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Elezioni, arriva l’Osce e interroga i parlamentari

Elezioni, arriva l’Osce e interroga i parlamentari

cms_7882/elezion.jpgLa settimana prossima arriva l’Osce, a ’interrogare’ i gruppi parlamentari in vista delle prossime elezioni. Ciò allo scopo di valutare l’opportunità di organizzare un monitoraggio delle operazioni elettorali quando si andrà al voto. Tra l’11 e il 12 dicembre, ci sarà l’incontro con i rappresentanti dei gruppi di Montecitorio e palazzo Madama. I quali hanno ricevuto preliminarmente il questionario al quale rispondere. Con quesiti, secondo quanto l’Adnkronos ha potuto verificare, del tipo: il nuovo sistema elettorale inciderà sull’esito delle elezioni? Qual è il livello generale di fiducia nelle elezioni e si attendono irregolarità?

“L’Ufficio per le Istituzioni democratiche ed i diritti umani dell’Osce (Odihr) di Varsavia -si in un documento inviato ai gruppi- è stato invitato dalla Rappresentanza Permanente dell’Italia all’Osce a svolgere una missione di osservazione delle elezioni parlamentari 2018 in Italia, come già avvenuto per le elezioni parlamentari del 2006, 2008 e 2013”.

La missione di osservazione è preceduta da una visita esplorativa (Nam – Needs Assessment Mission), costituita da un limitato numero di esperti elettorali Osce, che vengono inviati diversi mesi prima della data di convocazione delle elezioni al fine di valutare l’ambiente pre-elettorale e formulare eventuali raccomandazioni.

In vista delle prossime elezioni italiane, la missione è composta da Ana Rusu (Francia), Capo Missione, e Radivoje Grujić (Serbia), consiglieri Osce/Odihr per le questioni elettorali, e Loic Poulain (Francia), funzionario dell’Assemblea parlamentare dell’Osce e consigliere della presidenza, e da un interprete.

Al termine della visita preliminare, l’Odihr redigerà un rapporto in cui raccomanderà se, per le nostre elezioni, è opportuno organizzare una “Electoral Observation Mission-Eom”, cioè una missione di osservazione elettorale vera e propria con la presenza di osservatori ai seggi, oppure una “Limited Electoral Observation Mission-Leom”, composta da funzionari Odihr e un numero limitato di osservatori di lungo termine (10 persone in tutto), oppure ancora una “Electoral Assessment Mission-Eam”, composta da soli funzionari dell’Odihr.

Ed ecco l’elenco completo delle domande: qual è l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti delle prossime elezioni? In generale i partiti hanno fiducia nel processo elettorale? Gli interlocutori riconoscono un valore aggiunto nella possibile attività di osservazione da parte dell’Odihr dell’Osce per queste elezioni? In linea generale, i partiti sono soddisfatti del contesto giuridico relativo alle elezioni? Si percepiscono lacune o incongruenze?”.

E ancora: “I partiti ritengono che i cambiamenti occorsi nel sistema elettorale incideranno sulle prossime elezioni? Fino a che punto? Esistono seri motivi di preoccupazione? Fino a che punto l’opinione pubblica è a conoscenza dei cambiamenti nelle modalità di elezione dei parlamentari? Qual è il livello generale di fiducia nei confronti delle elezioni? Si attendono irregolarità? Se sì, di che tipo? Si pensa che influenzeranno il processo elettorale nel suo complesso? Qual è l’opinione delle parti interessate/dei partiti in merito alla qualità della registrazione dei cittadini e degli elettori?”.

L’elenco prosegue: “Quali saranno i temi maggiormente trattati nel corso della prossima campagna elettorale secondo l’opinione comune? Quali le aspettative in merito ai toni della prossima campagna elettorale? Ci si aspetta che sarà vivace? Quali sistemi utilizzeranno maggiormente i candidati per condurre le loro campagna elettorale? (Media, comizi, comunicazione porta-a-porta, manifesti elettorali, altro…) Quale sarà il ruolo di internet e dei social network? Vi sono preoccupazioni in merito ad un uso improprio delle risorse delle amministrazioni?”.

Infine, la lista si conclude: “Gli interlocutori sono soddisfatti del sistema attuale di finanziamento della campagna elettorale? Le regole sono chiare? Si registrano preoccupazioni relativamente alla copertura mediatica delle elezioni? Gli spot elettorali gratis e a pagamento sono resi disponibili in condizioni di parità? I diversi contendenti ritengono che i mezzi di comunicazioni pubblici forniranno una copertura mediatica equa ed equilibrata delle prossime elezioni? Qual è il livello generale di fiducia nel processo delle denunce e dei ricorsi?”.

Banca Etruria, cosa c’è da sapere

cms_7882/banca_etruria_ftg_1.jpgNon si placa lo scontro sul nuovo filone d’inchiesta che riguarda il dissesto di Banca Etruria, affrontato in questi giorni nella Commissione d’inchiesta sulle banche presieduta da Pier Ferdinando Casini. A finire sotto i riflettori è il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, accusato da alcuni componenti di aver omesso parte della verità rispetto al “presunto status di indagato di Pier Luigi Boschi”, ex vicepresidente dell’istituto bancario e padre della sottosegretaria Maria Elena Boschi. Ma chi è Rossi? Cosa ha detto in commissione? E perché la sottosegretaria ha annunciato azione civile nei confronti dell’ex direttore del ’Corriere della Sera’, Ferruccio de Bortoli?

CHI E’ ROBERTO ROSSI – Roberto Rossi è il procuratore di Arezzo che giovedì scorso ha deposto davanti alla Commissione d’inchiesta sulle banche in merito alle indagini della Procura di Arezzo sul dissesto di Banca Etruria.

L’AUDIZIONE IN COMMISSIONE – Nella sua deposizione, Rossi ha ricordato che è stata la Banca d’Italia “in seguito a una serie di ispezioni” e dopo aver avanzato soluzioni “per risolvere una situazione deteriorata” a proporre il commissariamento per Banca Etruria, nel febbraio del 2015, avvenuto attraverso un decreto del Tesoro. Quanto al capitolo Boschi, il padre della sottosegretaria Maria Elena Boschi ed ex vicepresidente dell’istituto, Rossi ha sottolineato che il non rinvio a giudizio per Boschi senior “non è un caso singolo”. Dopo la deposizione, alcuni componenti della Commissione d’inchiesta hanno però accusato Rossi di aver omesso parte della verità rispetto al caso Banca Etruria, in particolare rispetto al “presunto status di indagato di Pier Luigi Boschi”.

PIER LUIGI BOSCHI E’ INDAGATO? – Domenica scorsa il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, ’La Verità’, ha rivelato che “l’ex presidente Giuseppe Fornasari, Boschi senior e altri dieci consiglieri del cda insediatosi nell’aprile 2011, oltre all’ex direttore generale Luca Bronchi e a quattro membri del collegio sindacale, risultato iscritti sul registro degli indagati della Procura di Arezzo per bancarotta e falso in prospetto (il foglietto informativo che va ai clienti delle obbligazioni subordinate)”. Il quotidiano ha parlato quindi di “un filone che dovrebbe essere arrivato quasi al giro di boa della richiesta di proroga delle indagini e che è stato innescato dalle conclusioni e dalle sanzioni che la Consob ha comminato a 17 ex amministratori per i subprime spazzatura”.

LA REPLICA DI ROSSI – Ieri il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, ha inviato una lettera al presidente della Commissione banche, Casini, nella quale sottolinea di aver risposto “a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza né omissione”. “Non ho nascosto nulla circa la posizione del consigliere Pierluigi Boschi in relazione alle domande che mi venivano poste” scrive il procuratore di Arezzo, rispondendo in merito agli “addebiti gravemente offensivi” attorno a quanto da lui dichiarato alla commissione sul caso Banca Etruria e sullo status di Pier Luigi Boschi.

Per provare la sua condotta, il magistrato ha riportato una copia del verbale della commissione, aggiungendo di aver “chiarito e ribadito che la sua esclusione riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso, mentre per gli altri procedimenti, a domanda, ho precisato che non essere imputati non significava non essere indagati. Null’altro mi è stato richiesto in merito”. Rossi ha quindi rimarcato che “non appena mi sono state fatte domande sull’ipotesi di falso in prospetto, ho chiesto la secretazione dell’audizione in quanto vi sono indagini preliminari sul punto. Le domande in merito hanno riguardato i fatti oggetto di indagine e non, in alcun modo, le persone iscritte nel registro degli indagati. Ho chiarito i punti che mi venivano sollecitati riferendomi ovviamente allo stato delle indagini in corso”.

LE REAZIONI – Il senatore di Idea, Andrea Augello ha chiesto a Casini “di accertare l’esistenza di un filone d’indagine nei confronti dei membri del Consiglio di amministrazione di Banca Etruria sulla denuncia di Consob riguardo alle falsificazioni dell’ultimo prospetto per l’emissione di obbligazioni subordinate”. Inoltre, Augello, dopo la richiesta di trasmissione dei verbali delle audizioni e della lettera di Rossi al Csm, ha chiesto che Rossi “venga formalmente convocato per un’audizione testimoniale per completare la sua esposizione sulle inchieste in corso a margine della vicenda di Banca Etruria dicendoci finalmente tutta la verità. Sempre ammesso che gli riesca”. Ieri Casini ha fatto sapere che la lettera di Rossi “fornisce una risposta chiara ed esauriente. Tutto il resto afferisce ai giudizi politici che ciascun Gruppo ha il diritto di formulare”.

CHE C’ENTRA DE BORTOLI? – Dopo le polemiche, ieri la sottosegretaria Maria Elena Boschi con un post su Facebook ha annunciato di aver firmato “il mandato per l’azione civile di risarcimento danni nei confronti del dottor Ferruccio de Bortoli”. Nel maggio scorso, sempre via social, Boschi aveva comunicato l’intenzione di procedere per vie legali “per tutelare il mio nome e il mio onore” in seguito alle anticipazioni del libro dell’ex direttore del ’Corriere della sera’, ’Poteri forti (o quasi)’ diffuse sull’Huffington Post.

Nel suo libro, de Bortoli racconta che nel 2015 l’allora ministra delle Riforme Boschi chiese a Federico Ghizzoni, all’epoca amministratore delegato di Unicredit, di valutare l’acquisto di Banca Etruria, la banca del padre. Un episodio subito smentito dalla sottosegretaria.

“Mi aspettavo l’annunciata querela per diffamazione, che non è mai arrivata – ha replicato su Twitter de Bortoli-. Dopo quasi sette mesi apprendo che l’onorevole Boschi mi farà causa civile per danni. Grazie”.

Immacolata polare

cms_7882/freddo_gelo_ftg.jpg“L’alta pressione delle Azzorre ha conquistato la garanzia di un tempo stabile e soleggiato praticamente su tutto il territorio nazionale, sia pure con temperature piuttosto fredde, specialmente al Centro-Nord. Poi, a partire da giovedì, il tempo cambierà nuovamente”. Il sito ilMeteo.it avvisa infatti che “una nuova irruzione di aria polare raggiungerà l’Italia proprio verso la festività dell’Immacolata, innescando una nuova fase di tempo a tratti perturbato, con nevicate fino a bassa quota”.

Dunque, “venerdì pioggia e neve da quote collinari interesseranno molte regioni del Nord, ma precipitazioni interesseranno anche le regioni tirreniche, qui con neve sopra i 1.200 metri. Nel corso del Ponte dell’Immacolata il maltempo si porterà verso il Sud, mentre l’intera Italia inizierà a subire un graduale raffreddamento con clima decisamente invernale su tutte le regioni”.

Antonio Sanò, direttore del sito ilMeteo.it, avverte che “il raffreddamento potrebbe favorire situazioni di precipitazioni nevose fino in pianura sulle regioni settentrionali all’inizio della prossima settimana. Per lunedì è previsto infatti l’arrivo di una forte perturbazione atlantica che, date le basse temperature, potrebbe portare neve diffusa anche sulla pianura padana”.

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5 Dicembre 2017