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DONALD TRUMP CONTRO LA GEORGIA

Donald Trump contro la Georgia, scontro totale. Il pomo della discordia è la possibile riapertura di alcune attività ipotizzata per domani, secondo quanto sostenuto dal procuratore repubblicano dello stato in questione. Ma non ci sta The Donald, dichiaratosi fortemente contrario in uno dei suoi tweet: “Come le migliaia di attività attualmente operative in Georgia sono fiducioso che i proprietari che decidono di aprire rispetteranno i criteri delle operazioni principali minime, che danno priorità alla salute di dipendenti e clienti”.

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Il presidente statunitense ha firmato anche il blocco dei migranti per 60 giorni, da cui saranno esclusi i medici e i lavoratori essenziali. Ciò che preoccupa Trump sono i numeri attuali dell’America e, soprattutto, le previsioni per l’immediato futuro: dalle circa 46 mila vittime attuali, la stima tende verso le 65 mila. Entrando nel dettaglio, questo provvedimento prevede la sospensione per almeno tre mesi dei permessi di residenza permanenti per stranieri negli Stati Uniti. Inoltre il tycoon ha rivelato tutte le attività che Brian Kemp intende riaprire: SPA, saloni di bellezza, barbieri e parrucchieri, centri massaggi e di tatuaggi. Tutte le cosiddette “attività non essenziali” dei vari protocolli passati sotto gli occhi di tutti.

La potenziale estensione del blocco dipenderà dalle condizioni del mercato del lavoro, annuncia il presidente: “Potrà essere eliminato o diventare più stringente”. Tra gli esentati figurano anche le mogli e i figli di cittadini americani, oltre ad altre categorie di stranieri. “Amo questa gente ma possono aspettare un po’ perché la sicurezza deve essere la priorità assoluta”. La firma ha anche un altro effetto: verranno rivalutati i programmi per i permessi di lavoro temporaneo “per vedere se saranno necessarie misure addizionali per proteggere i lavoratori americani”. Un sondaggio di USA Today-Ipsos e Pew mostra dei dati interessanti: l’80% degli statunitensi sarebbe favorevole ad una pausa temporanea dell’immigrazione e l’81% considera l’immigrazione di massa una minaccia.

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Sulla questione Trump-Georgia è intervenuto anche il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo: “Non è il momento di agire da stupidi non possiamo prendere una decisione sbagliata”. Snocciola anche qualche numero: nel suo stato i decessi sono più di 15 mila, mentre calano i ricoveri, poco sopra i 1300. Aggiunge anche che New York, insieme al Connecticut e al New Jersey, sta varando un programma di tracciamento dei contatti: “Le autorità possano sentire la pressione politica di far ripartire l’economia, ma una riapertura prematura cancellerebbe i progressi fatti per appiattire la curva”. Cuomo consiglia alle comunità non colpite duramente dal virus di mantenere in vigore certe restrizioni, poiché “una seconda ondata potrebbe mettere al tappeto tutti”.

Data:

23 Aprile 2020