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ELEZIONI PRESIDENZIALI USA

Siamo giunti ai momenti salienti della corsa presidenziale più seguita a livello globale, tra Biden e il presidente corrente Trump, agli sgoccioli delle elezioni generali del 3 novembre; momenti di continui aggiornamenti suscettibili talvolta di ribaltare le aspettative suscitate dalle varie previsioni. A dimostrazione di ciò, la situazione della Florida, ricorrente “swing state” e dunque importante campo di battaglia, determinante per i risultati finali. Al momento, le previsioni pubblicate da Infodata, registrano un vantaggio per Biden di ben 204mila preferenze, su una base di 10 milioni di elettori, che gli attribuirebbero 2 punti percentuale di scarto rispetto all’avversario repubblicano, convergenti verso i 3,2 punti, qualora i voti delle persone che hanno optato per il voto per corrispondenza, ma ancora in attesa della scheda, confermassero la stessa tendenza. Per le previsioni elettorali Infodata infatti avrebbe preso come quadro di riferimento, la mappatura degli elettori affiliati ai partiti nelle diverse contee, approssimativamente 553mila repubblicani e 733mila democratici. La partita è ancora da giocare quindi nell’ambito della fascia di elettori non affiliati, 490mila circa, che costituiscono l’ago della bilancia.

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Cresce contemporaneamente la preoccupazione per i possibili episodi di violenza all’indomani degli scrutini, in particolar modo scontri settari tra gruppi di matrice estremista. In corso mobilitazioni per dare vita ad attività di controllo delle comunità e un’incredibile impennata nell’acquisto di armi. Forse parlare di “corsa alle armi” sembrerebbe un’esagerazione, ma quel che è certo è che a dimostrazione di una diffusa preoccupazione sociale ci sono i dati forniti dal National Instant Criminal Background Check System (Nics) dell’Fbi, analizzati dal Brookings Institute di Washington, che registranei primi 130 giorni del 2020 un movimento di 1.221.855.197 dollarinell’ambito del settore della vendita di armi, e anche l’industria delle munizioni avverte la triplicazione degli incassi rispetto all’anno precedente. Risale agli scorsi giorni la consultazione tra l’attivista di sinistra Dre Miller e i Proud Boys, dallo schieramento politico opposto, per sollecitare la conclusione di una mediazione pacifica tra le varie cellule estremiste locali, rafforzate sicuramente dalla rabbia sociale derivante dalla difficile situazione economica a cui la pandemia ci ha condotto.

Data:

31 Ottobre 2020