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Una mente in gran forma

Tanitoluwa Adewumi è il nome del bambino di otto anni, di origini nigeriane, divenuto campione di scacchi nello stato di New York appena qualche giorno fa. La sua? Una storia prodigiosa. E’ un profugo africano fuggito dalle grinfie dei Boko Haram, che avrebbe ucciso lui e tutta la sua famiglia per via della dichiarata professione cristiana. La loro, una salvezza ritrovata solo grazie all’ospitalità garantita in un rifugio per senzatetto di New York. Ancora in attesa dell’asilo politico, il piccolo Tani ha cominciato a frequentare la scuola elementare. Qui incontra l’insegnante Shawn Martinez, che lo introdurrà per la prima volta al gioco degli scacchi, di cui il talentuoso bimbo si innamorerà. La sua brillante mente ha ingurgitato rapidamente le regole del gioco e nel giro di un anno il giovane nigeriano è migliorato notevolmente, conquistando la vittoria in numerosi tornei, tra cui l’ultimo ad Harlem, dove ha sorprendentemente trionfato sbaragliando tutti gli altri partecipanti della categoria, bambini provenienti da scuole d’elite abituati a ricevere periodiche lezioni di scacchi da insegnanti privati.

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Una mente straordinaria, che, adeguatamente nutrita, ha prodotto risultati sorprendenti. La pratica e l’esercizio hanno fatto di Tani un prodigio, e lo hanno reso protagonista di un imponente articolo sul The New York Times. Inimmaginabile il potere della mente, così misteriosa e affascinante, da sempre principale oggetto di studio dell’uomo. Nell’ultimo decennio, però, sono state riservate maggiori attenzioni e cura all’aspetto fisico, all’estetica e alla salute generale dell’organismo. Si potrebbe parlare di un vero e proprio culto: una cura esclusiva, alle volte quasi ossessiva, del proprio corpo. Cosa accadrebbe dunque se si cominciasse a pensare al proprio cervello come fosse un muscolo da allenare? Perché non dedicare lo stesso impegno anche alla mente? Quali risultati si potrebbero ottenere se la maggior parte della popolazione mondiale cominciasse a curarsi della propria salute mentale alla stessa stregua della propria fisicità? Quali enormi benefici ne deriverebbero?

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La psicologia, intesa proprio come supporto in questo senso, potrebbe giocare un ruolo cruciale, purché ciò avvenga dopo aver smantellato le indebite ed errate rappresentazioni che circondano la disciplina stessa, dipingendola come inesorabilmente legata alla patologia mentale. Semplice utopia l’idea di un mondo traboccante di palestre e percorsi benessere anche per la mente?

Data:

25 Marzo 2019