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Elezioni Umbria, Conte sente Di Maio e Zingaretti

Elezioni Umbria, Conte sente Di Maio e Zingaretti

A quanto apprende l’Adnkronos, questa mattina il premier Giuseppe Conte ha sentito telefonicamente sia il capo politico del M5S e ministro degli Esteri Luigi Di Maio che il segretario dem Nicola Zingaretti. Nel corso delle telefonate, che vengono descritte “cordiali”, c’è stata una riflessione sul voto umbro, dopo la débacle del candidato civico sostenuto dalla maggioranza di governo, Vincenzo Bianconi.

“Siamo all’inizio di questo percorso, abbiamo già impostato una manovra che si preannunciava limitata soltanto alla sterilizzazione dell’Iva, invece abbiamo messo tante altre cose, nel rispetto del programma. Siamo nel pieno di questo percorso” ha detto poi nel pomeriggio il premier a margine della presentazione del progetto Inertial Sea Energy Converter di Eni. “Ho ancora più entusiasmo, più coraggio e ancora più determinazione di ieri”.

Elezioni Umbria, Di Maio: “Alleanza non ha funzionato”

“Voglio innanzitutto fare gli auguri alla nuova governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei”, “per me il voto è sacro e non si discute”. Così il capo politico del M5S e ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista a SkyTg24. Quello tentato in Umbria dalle forze di maggioranza ” era un esperimento – sottolinea – Non ha funzionato questo esperimento. Tutta la teoria per cui si diceva che se ci fossimo alleati con un’altra forza politica saremmo stati un’alternativa, non ha funzionato. Abbiamo visto che si tratta di una strada non praticabile”. Di Maio dice anche “che il M5S va meglio quando va da solo”, sbarrando dunque la strada ad altre alleanze in vista di nuovi tagliandi elettorali.

Domani pomeriggio, in vista delle elezioni del prossimo gennaio in Calabria ed Emilia-Romagna, “ci sarà un incontro con gli eletti” M5S di entrambe le Regioni, annuncia il capo politico del M5S, spiegando che “la terza via, secondo me, il Movimento la può creare al di fuori dei due poli, non entrando nei due poli” perché, ribadisce, “va meglio quando va da solo”.

La sconfitta in Umbria, però, “non ferma il governo”, che “lavora per portare avanti il programma”, quindi da qui a fine legislatura: “Sto lavorando per far durare il governo altri tre anni e poi per farlo valutare dagli italiani, il voto arriverà. Saranno gli italiani, a quel punto, a dire se avremo lavorato bene o male”. “Al governo siamo una squadra – osserva Di Maio – si vince e si perde insieme. Questo governo è nato quest’estate, ha mantenuto la promessa sul taglio dei parlamentari e la promessa di evitare l’aumento dell’Iva, ha approvato misure che nei prossimi mesi daranno frutti e miglioreranno la vita degli italiani, ma ora – ribadisce – serve innovare e migliorare il programma, perché ci possono essere delle migliorie”.

Quanto alla manovra, “questo testo deve definire dove vanno i soldi per le famiglie che fanno i figli, quale sia lo strumento per erogare le risorse. C’è la questione delle partite Iva, bisogna capire a chi va il taglio del cuneo fiscale e poi c’è tutta la questione legata ai meccanismi plastic tax. Non vorrei trasmettere un messaggio sbagliato: sono d’accordissimo con la sugar tax e la plastic tax, ma altri tipi di intervento sulle entrate vanno visti bene e avremo modo di discuterne”.

Secca la replica al leader della Lega. Matteo Salvini ha detto ’mai più insieme’? “Le dico di più, Salvini è l’ultima cosa a cui penso” risponde il capo politico del M5S.

Di Maio torna poi sul voto in Umbria in un lungo post su Facebook. “In Umbria ci abbiamo provato, quello delle alleanze con altre forze politiche in occasione delle regionali era un tema che ci portavamo avanti da troppi anni. Adesso abbiamo la certezza che non rappresenta la soluzione” scrive Di Maio. Il voto in Umbria “certifica che quest’esperimento” delle alleanze sul territorio “non ha funzionato. Ci abbiamo provato perché era troppo tempo che si sosteneva che andando insieme avremmo rappresentato un’alternativa, ma è emerso un dato di fatto: che allo stesso modo, sia che stiamo con il Pd che con Lega al governo, il MoVimento perde consenso. Succede perché non abbiamo mai considerato l’ipotesi di governare con altre forze politiche, ma è anche vero che, per evitarlo, sarebbe servito il 51%”.

“Questo dato però non deve abbatterci – suona la carica ai suoi il capo politico del M5S – Quando nel 2013 dicevamo ’in parlamento ci alleeremo con chi ci sta sui nostri temi’, il MoVimento ha sempre rivendicato il suo ruolo di movimento post ideologico, provando ad oltranza a far capire che non esistono idee di destra o di sinistra, bensì solo idee valide o meno valide. E per me si deve continuare ad oltranza a far passare questo concetto”.

“Siamo la terzia via, che va oltre la destra e la sinistra. E questa diversità – secondo Di Maio – dobbiamo rimarcarla di più: da sempre rappresenta il nostro punto di forza”. Per il capo politico dei pentastellati, “adesso non possiamo che pensare con umiltà al MoVimento 5 Stelle. Abbiamo diverse occasioni per ricominciare con lo spirito giusto. Dobbiamo azzerare tutte le aspettative e ricominciare da zero. A me non interessa la percentuale, a me interessa che quando presentiamo una lista alle comunali o alle regionali, permettiamo a cittadini che combattono battaglie importanti per il loro territorio di entrare nelle istituzioni. Senza sacrificare ciò in cui crediamo”.

Poi la manovra. “Dobbiamo dare maggiore chiarezza sulla legge di bilancio. In queste settimane, mentre giravo per i mercati, gli umbri mi hanno chiesto delucidazioni sulla manovra. Stava passando un messaggio sbagliato sul pos, sulle partite iva e su tanto altro. Non mi interessa se siamo stati accusati di andare contro la lotta all’evasione, per noi la lotta all’evasione non è criminalizzare commercianti, artigiani e professionisti con pos, carte di credito e abolizione del regime forfettario” sottolinea Di Maio.

“Più ascolto le persone più capisco che il governo deve agire con una voce univoca che non crei dubbi e perplessità tra la gente – dice il ministro – E per fare questo vanno chiarite il prima possibile tutte le misure in manovra. Così da evitare fraintendimenti o strumentalizzazioni. Forse serve anche un programma di governo più dettagliato, che ci permetta di indicare le cose da fare e che implicitamente contenga anche quelle che non vanno mai fatte”.

“Penso ad esempio a Quota 100. Come ho avuto modo di ribadire nei giorni scorsi questa misura rimarrà intatta. Ma in svariate circostanze è stata messa in discussione, generando confusione anche tra la gente – osserva Di Maio – Se avessimo avuto un contratto di governo, ciò che non c’era scritto non si sarebbe potuto neanche ipotizzare e quindi alcune incomprensioni magari non si sarebbero nemmeno verificate”.

Cinquestelle in subbuglio, processo ai vertici

(Antonio Atte) – L’esperimento non ha funzionato. E’ lo stesso Movimento 5 Stelle a riconoscerlo alle 00.41, quando i dati delle regionali umbre assumono per il M5S i contorni della disfatta. “Questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli opposti”, ammettono i grillini in una nota, ringraziando il candidato civico Vincenzo Bianconi per l’impegno profuso in questa sfida stravinta da Donatella Tesei e dal centrodestra.

Ma il processo alle scelte ai vertici è già partito. Sul banco degli imputati la scelta di correre in tandem col Pd, mal digerita dalla base pentastellata. Lo dice in chiaro all’Adnkronos la deputata umbra Tiziana Ciprini: “Era meglio perdere da soli che perdere la faccia… Il feedback che ricevevo dalla gente era sempre lo stesso: non siete più credibili. Purtroppo iniziare a sperimentare l’alleanza territoriale col Pd proprio in Umbria è stato il colmo”, attacca la parlamentare, secondo la quale “si è azzardato troppo”. Eloquente il commento del senatore Stefano Lucidi: “I motivi del successo sono vari. Temi semplici e immediati da comunicare, macchina organizzativa efficiente, filiera politica autorevole sul territorio. Quello che manca a noi”.
Bordate arrivano anche dal senatore Gianluigi Paragone, da sempre scettico sull’abbraccio tra M5S e dem. “L’abbiamo pagata – punga il giornalista in diretta Facebook – perché accade quando non hai coerenza. Il Movimento deve fare il Movimento”. Il messaggio che arriva da una parte del gruppo parlamentare al capo politico Luigi Di Maio – la cui leadership diventa sempre più traballante – è chiaro: o si cambia o si muore.

Renzi: “Foto Narni? Una genialata”

“Una sconfitta scritta figlia di un accordo sbagliato nei tempi e nei modi. Lo avevo detto, anche privatamente, a tutti i protagonisti. E non a caso Italia Viva è stata fuori dalla partita”. Lo dice Matteo Renzi a Bruno Vespa per il libro ’Perché l’Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare)’ in uscita martedì 4 novembre da Mondadori Railibri. “In Umbria è stato un errore allearsi in fretta e furia, senza un’idea condivisa, tra Cinque Stelle e Pd”, prosegue Renzi aggiungendo: “Non ho capito la ’genialata’ di fare una foto di gruppo all’ultimo minuto portando il Premier in campagna elettorale per le Regionali”.

“Nello staff di Chigi evidentemente c’è qualcuno che pensa che Conte possa fare i miracoli, intervenendo in campagna elettorale e cambiando i risultati: ignorano, questi signori, che i sondaggi sulla fiducia nei leader non si traducono mai in voti. La percentuale di gradimento ti dice quanto sei simpatico, non quanto sei votabile. E non sempre le due cose coincidono. Nella storia repubblicana leader con un altissimo livello di fiducia personale non sono riusciti a trasformarli in consensi elettorali. Perché è quella che si chiama ’fiducia istituzionale’: gratifica l’ego, ma non indice alle elezioni”, spiega il leader di Italia viva.

“Fare uno scontro tra l’alleanza organica Pd-5 Stelle e l’alleanza sovranista è stato un errore in Umbria e se replicato ovunque in futuro apre a ’Italia viva’ un’autentica prateria”, ha detto ancora l’ex premier. “L’idea che ha qualche ex compagno di partito democratico di sentirsi investito della missione divina di civilizzare i barbari – considerando tali i Cinque Stelle che spesso in realtà sono molto più ’istituzionali’ e amati dal sistema di quanto lo siamo noi – è arrogante e fuori della realtà – spiega Renzi – E quando vedo che in Umbria si mettono le penali a chi esce dal Pd penso che il Pd stia copiando la Casaleggio e Associati. E me ne dolgo. Io voglio fare politica, non essere eterodiretto dalla Piattaforma Rousseau: voglio essere libero e voglio fare politica, non seguire il populismo’’.

Boschi: “Governo avanti, legislatura deve eleggere presidente europeista”

“Dobbiamo andare avanti con il lavoro del Governo nell’interesse dei cittadini e dobbiamo andare avanti con una legislatura che deve arrivare al 2023 e che ha un dovere civile: eleggere il prossimo presidente della Repubblica, un presidente che non metta in discussione l’euro, un presidente europeista”. Lo ha detto Maria Elena Boschi, a Napoli per un’iniziativa di ’Italia Viva’. Rispondendo a una domanda su eventuali ripercussioni sul Governo dall’esito del voto in Umbria, Boschi ha aggiunto: “Credo che il Governo debba lavorare sulla legge di bilancio come ha fatto nelle scorse settimane. Abbiamo da dare risposte concrete alle famiglie italiane, ai tanti giovani che non hanno un lavoro, alle imprese che ci chiedono di pagare meno tasse. Il Governo deve lavorare sulla legge di bilancio e dare risposte agli italiani, è quello che faremo già in queste ore”.

“Non posso discutere io un’alleanza che riguarda altri partiti politici” ha poi aggiunto, rispondendo a chi le chiedeva se il voto in Umbria rappresentasse la fine dell’alleanza “giallorossa”. Boschi ha ribadito che “noi siamo qui per lanciare il progetto di ’Italia Viva’, guardiamo all’Italia del 2029 e stiamo cercando di fare delle proposte che non riguardino soltanto le urgenze immediate, ma la prospettiva del nostro Paese nei prossimi anni”.

Salvini: “Emilia Romagna altra storia, ma non esistono più fortini rossi”

“L’Emilia Romagna è un’altra storia, ma non esistono più fortini rossi”. Matteo Salvini lancia la sfida alle prossime regionali in Emilia Romagna, commentando a ’Quarta Repubblica’ il voto in Umbria. “Conte se la ride, Zingaretti se la ride. Si chiamano, si mandano Baci Perugina. L’importante è che l’Italia abbia capito che la maggioranza è quella che ha vinto e non quella che sta al governo”.

“Grande Silvio Berlusconi, numero uno. Non credo che abbia alcuna voglia” dice Salvini, parlando dell’ipotesi di Silvio Berlusconi al Quirinale. E ancora: “Con noi al governo avremmo Giancarlo Giorgetti all’Economia e Giulia Bongiorno alla Giustizia, abbiamo delle idee, non ci faremmo trovare impreparati”.

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29 Ottobre 2019