi senta l’abbraccio del Vescovo, dei confratelli, sacerdoti e di tutti i credenti. Sentiamoci uniti nella prova così come nella speranza del Cristo Risorto, nel quale la vita non è mai tolta, ma trasformata”.

cms_9743/3v.jpgChi era Luigi Angelini? Era nato a Martina Franca il 19 febbraio del 1958. Dopo aver frequentato il seminario di Molfetta è stato ordinato sacerdote dall’arcivescovo Guglielmo Motolese. Il suo servizio pastorale è cominciato quale vice parroco della parrocchia Cuore Immacolato di Maria in Taranto. Laureato in Lingue straniere, era un fervido studioso e cultore di Sant’ Agostino. E’ stato autore di diverse pubblicazioni sul vescovo d’Ippona, educando con semplicità i suoi lettori all’esperienza di fede di colui che ha cercato di superare la propria incapacità di essere pienamente se stesso, per essere invece quell’uomo nuovo che Cristo gli aveva indicato di essere. La fede è vissuta come dono per difendere e confermare la ragione e per superarne i limiti che ci impedirebbero di guardare oltre gli orizzonti del tempo e della storia. Don Luigi lascia la comunità martinese, e non solo, con un grande insegnamento, quello che la devozione a Sant’Agostino gli aveva suggerito durante il suo percorso spirituale: “La fede non è cosa da nulla: è una realtà grandiosa, e se tu la possiedi è certamente perché l’hai ricevuta”.

Data:

20 Luglio 2018