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Egitto, bombe e spari sui fedeli: massacro in moschea

cms_7797/egitto_attentato_sinai_afp.jpgStrage di fedeli in una moschea sufi nel nord dell’Egitto. Un commando di assalitori ha attaccato con ordigni esplosivi durante la preghiera del venerdì, quando la sala era gremita da centinaia di persone, aprendo poi il fuoco con armi automatiche contro chi cercava di mettersi in salvo. Testimoni hanno riferito che i terroristi hanno sparato anche contro le ambulanze che tentavano di soccorrere i feriti. Il bilancio dell’attentato nel villaggio di al-Rawdah, nel Sinai del Nord, è altissimo: almeno 235 morti e oltre 109 feriti.

Il commando entrato in azione ha usato lanciarazzi e armi automatiche, rende noto l’agenzia di stampa Mena citando fonti della sicurezza egiziana. Si tratta di uno più sanguinosi attacchi compiuti contro i civili in Egitto negli ultimi decenni. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, che ha convocato una riunione di emergenza al Cairo con i responsabili della sicurezza, ha promesso una risposta all’attacco.

Nel corso di un discorso alla Nazione, trasmesso dalla tv di Stato, al-Sisi ha sostenuto che le autorità egiziane “reagiranno a questo atto con forza brutale“. “Le forze armate e la polizia vendicheranno i nostri martiri“, ha aggiunto. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

Al-Arabiya ha riferito dell’avvio dell’ ’Operazione Vendetta per i Martiri’ contro gli autori del massacro. Secondo una fonte della sicurezza egiziana citata dall’agenzia di stampa Sputnik, ’’tutte le forze dell’intera Penisola del nord del Sinai sono state mobilitate alla ricerca degli assalitori’’. ’’Le forze armate stanno cercando le persone che hanno attaccato la moschea di al-Rawda. Sono state bloccate tutte le vie che portano alla zona, al momento nel villaggio e nelle zone limitrofe sono in corso delle operazioni di rastrellamento,” ha aggiunto la fonte, spiegando che sono stati aumentati i posti di blocco.

Caccia dell’aeronautica militare egiziana stanno conducendo raid aerei contro covi di militanti vicino al villaggio di al-Rawdah. Quindici terroristi sono stati uccisi in attacchi condotti con due droni dalle Forze armate egiziane nel nord del Sinai, rende noto il servizio arabo di Sky News, sottolineando che i miliziani uccisi avrebbero preso parte all’attacco sferrato contro la moschea. Nel raid sono anche stati distrutti due veicoli, prosegue l’emittente. L’esercito egiziano sta anche perlustrando altre auto.

Unanime il coro di condanna per i fatti nel Sinai. Dal presidente americano Trump al presidente del Consiglio Gentiloni, i leader occidentali hanno tutti espresso orrore per la strage. Messaggi di sostegno all’Egitto sono arrivati anche da tutti i Paesi arabi.

Manhattan nel mirino di Kim & gli Usa schierano i Raptor

cms_7797/nordcorea_test_missili_afp.jpgLa Casa Bianca, il Pentagono, Manhattan, il cuore di New York. Se la Corea del Nord dovesse scatenare un’offensiva nucleare contro gli Stati Uniti, questi sarebbero gli obiettivi nella lista di Kim Jong-un. L’elenco, delineato da un report dell’European Council on Foreign Relations comprende anche altri bersagli potenziali: Guam, le Hawaii, le basi militari degli Stati Uniti nel Pacifico. Un mix di obiettivi, “perché la Corea del Nord non distingue tra l’uso di armi nucleare contro obiettivi militari e l’utilizzo contro i civili”. L’elenco stilato dall’organismo è il risultato dell’analisi del materiale diffuso negli ultimi anni dai media controllati dal regime di Pyongyang. E se gli Stati Uniti sono genericamente in cima alla lista, fa comunque effetto scorrere l’elenco e leggere ’’principali città americane’’, ’’Manhattan’’, ’’Casa Bianca’’, ’’Pentagono’’. Tra i target potenziali spiccano poi installazioni militari americane nel Pacifico, in Corea del Sud e in Giappone. In caso di guerra, ipotizza l’ECFR, Kim lancerebbe i propri missili anche su Seul –con la residenza presidenziale nel mirino- e sulle principali città giapponesi: Tokyo, Osaka, Yokohama, Nagoya, Kyoto.

In sostanza, si è cercato di ipotizzare e prevedere, per quanto possibile, quali sarebbero le risposte nordcoreane a differenti scenari: se la comunità internazionale vuole evitare una guerra, “deve comprendere come il regime considera le sue armi nucleari e quando sarebbe disposto ad usarle”. I ricercatori che hanno elaborato il report hanno evidenziato alcuni cardini: Kim, in particolare, non prenderà mai in considerazione l’ipotesi di smantellare l’arsenale nucleare. L’inferiorità tecnologica della Corea del Nord rispetto agli Stati Uniti è evidente: Pyongyang, se colpita per prima, con ogni probabilità non avrebbe alcuna chance di reagire. Ecco perché l’arma più efficace in mano a Kim è la costante “minaccia di colpire per primo”.

cms_7797/bombardiere_b52_xin.jpgGli Stati Uniti intendono schierare dei caccia stealth F-22 ’Raptor’ in Corea del Sud, in vista di esercitazioni aeree congiunte con Seul. In particolare sei di questi caccia da superiorità aerea, di stanza nella base giapponese di Okinawa, saranno dispiegati per una esercitazione di cinque giorni, in programma dal 4 all’8 dicembre, denominata ’Vigilant Ace’.

Lo riportano media locali, sottolineando che si tratta di una nuova prova di forza contro la Corea del Nord.

All’esercitazione, che simulerà “attacchi di profondità’’ in territorio nemico, prenderanno parte anche dei cacciabombardieri F-35.

Incubo terrorismo, un’ora di panico a Londra

cms_7797/oxford_spari_afp.jpgUn falso allarme a Oxford Street nel giorno del Black Friday fa ripiombare Londra nell’incubo del terrorismo. La polizia è intervenuta in seguito a diverse testimonianze rilanciate su Twitter che parlavano di spari, scene di panico e gente in fuga nella zona. L’allarme è rientrato nel giro di un’ora, gli agenti non hanno trovato infatti tracce né di spari né di sospetti.

Le stazioni della metropolitana di Oxford Circus e Bond Street, chiuse per sicurezza, sono state riaperte. Scotland Yard, via Twitter, ha dato il via libera a uscire a tutte le persone che avevano trovato rifugio all’interno degli edifici della zona.

Gli agenti, riferisce Scotland Yard, sono intervenuti alle 16:38 (ora locale) in risposta a “un certo numero di chiamate relative a colpi di arma da fuoco” su Oxford Street e alla stazione della metropolitana di Oxford Circus. La polizia ferroviaria britannica ha riferito su Twitter di avere ricevuto segnalazione solamente di una “donna con ferite lievi” a seguito dell’incidente verificatosi nella zona. La donna si sarebbe ferita uscendo di corsa dalla stazione della metropolitana di Oxford Circus.

Secondo quanto riferisce la Bbc, le unità anti terrorismo di Scotland Yard “non sono coinvolte” nella gestione e nell’indagine sull’incidente. La polizia ferroviaria ha diffuso una dichiarazione nella quale spiega che gli agenti sono intervenuti a seguito di chiamate che riferivano di colpi di arma da fuoco esplosi all’interno della stazione della metropolitana di Oxford Circus, sulla piattaforma in direzione ovest della Central Line. “I passeggeri presenti nella stazione hanno auto evacuato la stazione e sono affluiti verso Oxford Street e Regent Street”.

Ne è risultato un “significativo livello di panico che ha portato a numerose chiamate da parte del pubblico che riferivano di colpi di arma da fuoco”. Gli agenti, prosegue la polizia ferroviaria, “sono intervenuti in linea con le procedure previste in caso di incidente terroristico, compreso l’impiego di agenti armati della British Transport Police e della Metropolitan Police”. Gli agenti hanno quindi eseguito “una completa e metodica perquisizione della stazione“. “In questa fase – conclude il comunicato – stiamo esaminando le circostanze dell’incidente che ha portato all’evacuazione della stazione”.

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25 Novembre 2017