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Mattarella promulga la nuova legge sulla legittima difesa

Fortemente desiderata dalla Lega di Matteo Salvini, la nuova legge sulla legittima difesa è stata finalmente promulgata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Così come riportato dal quotidiano La Repubblica, il capo dello Stato scrive al riguardo: “Va preliminarmente sottolineato che la nuova normativa non indebolisce né attenua la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l’azione generosa ed efficace delle Forze di Polizia”.

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In aggiunta a ciò, risulta fondamentale sottolineare almeno altri due punti cruciali della lettera di Sergio Mattarella, inviata ai presidenti di Senato e Camera. Innanzitutto, affinché si possa parlare di legittima difesa, è indispensabile la manifestazione di una condizione di necessità, così come prevista dal Codice Rocco, per la quale risulti essenziale difendersi da un pericolo o una minaccia in atto. In secondo luogo, vi è la necessità di una rilevata oggettività del grave turbamento vissuto, alla base di qualsiasi atto eccessivo di difesa: in altre parole, chi ha sparato non può far appello al suo grave turbamento senza che vi sia un dato oggettivo di tale condizione. Riportata da AGI, un’ulteriore modifica all’attuale normativa sulla legittima difesa: introdotta con l’articolo 3, la possibilità di ottenere la sospensione condizionale della pena per chi ha commesso un furto in appartamento solo e soltanto dopo aver integralmente pagato l’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

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Un Matteo Salvini, raggiante e trionfante afferma: “I rapinatori da oggi sanno che se entrano in una casa, un italiano può difendersi senza rischiare di passar anni davanti a un tribunale“. Peraltro sono state inasprite notevolmente anche le pene per violazione del domicilio e del furto in appartamento. Nel dettaglio: innalzata la pena massima prevista per la violazione del domicilio, pari adesso a quattro anni di carcere. Per furto in abitazione, invece, si arriva fino a un massimo di sette anni con sanzioni pecuniarie fino a 2500 euro.

Sarà dunque, adesso, una corsa alle armi per i cittadini italiani?

Data:

28 Aprile 2019