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’E ora vogliamo il reddito di cittadinanza’, corsa ai Caf

’E ora vogliamo il reddito di cittadinanza’, corsa ai Caf

cms_8634/reddito_cittadinanza_cartello_m5s_fg.jpgA Bari come a Potenza, dopo la vittoria del Movimento 5 Stelle, nei centri di assistenza fiscale o presso gli sportelli dei sindacati è aumentato il flusso di persone perché in tanti stanno già chiedendo informazioni per poter accedere al Reddito di cittadinanza, la misura di sostegno annunciata in campagna elettorale da Luigi Di Maio. Nel capoluogo pugliese decine di cittadini si sono presentati allo sportello per il lavoro del Comune ’’Porta Futuro’’. Stessa situazione ai Servizi sociali dei Comuni della Città Metropolitana di Bari. E ciò non avviene solo in Puglia. A Potenza, ad esempio, già venti persone si sono recate allo sportello locale del Csp (Camera sindacale) della Uil.

’’Confermo che anche in Basilicata stiamo ricevendo queste richieste presso i nostri uffici – dice all’AdnKronos Antonio Deoregi, della segreteria regionale Uil – da parte di cittadini che chiedono come funziona il reddito di cittadinanza. Capisco la loro aspettativa ma stiamo spiegando che questa misura non è ancora attiva e non sappiamo se si verificherà. Se dovesse avvenire, tanto meglio’’.

A Potenza tale aumento di utenza si era già registrato per la verifica dell’Isee ai fini del Reddito di Inclusione del Governo ma in quel caso (inizio dicembre scorso) si trattava di una misura diventata operativa.

’’Tra i richiedenti – aggiunge Deoregi – ci sono anche persone che già beneficiano del Reddito di inclusione. Ci sono anche beneficiari del reddito minimo di inserimento regionale che chiedono se è possibile passare al reddito di cittadinanza visto che le somme sono superiori’’.

IL CASO GIOVINAZZO – “Vorrei innanzi tutto chiarire che Giovinazzo non è una città di disperati. Non vorrei che passasse questa idea. Sono venute 4 o 5 persone lunedì ai Servizi sociali, non ho idea di quanti possano essere andati al Caf”. Lo dice all’Adnkronos il sindaco di Giovinazzo, in provincia di Bari, Tommaso De Palma, a proposito delle richieste di moduli avanzate al Comune da parte di cittadini che volevano aderire alla misura del Reddito di cittadinanza.

“Io immagino che sia avvenuto – spiega – perché abbiamo sperimentato altre iniziative, sia quelle comunali con i Buoni Lavoro che regionali con il Reddito di dignità ed eventualmente con il Reddito di inclusione (la misura del governo Gentiloni ndr). Avendo avuto un buon riscontro, forse qualcuno ha immaginato che anche questa storia del reddito di cittadinanza fosse, tutto sommato, abbastanza veloce e altrettanto efficace. Rifuggo dall’idea di dire che stavano tutti pronti lì a venire a chiedere il supporto economico. Mi fa piacere – sottolinea De Palma – che già ieri l’onorevole Di Maio ha cominciato a dire che forse questa misura avrà bisogno di anni per essere messa in campo, già mi sembra un altro ragionare. Perché a soffiare sulla disperazione della gente non ci vuole nulla ma dopo il problema è che gli unici pompieri rimangono i sindaci e i Comuni, cioè l’avamposto”.

IL CARTELLO A PALERMO – “In questo Caf non si fanno pratiche per il reddito di cittadinanza”. Il cartello è stato esposto oggi, anche in lingua araba, da patronato Enasc di Palermo, dopo l’ennesima richiesta per il reddito di cittadinanza arrivata dai cittadini. “Ecco cosa siamo costretti a scrivere oggi grazie ai Cinque Stelle”, lamenta Toto Barone, sindacalista di Asia, Alternativa sindacale autonoma.

Obbligo vaccini, ultima chiamata

cms_8634/Vaccini_spalla_ftg_23.jpgUltima chiamata per presentare la documentazione relativa alle vaccinazioni obbligatorie – introdotte con decreto legge a fine luglio – necessarie per l’iscrizione all’anno scolastico 2017/2018. Il 10 marzo è infatti il termine ultimo per consegnare tutta la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione dei minori qualora si fosse presentata in precedenza solo un’autocertificazione. Entro quella data, le Asl dovranno inviare alle scuole l’elenco dei bambini non in regola con l’obbligo vaccinale: chi è in arretrato e chi non ha preso l’appuntamento per vaccinarsi.

A quel punto le scuole faranno una comunicazione scritta alle famiglie, in cui si dice che entro 10 giorni dal ricevimento dell’avviso dovranno mettere in regola i figli e presentare alla scuola la documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione. Pena una multa salata – da 100 a 500 euro, in base alla gravità dell’infrazione – e, nel caso di bimbi da 0 a 6 anni, l’impossibilità ad accedere all’asilo.

ECCEZIONE: Anche la semplice presentazione alla Asl della richiesta di vaccinazione consente l’iscrizione a scuola, ma solo in attesa che la Asl provveda ad eseguire la vaccinazione – o a iniziarne il ciclo nel caso questo preveda più dosi – entro la fine dell’anno scolastico. Non si incorrerà, quindi, in sanzione quando si provvederà a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale obbligatorio a patto, però, che la famiglia ne completi il ciclo nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla Asl.

COSA SI RISCHIA – Per i nidi e le scuole materne, i bambini i cui genitori/tutori/affidatari non avranno presentato la documentazione, saranno sospesi dal servizio e potranno essere riammessi solo dopo la presentazione della documentazione. Per coloro che frequentano la scuola dell’obbligo (7-16 anni), invece, la mancata presentazione della documentazione non determinerà il divieto di accesso né impedirà la partecipazione agli esami. Tuttavia il dirigente scolastico dovrà segnalare l’inadempienza alla Asl che avvierà così la procedura prevista per il recupero della vaccinazione, ovvero sarà stabilita una sanzione amministrativa pecuniaria variabile da 100 euro a 500 euro, proporzionata alla gravità dell’inadempimento (ad esempio, in base al numero di vaccinazioni omesse).

ANNO SCOLASTICO 2018/2019: Per l’anno scolastico 2018-2019, i genitori/tutori/affidatari dei bambini non sono tenuti a presentare, all’atto dell’iscrizione, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni. Il rispetto degli adempimenti vaccinali è accertato mediante il trasferimento dei dati tra le istituzioni scolastiche/educative e formative e le Aziende Usl competenti. Dopo le opportune verifiche, i genitori/tutori/affidatari dei minori che non risultano in regola con gli obblighi vaccinali, o che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione, differimento, o che non hanno presentato formale richiesta di vaccinazione, saranno invitati dalle istituzioni scolastiche/ educative e formative, con lettera, a presentare la documentazione entro il 10 luglio 2018. La mancata presentazione della documentazione richiesta verrà segnalata alla Asl.

Tim, al via scorporo rete

cms_8634/Telecom.jpgSeparazione legale della rete, piano strategico al 2020 e conti del 2017. Sono i punti all’ordine del giorno approvati da dal consiglio di amministrazione di Tim. Il board del gruppo di tlc ha dato mandato all’amministratore delegato Amos Genish di avviare l’iter formale per la notifica ad Agcom del progetto di separazione della rete di accesso fissa. Il progetto prevede la creazione di un’entità legale separata (Netco) controllata al 100% da Tim, proprietaria della rete di accesso e di tutta l’infrastruttura e dotata del personale necessario per fornire servizi all’ingrosso in maniera indipendente. La creazione della Netco manterrà invariato il perimetro del gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

“Il progetto rappresenta una svolta epocale e darà vita al modello di separazione della rete più avanzato in Europa, creando un punto di accesso ’one-stop shop’ peri servizi wholesale regolati e non regolati per tutti gli operatori, inclusa Tim, secondo un modello interamente neutrale a garanzia dell’assoluta parità di trattamento”, si spiega dal gruppo. Genish in conference call ha spiegato che il processo formale con Agcom verrà avviato “nei prossimi giorni e ci vorranno alcuni mesi per finalizzare la struttura della nuova entità legale”. Netco rappresenterà “un aumento di valore per il Paese e per Tim” e “porterà più trasparenza e rappresenterà un nuovo standard in Europa nella separazione della rete di un incumbent”.

Sull’ingresso del fondo attivista Elliott, che ha comunicato di avere una quota inferiore al 5% di Tim e ha chiesto un miglioramento della governance e consiglieri più indipendenti, Genish ha detto che “ogni azionista che decide di investire nella società è benvenuto, come lo è un dialogo costruttivo. Chiaramente utilizzeremo ogni input da parte dei nostri azionisti finalizzato a incrementare il valore”.

I tempi? Nei prossimi giorni inizierà il processo formale con l’Agcom per l’operazione di separazione della rete Tim e il Garante con tutta probabilità chiarirà lo scenario non prima di fine giugno, spiega l’ad Genish. “Agcom sulla base di analisi di mercato ci darà una risposta per definire una situazione normativa, credo che a fine giugno avremo una idea chiara dell’approccio” da parte del Garante, ha detto il manager.

Quindi “dopo giugno-luglio potremo iniziare con l’implementazione” del processo mentre “un riscontro iniziale da parte dell’Autorità sembra essere positivo”. Come si ricorderà Tim aveva già partecipato a un tavolo di lavoro con i tecnici dell’Agcom per mettere a punto un documento in merito alla separazione della rete.

Quanto alla nuova società, per ora chiamata Netco, non è stata nemmeno presa in considerazione la possibilità che Tim non la controlli: “Tim sarà la proprietaria della rete ora e in futuro” ha detto l’ad. Sul tema della governance, “il cda della Netco sara diverso da quello di Tim, la maggioranza sarà di Tim e in seguito la minoranza sarà composta da indipendenti”.

Il piano strategico al 2020 punta a una forte crescita dell’equity free cash flow consolidato nel triennio, per un totale cumulato di circa 4,5 miliardi di euro. Inoltre è confermata per il 2018 una “significativa” riduzione del rapporto debito netto/Ebitda a circa 2,7x e in diminuzione nel 2019 e nel 2020. Sul mercato domestico è prevista nell’arco del piano una complessiva stabilità dei ricavi da servizi e una crescita dell’Ebitda Cagr 2017-2020 “low-single digit”. Inoltre nel triennio sono previsti investimenti cumulati per 9 miliardi di euro in Italia e a circa 12 miliardi di reais in Brasile per un continuo sviluppo dell’Ubb, con un miglioramento del rapporto capex/sales: inferiore al 20% a fine 2019 in Italia e pari a circa il 20% al 2020 in Brasile.

I ricavi del 2017 del gruppo ammontano a 19,8 miliardi di euro, in crescita del 4,2% rispetto all’esercizio 2016, con una variazione organica del 2,7%. L’Ebitda del gruppo si attesta a 8,7 miliardi di euro (+4,6%) in termini organici e escludendo gli oneri non ricorrenti, mentre a livello reported l’Ebitda è pari a 7,8 miliardi di euro. L’Ebit di gruppo ammonta a 4,2 miliardi di euro (+6,9%) in termini organici e a 3,3 miliardi di euro a livello reported. L’utile dell’esercizio attribuibile alla controllante si attesta a 1,1 miliardi di euro (-38%) e sconta oneri netti non ricorrenti per 714 milioni di euro, ma è in aumento di circa 270 milioni di euro rispetto al 2016 su base normalizzata.

L’indebitamento finanziario netto rettificato di gruppo è di 25,3 miliardi di euro a fine 2017, rispetto ai 25,1 miliardi di euro del 2016, con una riduzione di 920 milioni di euro nel quarto trimestre. Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo per le azioni di risparmio di 2,75 euro cent. In Italia, i clienti Ubb crescono di 1,2 milioni sul fisso e di 2,1 milioni su Lte. Inoltre la copertura in fibra sale dal 60% al 77% della popolazione, mentre la rete 4g oggi raggiunge più del 98% degli italiani. I clienti Timvision (fisso) sono in aumento del 63% a 1,3milioni. Per quanto riguarda il Brasile l’Ebitda è in crescita del 15,3%, al netto delle differenze di cambio, e l’Arpu è in aumento del 12,2%.

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9 Marzo 2018