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ECUADOR, TRA ESTRADIZIONE E STATO DI EMERGENZA

Fine settimana difficile e pieno di aggiornamenti per l’Ecuador. Nel giro di due giorni prima la richiesta di estradizione dal Belgio, dell’ex presidente Correa e successivamente la firma del Capo di Stato, Guillermo Lasso, dello stato emergenziale in tre province contro le ripetute violenze nel Paese.

Cronologicamente, dal Paese sudamericano, è arriva prima la notizia relativa all’ex presidente Rafael Correa.

L’ex presidente ha guidato l’Ecuador dal 2007 al 2017, ed al momento si trova in Belgio dove la Commissione generale per i rifugiati e gli apolidi gli ha concesso asilo con lo status di rifugiato.

Nello specifico, Correa è stato accusato, insieme a diversi ex funzionari governativi e uomini d’affari, di aver preso parte al piano di corruzione Odebrecht, un maxi scandalo per tangenti relativi ad appalti pubblici, che ha coinvolto le leadership di non pochi paesi dell’America Latina.

In relazione a tale accusa, Correa è stato accusato nel 2020 in contumacia ad otto anni di carcere per corruzione. Dal canto suo l’ex presidente ecuadoriano ha negato tutte le accuse, difendendosi e dichiarandosi innocente in quanto il denaro ricevuto fosse un prestito e egli stesso fosse vittima di persecuzioni politiche, progettate ed architettate dai suoi oppositori. Rafael Correa ha trovato rifugio ed asilo in Belgio per via della cittadinanza ed origine della moglie, e per la sua permanenza nello Stato dal 2017, anno in cui ha lasciato gli incarichi presidenziali.

Dopo le accuse, Corre chiese asilo proprio al Belgio, ma non ha mai escluso un suo ritorno in patria, proprio per fermare le persecuzioni politiche e mediatiche a cui sistematicamente è soggetto.

Esattamente giovedì 28 aprile però, il presidente della Corte nazionale di giustizia Iván Saquicela, ha firmato la richiesta di estradizione per il rientro in Ecuador di Correa.

Tale richiesta ora dovrà essere formalmente recapitata al Belgio, attraverso canali diplomatici.

Altra notizia di questo fine settimana per l’Ecuador è la firma del Presidente Guillermo Lasso dello stato emergenziale in tre province del Paese (Guayas, Manabí ed Esmeraldas), a causa dell’aumento di diffuse e differenti violenze. Il Paese sudamericano non vanta sicuramente un livello alto di sicurezza ed è la seconda volta in un anno di mandato che Lasso è costretto a decretare lo stato emergenziale.

Le violenze, motivo della mozione, sono di differente genere, passando dai narcotrafficanti alle violenze tra gang. Il primo decreto è datato ottobre 2021, quando per intervento della Corte Costituzionale, la misura fu ridotta da 60 a 30 giorni. In questo ultimo decreto, che sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale a breve, viene precisato che oltre allo stato emergenziale, entrerà in vigore anche un coprifuoco per 60 giorni fra le 23 e le 5 del giorno successivo. A motivare tale intervento, Lasso ha dichiarato in un discorso nazionale che 4.000 membri della polizia e 5.000 delle forze armate contribuiranno a far osservare lo stato di emergenza, dovuto alla dilagante violenza nel Paese e per la salvaguardia della sicurezza dello stesso.

Data:

1 Maggio 2022