Traduci

Elezioni, il risiko delle alleanze

Elezioni, il risiko delle alleanze

cms_7930/manifesti_elettorali_ftg_2.jpgE’ iniziato. Il risiko delle alleanze in vista delle prossime elezioni entra nel vivo. E lo fa a partire dal progetto di coalizione del centrosinistra, che dopo il niet di Pisapia si ritrova scoperto a sinistra, mentre cerca di trovare intese strategiche con Emma Bonino e +Europa e con gli alfaniani di Ap, divisi tra chi è tentato di allearsi con Forza Italia e chi invece si vede già proiettato nelle file del Pd. E mentre forzisti e Lega sembrano vicini a un accordo, il Movimento Cinque Stelle prosegue la sua corsa in solitaria.

Il neonato movimento guidato da Grasso, Liberi e uguali, guarda invece ai grillini. Bersani ai microfoni di SkyTg24 ha rimarcato che: “andrei a un tavolo con i 5 Stelle dopo il voto, ma magari stavolta lo chiederei io lo streaming”. E se è vero che, grande è la confusione è sotto al cielo dei centristi, ora i riflettori sembrano puntati tutti sulle alleanze da stabilire, soprattutto in vista della Direzione Ap di oggi, che dovrà decidere la collocazione in vista delle prossime elezioni politiche.

DOVE VANNO GLI ALFANIANI – Alfano ha detto chiaramente che non si ricandiderà. E ora la domanda che tiene banco sia nel centrodestra sia nel centrosinistra è: chi seguiranno gli alfaniani? Ieri è stata convocata la segreteria di Alternativa Popolare ma nulla di fatto è stato deciso. Oltre al presidente Angelino Alfano, hanno partecipato il coordinatore e il vicecoordinatore, Maurizio Lupi e Tonino Gentile, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e i componenti della segreteria politica Fabrizio Cicchitto, Paolo Alli, Dore Misuraca e Sergio Pizzolante. Sul tavolo il tentativo di trovare una soluzione unitaria che eviti una conta e una spaccatura o abbandoni traumatici del partito da parte di coloro che non dovessero condividere la linea prevalente.

In pratica però restano le divisioni tra chi, come la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente della commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto, continuano a ritenere necessario un accordo con il Pd, e chi invece, come il coordinatore, Maurizio Lupi, considera esaurita, come anche ha riaffermato oggi, l’esperienza di alleanza con i dem e spinge per una corsa solitaria di Ap. “Niente spaccature né scissioni, continuo a lavorare per l’unità di Alternativa popolare” ha scritto ieri su Twitter Lorenzin.

RENZI E I DEM – Giuliano Pisapia avrà pure gettato la spugna ma Matteo Renzi va avanti con il progetto di coalizione di centrosinistra senza scoraggiarsi. La settimana scorsa, dal viaggio in Sicilia, ultima tappa di ’Destinazione Italia’, Renzi si è informato della situazione e ha iniziato a tempestare di sms i ’pisapiani’, uno a uno. “Ma Ciccio va con gli altri?”, ha scritto a un deputato ex Sel. E fonti del Nazareno hanno fatto sapere che “con il Pd ci sarà sicuramente una lista di sinistra con ex Sel come Massimo Zedda, Massimo Smeriglio, Luciano Uras, Michele Ragosta e Dario Stefano e una lista centrista con Pier Ferdinando Casini e Beatrice Lorenzin”. Con Emma Bonino e +Europa, invece, dialogo aperto nel tentativo di chiudere un accordo. L’obiettivo resta sempre lo stesso, come ha spiegato Maria Elena Boschi: “Ci presenteremo in tutti i collegi e supereremo il 30% in tutti i collegi”.

Il ’niet’ di Pisapia ha però lasciato scoperto il Pd sul fianco sinistro. E infatti l’esito del balletto ingaggiato con l’ex sindaco di Milano negli ultimi mesi ha lasciato qualche strascico polemico nel Pd. Ma è soprattutto la sinistra interna al partito a rumoreggiare. Andrea Orlando non ha aperto formalmente fronti polemici, ma dalla sua area è trapelata una prima valutazione in senso fortemente negativo: “Altro che prateria, davanti a noi si apre un burrone. La casa comune rischia di dissolversi, urge una riflessione”. Per non restare vittima del Rosatellum, che impone la coalizione, i dem si affidano quindi a Casini e Lorenzin (che trascinerebbe una parte di Ap) e a qualche (ormai) ex Cp come Bruno Tabacci al centro.

A sinistra i dem continuano a lavorare con il Psi di Riccardo Nencini, che con Angelo Bonelli hanno avviato concretamente il lavoro comune, in una lista in cui dovrebbero trovare spazio gli ex Scelta civica Valentina Vezzali, Angelo D’Agostino e Ernesto Auci, che hanno fondato Civici europei. Al Nazareno restano, poi, in attesa di un cenno di Romano Prodi. Che potrebbe concretizzarsi nel via libera ad un gruppo di prodiani, guidati da Giulio Santagata, a partecipare alla coalizione del Pd. Un progetto cui l’ex ministro di Prodi stava lavorando insieme a Giuliano Pisapia fino alla frattura di qualche giorno fa.

“NO CON BERLUSCONI” – Quanto all’ipotesi di un’alleanza di governo con Silvio Berlusconi ieri Renzi ha detto un secco “no”. Intervistato da ’La Repubblica’, il segretario del Pd non ha dubbi. “Anche perché – ha aggiunto – Berlusconi è bravissimo a camuffarsi. In questa campagna elettorale sembra un passante. Ma ce lo ricordiamo vero che lui è il principale responsabile di questi lustri? Che lui è mister spread? Che sta ripromettendo le stesse cose del 1994 perché non le ha mai fatte? E le uniche promesse mantenute, dall’Imu all’Irap, gliele abbiamo realizzate noi. Io non contesto ciò che Berlusconi ha fatto: contesto ciò che Berlusconi non ha fatto”.

M5S IN SOLITARIA – E ribadisce l’intenzione a voler correre in solitaria il Movimento Cinque Stelle, come ha detto Luigi Di Maio in un’intervista rilasciata al Tg3. “Intese, alleanze, coalizioni fanno parte del vocabolario della vecchia politica – ha detto il vicepresidente della Camera -. Noi arriveremo come prima forza politica alle elezioni del 2018. Siamo già la prima forza politica del Paese. La sera delle elezioni vedremo le coalizioni di centrodestra e centrosinistra disgregarsi. Io chiederò l’incarico di governo al Presidente della Repubblica e seguendo le procedure costituzionali, consulterò tutte le forze politiche avviando delle consultazioni”.

E MELONI? – Come annunciato da Silvio Berlusconi, in settimana si insedierà il tavolo del programma del centrodestra. Dopo i contatti con Matteo Salvini, il Cav ha sentito anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Nella settimana che precede il Natale, a quanto si apprende, dovrebbe tenersi l’atteso incontro tra Berlusconi, Salvini e Meloni. “Io mi fido di tutti ma penso sia necessario dire con chiarezza agli italiani prima di andare a votare cosa vogliamo fare con i voti che prenderemo – ha spiegato la leader di FdI a ’Otto e mezzo’ -. E ho detto che Fratelli d’Italia farà un governo solo con gli stessi alleati con cui ha fatto campagna elettorale”.

Stop a 40mila interventi: medici in sciopero

cms_7930/medico_sciopero_fotogramma.jpgDomani stop a migliaia di visite e interventi per lo sciopero dei medici. A illustrare in una nota le ragioni della protesta è l’Anaao Assomed. Quello italiano, sottolinea il sindacato, è un Ssn che “finora si è sostenuto sul sacrificio di medici e dirigenti sanitari”. Con le Regioni che “hanno garantito i Lea, almeno quelle che lo hanno fatto, a spese dei professionisti, delle loro ferie, delle loro risorse accessorie, dell’abuso dell’orario di lavoro”.

Domani i camici bianchi di tutta Italia incroceranno le braccia, causando “la sospensione di 40.000 interventi chirurgici, di centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. La sanità – scrive l’Anaao Assomed – chiude un giorno per non chiudere per sempre”.

“La diminuzione del perimetro della tutela pubblica sta provocando tra i cittadini attese più lunghe, maggiori diseguaglianze territoriali, crescita del divario tra chi può curarsi pagando e chi no – rimarca il sindacato dei medici – Ormai si declina il diritto alla salute in base alla residenza e la distanza tra Bolzano e Napoli si può esprimere in 700 km o in 4 anni di aspettativa di vita. E la situazione, che la legge di bilancio 2018 nemmeno prende in considerazione, persa come è dietro bonus di ogni genere, è avviata a peggiorare. Questo il quadro dello sciopero nazionale dei medici e dei dirigenti sanitari, strutturati e precari, compresi quelli storici della ricerca, atipici, pagati con il baratto o assunti con contratti di dieci giorni”.

Domani è chiamato allo sciopero “chi vive da anni una condizione lavorativa caratterizzata da mancato rispetto delle pause e dei riposi, milioni di ore di lavoro non retribuite e non recuperabili, ferie non godute, turni notturni ad una età alla quale tutte le categorie, pubbliche e private, sono esonerate, reperibilità oltre il dettato contrattuale su più ospedali contemporaneamente, aumento dei carichi di lavoro festivi e notturni, progressioni di carriere rarefatte, livelli retributivi inchiodati al 2010 con perdite calcolate fino ai 50.000 euro per i giovani ed i livelli apicali”.

Contemporaneamente, “un’intera generazione di giovani è relegata dopo 11-12 anni di formazione in contratti di lavoro precari ed atipici, molto simili a un caporalato 2.0, o nel limbo della disoccupazione post laurea. Nonostante ciò dopo 8 anni di blocco non si sente ancora il segnale di inizio per la discussione del Ccnl”, accusa l’Anaao, invitando i medici a “una civile protesta, per pretendere un cambiamento che non verrà da solo, per mettere in campo l’orgoglio di una categoria che è e vuole essere considerata gruppo dirigente, parte della soluzione della crisi della sanità italiana e non del problema. Per reclamare valore al nostro lavoro, che è diritto a difesa di altri diritti, perché i Lea siamo noi, le nostre competenze e conoscenze che fanno la differenza tra la vita e la morte, tra malattia e salute”.

“Se non rioccuperemo uno spazio politico, Regioni e aziende, con l’inerzia del ministero, assegneranno il ruolo ed il lavoro del medico a chi si offre a minor prezzo e con maggior interesse della politica. Per questi motivi chiamiamo i medici e i dirigenti sanitari a mobilitarsi per dare senso e forza alle battaglie, per chiedere al Governo una inversione di rotta che riporti la sanità pubblica, e quindi la salute degli italiani, nella agenda della politica nazionale, con la legge di bilancio e con il contratto nazionale, invece di scommettere contro se stesso investendo i soldi dei libretti postali nella sanità privata. Altrimenti – conclude il sindacato con l’hashtag #primadivotarepensallasalute – dovremmo pensare che i partiti al Governo hanno perso la salute. E la prognosi sarebbe riservata”.

LORENZIN – “Sono assolutamente a fianco dei medici italiani” ha detto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della conferenza internazionale ’Health in The Cities’ sul legame fra salute e città, in corso a Roma. In questa questione, ha sostenuto Lorenzin, “ci sono due problemi. Uno è quello dello sblocco del turn over. Che credo abbiamo seriamente contribuito a risolvere”. Infatti, ha spiegato, “con i piani ospedalieri presentati dalle Regioni abbiamo dato il via a migliaia di assunzioni nuove; ovviamente le Regioni ora devono fare i concorsi. Li devono fare in tempi brevi, perché, altrimenti, questo lavoro rischia di appesantire e rallentare”. Poi c’è “il tema del rinnovo del contratto che non è un tema che gestisce il ministero della Salute, ma spero riusciremo a dare una mano. E a sostenere la buona causa dei medici ospedalieri in primis”.

10 consigli anti freddo

cms_7930/freddo_gelo_ftg.jpgFreddo, neve e gelo. Le temperature in picchiata di questi giorni, oltre ad aumentare le sindromi influenzali, possono causare una recrudescenza della sintomatologia di malattie croniche, specialmente dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e muscoloscheletrico. Le persone più vulnerabili, come cardiopatici, diabetici, persone con patologie respiratorie croniche, patologie psichiatriche, che assumono psicofarmaci, alcool o droghe e persone in condizioni di precarietà socio-economica sono quelle più a rischio di infezioni.

Ma anche le persone giovani, in apparente benessere, possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi senza le opportune precauzioni. Ecco perché il ministero della Salute sul proprio sito web ha messo a punto un decalogo su come proteggersi dai malanni tipici della stagione invernale.

1 – Regola la temperatura degli ambienti interni, in modo che sia conforme agli standard consigliati per le temperature invernali (generalmente intorno ai 18 ÷ 22°C)

2 – Fai particolare attenzione all’umidità dell’ambiente. L’aria troppo secca può irritare le vie aeree, soprattutto se soffri di asma o malattie respiratorie. Utilizza un umidificatore o una vaschetta di acqua sul termosifone. L’umidità eccessiva, al contrario, può provocare condense e favorire la formazione di muffe. E’ importante aerare adeguatamente gli ambienti, in particolare se vi sono persone malate. E’ sufficiente aprire per pochi minuti una finestra per cambiare l’aria viziata nella stanza

3 – Se utilizzi sistemi di riscaldamento a combustione (caminetti, caldaie o stufe a gas) fai molta attenzione, sia alla corretta ventilazione degli ambienti che allo stato di manutenzione degli impianti, per evitare il rischio di intossicazione da monossido di carbonio, che può avere conseguenze mortali

4 – Se utilizzi stufe elettriche o altre fonti di calore fai attenzione al loro corretto utilizzo per evitare il rischio di folgorazioni o scottature

5 – Attento agli sbalzi di temperatura quando passi da un ambiente più caldo ad uno più freddo e viceversa

6 – Assumi pasti e bevande calde. Evita gli alcolici perché non aiutano a difendersi dal freddo, al contrario favoriscono una maggiore dispersione del calore prodotto dal corpo

7 – Fai particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, coprili adeguatamente e controlla di tanto in tanto la loro temperatura corporea

8 – Quando esci, indossa sempre una sciarpa, dei guanti, un cappello e un caldo soprabito; usa scarpe antiscivolo in caso di formazione di ghiaccio. Se parti per un viaggio in auto non dimenticare di portare con te coperte e bevande calde e di dotare l’autovettura di catene o pneumatici da neve

9 – Mantieni contatti frequenti con gli anziani che vivono da soli (familiari, amici o vicini di casa) e verifica che dispongano di sufficienti riserve di cibo e medicine. Segnala ai servizi sociali la presenza di senzatetto o altre persone in condizioni di difficoltà

10 – Chiedi al tuo medico se è opportuno praticare la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata in particolare alle persone di età superiore a 65 anni, ai soggetti affetti da malattie croniche e alle donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

Autore:

Data:

11 Dicembre 2017