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DOPPIO RAID SIRIANO

cms_29439/0.jpgL’Israele colpisce, la Siria patisce. Damasco ha sofferto un altro raid, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Sana che riferisce che gli attacchi “hanno causato la distruzione di un certo numero di edifici residenziali”. L’Osservatorio siriano per i diritti, Organizzazione Non Governativa il cui quartier generale si trova nel Regno Unito, aggiunge un dettaglio in più: almeno quindici persone, tra le quali è compresa una donna, sono rimaste uccise. L’obbiettivo non è rimasto oscuro, anzi, era stato apertamente dichiarato: colpire siti collegati alle milizie iraniane e ad Hezbollah, gruppo militare libanese di stampo simil-terrorista. Nel quartier centrale di Kafr Sousa, intorno le 12 e 30 ora locale nella giornata di ieri, si sono udite delle esplosioni, propagatesi anche nei centri di un centro culturale iraniano. Anche da Beirut, altra sede dell’ONG dell’Osservatorio siriano, confermano la dinamica dei fatti e il numero delle vittime, fortunatamente non destinato ad aumentare.

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Il nemico israeliano ha effettuato un’aggressione dalla direzione dei territori palestinesi occupati prendendo di mira diversi siti nelle vicinanze di Damasco e causando danni”, ha affermato il ministero della Difesa siriano in una dichiarazione ufficiale rilasciata ai media locali e rimbalzata da quelli internazionali. Ma quella di Israele non è stata l’unica “visita di cortesia” in quel di Siria. Tutt’altro, perché in altre zone c’era un altro ospite di discreta importanza. E l’America bussò alle porte siriane, “devo attaccare” e le rispose di no… e l’America bussò dove non c’era il silenzio…Prendendo in prestito le parole di un capolavoro di Loredana Bertè introduciamo l’altro grande protagonista di questa storia. Ma prima urge riavvolgere un po’ il nastro. Per la serie “a volte ritornano”, l’ISIS aveva ripreso i suoi attacchi a Damasco e dintorni, causando più di 50 morti. Sokhne e Palmira le altre città colpite, nel cuore del Paese.

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È sempre l’Osservatorio siriano a fornire i dati delle persone che hanno perso la vita negli assalti: 7 militari governativi e 46 civili, a cui si aggiungono 4 soldati americani feriti. Tra le vittime figura, inoltre, Hamza al-Homsi, uno dei leader terroristici. “La scorsa notte, durante un’operazione congiunta con le Forze democratiche siriane sono rimasti feriti quattro soldati Usa e un cane di servizio“, si legge in un comunicato del Comando centrale Centcom. E secondo FOX News Washington non si è fermata, conducendo un raid in elicottero nella Siria orientale: in collaborazione con l’esercito locale il Comando centrale è riuscito a catturare un altro dei capi dello Stato Islamico, questa volta non causando decessi né tra i civili né tra i militari.

Data:

19 Febbraio 2023