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Due popoli, due Stati, due capitali

Quarantotto Paesi islamici, in occasione del vertice di Istanbul svoltosi il 12 dicembre, si sono mostrati solidali nel ritenere Gerusalemme Est capitale della Palestina. Due popoli, due Stati con due capitali. Gerusalemme dovrà essere dunque “capitale di due Stati, lo stato d’Israele e lo stato di Palestina, secondo i confini del 1967”. Il leader turco Erdogan ha dichiarato con fierezza di come il mondo islamico sia unito e di quanto pericoloso sia invece l’atteggiamento di Trump, che sta rischiando di mettere fine al processo di pace. Unanime, pertanto, la loro volontà nel non considerare più il presidente americano come un mediatore.

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Il portavoce presidenziale turco Kalin ha affermato che la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele non è stata respinta solo da 57 Paesi membri dell’OCI (Organizzazione della cooperazione islamica), ma anche da quasi tutti i Paesi europei, latinoamericani e asiatici. “Non ci sarà pace finché Gerusalemme Est non sarà riconosciuta come capitale dello Stato di Palestina” ha ribadito il presidente palestinese Abu Mazen. Il fronte islamico, tuttavia, non è assolutamente compatto in quanto in rappresentanza di Arabia Saudita ed Emirati sono stati inviati al summit dei ministri di seconda fila. Ciò farebbe pensare a dei sospetti affari diplomatici con gli stati Uniti. Il giornale libanese An Nahar ha veicolato intanto tale messaggio: “La decisione di Trump viola il diritto e le convenzioni internazionali”. Il presidente americano, secondo il patriarca Rai, avrebbe infatti intrapreso “una decisione ingiusta nei confronti di palestinesi, arabi, cristiani e musulmani”.

cms_7962/3.jpgIntanto, a causa delle tensioni che si stanno verificando in Terra Santa, il sindaco della città arabo-israeliana Nazareth, Alì Salam, di religione musulmana, ha vietato le celebrazioni natalizie cancellando tutto il programma per i festeggiamenti. Un vero contraccolpo per i cristiani, se si pensa che questo è il primo luogo legato alla vita di Gesù. Qui, infatti, l’arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Colui che è anche chiamato “il Nazareno”. La cittadina, di circa 75 mila abitanti, è una delle mete principali e irrinunciabili dei pellegrini che visitano la Terra Santa, soprattutto nei giorni delle celebrazioni di fine anno legate alla natività. Un grave danno, dunque, anche per l’economia.

Data:

16 Dicembre 2017