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“Due piccoli italiani”

La programmazione cinematografica di questi giorni si arricchisce dell’uscita del film di esordio alla regia dell’attore barese Paolo Sassanelli.

Al Multicinema Galleria di Bari l’artista, accompagnato dal cast del film quasi al completo, ha voluto presentare personalmente il film al suo pubblico.

Sia chiaro – ha commentato Sassanelli – resterò qui fino alla fine, in quanto a me non interessa il parere dei critici o degli addetti ai lavori, benché finora siano stati benevoli nei confronti del film, quanto il vostro giudizio. Questo film l’ho fatto con il cuore ed è scritto per il pubblico, pertanto ho bisogno di capire qual è il messaggio che vi è arrivato”.

Girato nel luglio scorso in Puglia, tra Bari e Minervino Murge, le riprese sono proseguite in Olanda e poi in Islanda tracciando il percorso del viaggio avventuroso di Salvatore e Felice, protagonisti del lungometraggio.

I due amici sono ospiti in un centro di assistenza per malattie mentali nel piccolo paesino della provincia barese. Una serie di eventi grotteschi li condurrà a intraprendere questo ardimentoso viaggio a ostacoli per l’Europa riuscendo a fargli superare, grazie all’amicizia della sensibile Anke, le proprie paure e inibizioni. Un viaggio, un percorso, per ritrovare se stessi e sconfiggere la solitudine quale fatale conseguenza del disagio psichico.

L’elemento sorprendente in questo film è che non sempre luogo del racconto e location di lavorazione coincidono, pertanto può capitare che un mercato dismesso del residenziale quartiere di Poggiofranco a Bari funga da palazzo occupato dove vive Anke, ma dove chiunque è benvenuto nel rispetto di una libera cultura di convivenza multietnica.

Il ponte di ferro che agevola la fuga ai due fuggiaschi all’inizio del film, che rimanda in un parallelo ad una struttura avanguardista della periferia di Rotterdam, in realtà altro non è che il famigerato “canalone”, la grande lama artificiale che attraversa la città di Bari.

La storia raccontata si inerpica con sensibilità e delicatezza sul difficile sentiero delle malattie mentali e le scene iniziali con gli ospiti di una casa di assistenza sono state girate in una clinica lasciata pressoché intatta nel periferico quartiere di Santa Fara.

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Questo film – ha dichiarato Sassanelli – è stato girato per l’80% a Bari e qualche scena in

Olanda ma non ve ne accorgerete, primo perché lo scenografo ha fatto un lavoro enorme e poi perché Bari ha un potenziale enorme per il cinema”.

L’attore Totò Onnis, che nel film interpreta il cattivo “Mezzagamba”, ha raccontato di come possa essere curioso girare con gli esterni olandesi e gli interni baresi con quasi 50°di temperatura: “Rivedendo alcune scene al termine della lavorazione mi è sembrato singolare che nelle scene olandesi fosse presente, tra le comparse, la ragazza che serve il caffè al mio solito bar. La verità è che gli scenografi sono stati bravissimi nel ricreare le ambientazioni”.

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“Due piccoli italiani” esce a qualche mese di distanza dalla calda accoglienza all’ultima edizione del Bif&st, dove è stato proiettato fuori concorso in anteprima internazionale. La versione proiettata nelle sale in questi giorni è quella originale in italiano con i sottotitoli nelle scene girate in inglese, tedesco e olandese.

Al film scritto da Francesco Apice, Chiara Balestrazzi e Paolo Sassanelli hanno collaborato numerosi professionisti pugliesi, tra cui la sceneggiatrice Chiara Balestrazzi, la costumista Sara Fanelli e il direttore di fotografia Federico Annichiarico. Tra gli attori, oltre ai protagonisti Paolo Sassanelli e Francesco Colella, hanno collaborato Tiziana Schiavarelli, Lia Cellammare, Totò Onnis, l’attrice tedesca Marit Nissen, moglie dell’attore e regista barese, Dagmar Lassander, Kenneth Herdigein e la bravissima attrice olandese Rian Gerritsen nella parte della stravagante Anke.

Il film è una coproduzione Italia-Islanda, prodotto dalla Mood Film e Duo Production in collaborazione con Rai Cinema, con il sostegno della Regione Puglia e di Apulia Film Commission. Per i 18 giorni di lavorazione in Puglia sono state impiegate 34 unità lavorative pugliesi.

Bari ha tre elementi fondamentali a suo favore – ha commentato il regista salutando il pubblico alla fine della proiezione – si mangia bene, e ai cineasti piace mangiare bene, si raggiunge agevolmente da nord a sud e può contare su maestranze preparatissime che oramai sono quasi tutte a Roma, dove lavorano molto. Se a Miami si gira gran parte del cinema per la luce congeniale, è ora che Bari diventi la Miami del cinema italiano proprio per le sue enormi qualità ancora inespresse”.

Data:

17 Giugno 2018