Come Julien Dupré è figlio di un orafo.
Dupré nasce a Parigi il 18 marzo 1851 e, prima di entrare nel negozio di gioielleria dei genitori, fa pratica in un negozio di merletti.
Nel 1870, a causa della guerra franco-prussiana, i Dupré sono costretti a chiudere bottega.
È in questo periodo che Julien inizia a studiare pittura, prima frequenta i corsi serali di Arti decorative che poi gli danno accesso alla Ècole des Beaux Arts.
Viaggio in Picardia
Qualche anno dopo viaggia nel nord della Francia e diventa allievo del pittore di genere naturalista e rurale Desire Laugèe.
Qui viene colto da due colpi di fulmine:il primo per la figlia di Laugèe, Eleonore, che diventerà sua moglie, e il secondo per il genere di pittura contadino e rurale.
Nel 1876 espone il suo primo quadro al Salòn che viene subito accolto e nello stesso anno si sposa con Eleonore.
Boulevard Flandrin numéro 20
Da questo momento per Dupré il tempo è come se magicamente si fermasse.
Si stabilisce a Parigi al numero 20 di Boulevard Flandrin da dove, praticamente, non si muove più.
Ogni anno espone i suoi quadri al Salòn, che li approva volentieri, e si dedica alla pittura all’aperto, in campagna, e nel suo studio parigino.
Julien Dupré non è il primo pittore che si dedica a soggetti bucolici e contadini, prima di lui troviamo Jean Francois Millet e Jules Breton, ma Dupré affronta il tema con leggerezza e non con toni cupi e da denuncia sociale.
Calma e freschezza nelle pennellate che si rifanno alla sua formazione accademica tanto gradita al Salòn.
La sua fama di pittore “specializzato” si diffonde in tutta Europa e negli Stati Uniti dove le sue opere sono molto apprezzate.
Donne contadine e animali da fattoria sono i soggetti da cui non si discosterà mai. Le sue figure sono finemente modellate, mentre i paesaggi di sfondo si sgranano e a volte sono realizzati a spatola.
I toni di colore in chiave alta danno vivacità e luminosità alla composizione.
Julien Duprè muore a Parigi nel 1910.
Il valore di Dupré emerge dalla sua “normalità” e nel suo lavoro meticoloso e coerente.
Gli manca una biografia movimentata, sofferta e drammatica: niente suicidi, omicidi, tragedie, rifiuti e drammi.
Solo una tranquilla vita di sana e bellissima pittura.