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E’ morto Stefano Rodotà, una vita di battaglie per i diritti

cms_6570/rodota_stefano_fg.jpgE’ morto Stefano Rodotà. Giurista, politico e intellettuale, aveva 84 anni. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio alla famiglia ricorda “le alte doti morali e l’impegno di giurista insigne, di docente universitario, di parlamentare appassionato e di prestigio e di rigoroso garante della Privacy”. “La sua lunga militanza civile al servizio della collettivita’ – ricorda Mattarella – è stata sempre contrassegnata dalla affermazione della promozione dei diritti e della tutela dei più deboli”. “Ricordo Stefano Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

“La morte di Stefano Rodotà, proprio nel ventennale della legge sulla privacy da lui fortemente voluta, è una perdita incolmabile, in particolare per l’Autorità che egli per primo ha presieduto e per la quale continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile. Il nostro Paese, e non solo, deve a lui molto, quasi tutto, di quel diritto fondamentale alla protezione dei dati personali, che rappresenta sempre di più la garanzia di libertà nella società digitale. Personalmente perdo un amico indimenticabile”, ha detto Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante per la privacy.

Rodotà era nato nel 1933 a Cosenza. Giurista, professore universitario, ex parlamentare, già Garante per la protezione dei dati personali, venne eletto deputato per la prima volta nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano.

Nel 1989 è stato nominato ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal Pci di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, ha aderito al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992. Nell’aprile dello stesso anno è tornato alla Camera dei deputati tra le file del Pds ed è stato eletto vicepresidente e ha fatto parte della nuova Commissione Bicamerale.

Dal 1997 al 2005 Rodotà è stato il primo Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione europea. Nel 2013 è stato candidato non eletto per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Bce: “Veneto Banca e Popolare Vicenza prossime a fallire”. Via al salvataggio

cms_6570/bce_sede_afp.jpgLa Banca centrale europea ha dichiarato che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono “in fallimento o in probabile fallimento”. E ha informato il Single Resolution Board, (Srb) il quale ha deciso di non applicare la procedura di risoluzione. Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane.

Pronto e immediato l’intervento del governo, che ha già pronta l’oprazione salvataggio. Il decreto per le banche venete è infatti sostanzialmente pronto. “C’è già il via libera di Bruxelles e si stanno definendo gli ultimi dettagli tecnici di una bozza che è ormai condivisa”, spiegano all’AdnKronos fonti vicine al dossier. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare “la corretta cornice normativa” all’operazione che dovrebbe portare Intesa SanPaolo a rilevare, per una cifra simbolica, gli asset ’buoni’ di Bpvi e Veneto Banca. E il Governo punta ad approvare il provvedimento prima dell’apertura dei mercati di lunedì. Tanto che il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ne stanno condividendo i contenuti in un incontro a Palazzo Chigi e i ministri sono sta già stati allertati per la riunione del Cdm che sarà chiamata ad esaminarlo.

Il decreto dovrebbe essere, come già avvenuto in occasione del salvabanche e nella partita Mps, “un provvedimento di carattere generale”, che consentirà al Tesoro di intervenire, in concorso con azionisti e titolari dei bond subordinati (quindi rispettando il burden sharing), nella ricapitalizzazione delle due banche liquidate e commissariate, che avranno in pancia anche i crediti deteriorati, pari a circa 10 miliardi. Sarà sostanzialmente una bad bank, anche se avrà una veste formale diversa. “L’orientamento prevalente sarebbe quello di utilizzare parte dei 20 mld già stanziati per le ricapitalizzazioni precauzionali”, spiegano le fonti interpellate, senza quindi prevedere l’impiego di ’nuove’ risorse pubbliche.

Caldo record, nel weekend 9 città da bollino rosso

cms_6570/caldo_ragazza_fontana_Fg.jpgUn’ondata di caldo africano nelle prossime ore si abbatterà sull’Italia, con temperature che continueranno a salire fino a sfiorare i 40°. Tra sabato e domenica, in particolare, secondo il bollettino sulle ondate di calore diffuso dal ministero della Salute, il Belpaese si troverà stretto nella morsa del caldo, toccando il livello 3 di afa, quello da bollino rosso ossia “Condizioni ad elevato rischio che persistono per 3 o più giorni consecutivi”.

Il livello 3, precisa il ministero della Salute, “indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”.

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Le città più calde d’Italia saranno 9. Per sabato il ministero indica il bollino rosso a Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia e Torino, mentre domenica sarà allerta ad Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara.

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24 Giugno 2017