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L’abdicazione dell’imperatore giapponese Akihito

“Ringrazio sentitamente il popolo giapponese per il supporto e mi auguro che la nuova era sia stabile e foriera di buone notizie”. Queste le parole pronunciate dall’imperatore Akihito durante la cerimonia ufficiale per l’abdicazione al trono in favore del figlio Naruhito. Un discorso tenuto davanti a circa trecento persone, tra cui le più alte cariche dello Stato e i componenti della famiglia imperiale, trasmesso anche in diretta TV e seguito con affetto dal’intero paese.

Rispettando fedelmente i rituali previsti, l’anziano imperatore Akihito, in abiti tradizionali, ha raggiunto uno dei templi del palazzo per annunciare alla dea del Sole di essere pronto a rinunciare ai propri privilegi. Pochi gli scatti effettuati, ma significativi, ricchi di storia e cultura. I giapponesi si apprestano così a trascorrere un lungo ed eccezionale periodo di festività, pari a dieci giorni, durante i quali peraltro è previsto l’arrivo di migliaia di visitatori curiosi. Mercoledì 1° maggio si svolgeranno i cerimoniali per l’intronizzazione di Naruhito, 59 anni, primogenito di Akihito, 85 anni, e dell’imperatrice Michiko.

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L’ultima abdicazione in Giappone è avvenuta più di 200 anni fa, nel 1817, e da quel momento tale scelta è divenuta sempre meno popolare, tanto da non avere una legge adeguata a regolamentare la procedura. Di fronte alla richiesta di Akihito e all’annuncio della propria decisione nel 2017, il governo giapponese si è adoperato al fine di avere un percorso preciso e studiato per la desiderata abdicazione.

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Con l’ascesa al trono del principe, comincia anche la nuova era, denominata Reiwa, letteralmente “era di ordine e armonia”. Per il Giappone, infatti, tradizionalmente, l’avvento di un nuovo imperatore combacia anche con l’inizio di una nuova era. Si tratta di un’occasione di riflessione e unione per i cittadini giapponesi, noti per la loro propensione al duro lavoro e forte attaccamento alle tradizioni, pronti a fronteggiare le difficoltà giornaliere, tra confronti con le superpotenze rivali, in primis Cina e Stati Uniti, e calamità naturali, puntualmente in agguato dietro l’angolo. Ci si augura dunque sempre maggiore fortuna, in un prosperare della nazione in delicata armonia con il resto del mondo.

Data:

1 Maggio 2019