Traduci

E se Internet sparisse? Paure e terrori raccontati in un libro

Un incubo postmoderno. Se i nostri antenati pre ominidi temevano l’arrivo delle tenebre e del buio, oggi l’uomo contemporaneo trema al solo pensiero di poter sperimentare, anche solo per poco tempo, un black out della propria connessione Internet.

cms_2538/immagine_seconda.jpgQuesto non improbabile scenario apocalittico viene molto ben illustrato sotto forma di romanzo grazie a un libro, “Internet Apocalypse”, scritto da Wayne Gladstone. Il libro prende spunto da una semplice domanda: cosa accadrebbe se a un tratto le nostre città rimanessero senza connessione. La storia raccontata dal giornalista Gladstone si situa a metà tra catastrofismo e satira con un incipit che precipita subito il lettore nel panico e in una realtà a dir poco da incubo. Racconta Gladstone che in un imprecisato futuro Internet prese a non funzionare più senza una ragionevole spiegazione. Mentre altre utenze, elettricità, acqua e gas, continuavano a svolgere doverosamente il loro compito di approvvigionare la popolazione, la Rete aveva smesso di trasmette dati in entrata e in uscita, portando immediatamente milioni di persone a emettere sudori freddi in tutto il corpo. La storia, raccontata attraverso un protagonista che altro non è se non l’alter ego dell’autore, proietta il lettore in una realtà da incubo dove le antiche e consolidate certezze ludico-cultural-comunicative (Facebook, Twitter, Wikipedia, Amazon, Google, ecc.) sono improvvisamente cadute come idoli distrutti da furia iconoclasta. L’idea di partenza partorita dall’autore è certamente valida anche se poi nel dipanarsi del racconto il plot si adagia su letture dal taglio ironico della realtà offline circostante.

cms_2538/immagine_terza.jpg

Tra schegge impazzite di utenti in crisi di astinenza da social e personaggi disperati alla ricerca di qualcuno a cui mostrare le proprie foto, ogni episodio raccontato nelle pagine del romanzo è una tranche de vie di fenomeni del web trasposti nel mondo reale. Una commedia dell’assurdo con eventi paradossali che ricorda però al lettore che il dado è ormai tratto e che non si può tornare indietro a tempi ritenuti più felici, quando non esisteva ancora una connessione globale. La tecnologia che ogni giorno sperimentiamo e con la quale ci rapportiamo è costituita da manufatti inclusivi e invasivi, dai quali non possiamo più prescindere.

cms_2538/immagine_quarta.jpg

Che piaccia o no la Rete ha creato legami troppo forti per l’uomo contemporaneo, una simbiosi che oggi rende bene l’idea di un mondo senza frontiere e di un’economia globale alla base delle nostre vite, la cosiddetta new economy, volano di attività, imprese e investimenti basati tutti sulle nuove tecnologie informatiche partorite da Internet. I beni scambiati, non vincolati da spazi definiti, viaggiano grazie alla Rete, e tra questi beni vi è l’informazione, un bene che tutti possono permettersi e di cui nessuno vuole ora farne a meno. Pena l’apocalisse.

Data:

1 Agosto 2015