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EGOISMI LOCALI O FALLIMENTO DELLA POLITICA CENTRALE?

Catalogna, 27 settembre, elezioni regionali. Gli indipendentisti, la coalizione Junts pel Sí, formata da Convergència Democratica de Catalunya, presieduta da Artur Mas e da Esquerra Republicana de Catalunya (ERC), guidata da Oriol Junqueras, vincono con la maggioranza assoluta dei seggi, 62 su 135, con il 39,6% dei voti. Il malcontento dei popolari e del premier Mariano Rajoy all’8,4%, che ha più volte manifestato la sua contrarietà all’ipotesi della secessione.

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“Oggi ha vinto il sì e ha vinto la democrazia” afferma Artur Mas promettendo di portare la Catalogna all’indipendenza nel 2017! Ciò che ha creato stupore è la straordinaria partecipazione al voto degli aventi diritto, partecipazione che è stata calcolata nella misura del 77%. L’alta affluenza è giustificata da alcuni come un naturale sfogo contro l’inadeguatezza di uno stato centrale lontano dai bisogni della gente e da altri con la necessità di indipendenza sociale ed economica della regione dallo stato centrale.

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Tuttavia, l’evento in Europa è rimasto ai margini delle notizie internazionali e i politologi europei affermano che il risultato delle elezioni è il frutto di un egoismo locale di breve durata. Ci si è chiesti perché? Mas ha ottenuto quasi il 50% dei voti, cosa non di poco conto di questi tempi…ma è stato quasi ignorato. A differenza del suo “pari” in Grecia, Tsipras, che ha avuto un rilievo mediatico a livello europeo non indifferente pur avendo conseguito un “misero” 30% dei voti. Forse quello che viene definito dai più come centrista, alternativo alla sinistra, che ama l’indipendentismo e la libertà e rifiuta l’omogeneizzazione delle economie, il predominio di uno stato centrale non è amato dalle oligarchie UE che potrebbero intravedere l’inizio della loro fine. Quale modo migliore per ostacolare il “virus delle idee” se non quello di ignorare?

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Il capogruppo parlamentare di Convergencia, il partito di Mas, Pere Macias denuncia pubblicamente la “persecuzione politica” delle istituzioni spagnole attribuendo alla citazione in giudizio nei confronti del suo leader un modo per arrestare la democrazia e l’indipendenza. Gli alti vertici spagnoli, e nella specie la Corte Costituzionale spagnoladichiarano illegale un referendum sull’indipendenza convocato da Mas nel 2014. E’ stato avviato un procedimento che vedrebbe Mas imputato per “disobbedienza” con la prima udienza fissata al 15 ottobre p.v.

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Le prossime settimane saranno decisive per capire se Mas sarà fuori gioco e con lui il suo progetto o se il risultato ottenuto influirà sulle politiche che verranno adottate dal 20 dicembre, decisive per stabilire con quale governo di Madrid la Catalogna dovrà trattare.Non si possono prevedere le conseguenze geopolitiche di queste elezioni plebiscitarie nell’Unione Europea. I trattati comunitari non prevedono l’eventualità di una secessione interna a uno Stato membro. Se questo dovesse accadere, lo Stato in questione si troverebbe fuori dall’Europa e dalla sua moneta.

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Non solo la Catalogna avverte l’esigenza di autonomia e indipendenza. In Italia e nel resto dell’Europa i movimenti secessionisti emergono con maggior forza rispetto al passato. Gli alti vertici europei invece non avvertono l’esigenza sentita all’interno dei singoli stati. Non può essere “un egoismo locale o passeggero” ma la presa di coscienza del fallimento delle politiche centrali ed europee.

Data:

3 Ottobre 2015