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Elezioni, via libera a 75 simboli su 103

Elezioni, via libera a 75 simboli su 103

cms_8255/elezioni_schede_1_fg.jpgIl ministero dell’Interno, esaminati i 103 contrassegni depositati per le elezioni politiche del 4 marzo, ne ha ammessi 75. Lo fa sapere una nota del Viminale.

“In 19 casi – ragguaglia la nota – il ministero ha invitato i depositanti, in base alla normativa vigente, alla sostituzione del contrassegno e/o all’integrazione della dichiarazione di trasparenza entro 48 ore dalla notifica. Per carenza documentale a 9 contrassegni non è consentita la presentazione di liste”.

Il Viminale fa sapere ancora che, “adempiendo all’obbligo introdotto dalla nuova legge elettorale (art. 4 L. n. 165/2017), entro 10 giorni (31 gennaio p.v.) dalla scadenza del termine per il deposito dei contrassegni, sulla sezione ’Elezioni trasparenti’ del sito del ministero dell’Interno saranno pubblicati per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato che ha presentato le liste: il contrassegno depositato, con l’indicazione del soggetto che ha conferito il mandato per il deposito; lo statuto ovvero la dichiarazione di trasparenza depositati; il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica depositati”.

Nella stessa sezione, “entro 10 giorni (8 febbraio p.v.) dalla scadenza del termine di presentazione delle liste dei candidati, saranno pubblicate per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato, le liste di candidati presentate per ciascun collegio”.

Easyjet: “Abbiamo convinto Alitalia al 100%”

cms_8255/Alitalia_finestrino_Fg.jpg“La soluzione di EasyJet soddisfa completamente le esigenze dei commissari” di Alitalia. Frances Ouseley, direttore per l’Italia di EasyJet, nel corso di una conference call in occasione della presentazione dei dati del primo trimestre della compagnia low cost britannica.

“Noi – ha spiegato – siamo una compagnia fortemente focalizzata sul breve-medio raggio. Nel tempo, nel corso dei colloqui con i commissari di Alitalia abbiamo acquisito le loro esigenze e definito una soluzione in linea al 100%“.

Quanto alla possibile cordata con Air France-Klm, Ousely ha sottolineato che “tutta questa vicenda è uscita sulla stampa in modo creativo”: “noi non siamo in grado di commentare speculazioni di stampa. Quello che possiamo dire è che la soluzione di EasyJet soddisfa completamente le esigenze dei commissari”.

“Il problema di Alitalia – ha evidenziato Ouseley – sono le perdite sul medio raggio” ed EasyJet avanza una proposta per “risolverlo”.

L’Antitrust multa WhatsApp

cms_8255/whatsApp_ADnkronos.jpgL’Antitrust multa WhatsApp per 50mila euro per inottemperanza degli obblighi informativi agli utenti. Lo comunica la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, spiegando di aver preso la decisione nella propria riunione del 10 gennaio.

La multa deriva dal fatto che WhatsApp Inc. non ha dato esecuzione all’ordine di pubblicazione dell’estratto del provvedimento, emesso nei suoi confronti a maggio 2017, con il quale è stata accertata la vessatorietà di alcune clausole dei Termini di Utilizzo dell’applicazione WhatsApp Messenger.

“In particolare, WhatsApp, violando gli obblighi informativi nei riguardi dei consumatori previsti dalla legge, ha consapevolmente omesso quanto disposto dall’Autorità nel provvedimento, ossia la pubblicazione del citato documento nella homepage del proprio sito web e la contestuale notifica in App, da inviare a tutti gli utenti WhatsApp italiani, contenente il link alla pubblicazione medesima” spiega l’Antitrust.

RECESSO – Le clausole, a suo tempo qualificate come vessatorie, riguardano in particolare: la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente a vantaggio del professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore, le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del foro competente sulle controversie (ad oggi esclusivamente individuato presso tribunali americani).

L’Autorità ha irrogato a WhatsApp Inc. “una sanzione di 50.000 euro, pari al massimo edittale attualmente stabilito dalla normativa per l’inottemperanza ai provvedimenti di accertamento della vessatorietà.

In particolare, conclude la nota, l’Autorità ha tenuto conto non solo della rilevanza del professionista e del suo consapevole rifiuto a pubblicare l’estratto della decisione dell’Autorità, ma anche della circostanza che la pubblicazione è l’unico strumento che assiste l’accertamento della vessatorietà nella disciplina vigente, la quale, allo stato, non prevede l’imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie al termine del procedimento amministrativo di accertamento della vessatorietà delle clausole contrattuali”.

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24 Gennaio 2018