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EDUCAZIONE DELLA VERGINE DI GIANBATTISTA TIEPOLO

cms_31443/1.jpgVi presento oggi «Educazione della Vergine» di Giambattista Tiepolo, opera del 1732 conservata nella chiesa di Santa Maria della Consolazione a Venezia.

Maria, secondo un’antica tradizione, visse poco tempo a casa dei genitori – forse solo per i primi tre anni – ed è in questo breve lasso di tempo che i genitori Gioacchino e Anna si presero cura della sua educazione. L’opera del Tiepolo si sofferma proprio su questo aspetto di vita familiare e offre un mistico spaccato di vita quotidiana: Anna siede e guarda il libro che la piccola Maria sta imparando a leggere; l’anziana madre esprime con il suo gesto una decisa stabilità e un profondo radicamento alla terra. Gioacchino, dalla parte opposta, guarda invece verso l’alto come se aspettasse dal cielo la luce per poter contribuire alla crescita e all’educazione della figlia. Le figure degli anziani genitori sono collegate da una diagonale immaginaria che ha il centro nella figura di Maria: il messaggio che l’artista vuole comunicare è allora che l’educazione di questa fanciulla straordinaria avviene mediante un costante dialogo tra cielo e terra, tra sforzo umano e aiuto divino

Maria, come dicevamo, è in posizione centrale sotto una tenda di nuvole, simbolo della presenza misteriosa di Dio che veglia e guida la storia di colei che è chiamata a diventare la madre di Gesù, Dio che si fa uomo e che sceglie proprio il grembo di una madre per entrare nel mondo. La sua posizione centrale sottolinea la sua importanza anche agli occhi dei genitori che da subito contribuiscono a far sbocciare nella loro creatura una buona dose di autostima. Insegnare l’autostima non è semplice per nessuno. Ti sarà capitato qualche volta di passare davanti a uno specchio e inconsciamente chiederti: Chi sono? Quanto valgo? Chi sono per il mondo? Davanti ad ogni prova, gli uomini possono avere due atteggiamenti opposti: possono avere fiducia nel successo della loro impresa oppure no. Coloro che la pensano nel primo modo tendono ad avere una forte immagine di sé e vedono le esperienze nuove come qualcosa che si può realizzare con la buona volontà.

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Diversamente, gli altri iniziano di solito con il dubitare della loro competenza e della loro capacità. L’autostima non è innata, ma si costruisce attraverso le interazioni del bambino con il mondo esterno e attraverso il modo in cui egli fa propri gli eventi che vive. È importante che ogni genitore, così come hanno fatto Gioacchino e Anna, contribuisca a dotare il proprio bambino di una buona idea di sé fin dalla più tenera età: è il più bel regalo che al figlio si possa fare. È fondamentale assicuragli una base sicura affinché si senta amato, voluto, rassicurato, protetto, nutrito e accudito; è altrettanto importante ascoltare e interpretare le sue parole e le sue necessità siccome i bambini hanno sentimenti, paure e interrogativi e lasciare che sperimentino vuol dire renderli autonomi. Hanno bisogno di fiducia, di essere valorizzati e incoraggiati a fare scoperte: l’errore non sarà mai un fallimento e ancor meno una colpa. Se il bambino impara da subito a non considerare gli errori come fallimenti, avrà la possibilità di sperimentare senza temere di sbagliare. Il bambino va elogiato quando si impegna, quando è onesto e obbediente; è giusto rallegrarsi delle sue dimostrazioni di gentilezza; merita aiuto per valorizzare i suoi punti forti e per addolcire quelli deboli.

Bisogna lasciare un figlio libero di allontanarsi dalla sicurezza della famiglia perché impari a cavarsela da solo anche nell’affrontare la realtà talvolta fredda e arcigna della vita, ma prima è necessario abituarlo ad assumersi le proprie responsabilità e a prendere decisioni perché deve trovare da solo le soluzioni e le alternative alle difficoltà che incontra.

La veste candida di Maria sottolinea la sua condizione di purezza e l’aureola di luce attorno al capo rimanda alla grazia di cui è stata rivestita sin dalla sua nascita; la madre Anna le insegna a leggere e soprattutto la rimanda al libro della Scrittura che guiderà il suo cammino: proprio in quel testo troverà nutrimento e forza per affrontare le fatiche della vita e soprattutto i momenti più difficili della sua esistenza. Le testoline dei cherubini che appaiono sotto il libro rimandano alla sapienza ed evidenziano l’importanza dell’esperienza educativa che Maria, come ogni bambino, è chiamato a vivere. Accostandosi a quel libro, Maria scoprirà il grande progetto che Dio ha per lei.

Vi auguro di poter scoprire il grande progetto che sostiene e dona senso alla vita e di realizzarlo fino in fondo, consapevole che non sei solo ma che sempre potrai chiedere aiuto e affidarti a un Potere superiore al tuo.

Data:

11 Agosto 2023