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Ennio Morricone: colonna sonora dell’Italia e del Mondo

È morto ieri a Roma Ennio Morricone. All’età di 91 anni ci lascia uno dei più grandi maestri italiani, dopo essere stato ricoverato per una caduta che gli aveva causato la rottura di un femore. Se ne va uno degli ultimi giganti della musica e del cinema italiano, un genio che ha saputo unire e attraversare più generazioni, mettendo tutti d’accordo. È difficile dire quello che, a più riprese e nei più svariati modi, è stato già detto; al contrario, è troppo facile scadere in inutili retoriche, che non basterebbero a dire chi è stato (veramente) Ennio Morricone. In questa sede, dunque, celebriamo e ricordiamo la vita del maestro, da Sergio Leone, l’Oscar alla carriera e il film con Tarantino, perché “è la morte che consegna gli artisti all’eternità della gloria” (cit. anonima).

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Ennio Morricone nasce a Roma il 10 novembre 1928. Studia al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma in tromba. Dal 1946 ha composto più di cento brani classici, prima di dedicarsi a ciò che gli darà la fama mondiale come compositore: le musiche prodotte per il genere del western all’italiana. Da qui nascono le collaborazioni con i registi Sergio Leone (suo compagno di scuola alle elementari), Duccio Tessari e Sergio Corbucci: ne nascono vari capolavori come la Trilogia del Dollaro, la Trilogia del tempo, Una pistola per Ringo, La resa dei conti, Il grande silenzio, Il mercenario e Il mio nome è Nessuno. Diventa anche un punto di riferimento, a partire dagli anni settanta, per il cinema hollywoodiano: collabora con nomi prestigiosi quali John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levison, Mike Nichols, Oliver Stone e Quentin Tarantino.

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Proprio con quest’ultimo era finito al centro di una polemica, nel 2018: Morricone era stato accusato da un giornale ignoto di aver definito i film di Tarantino “spazzatura”, dichiarazione palesemente falsa. Parole come “fa tutto all’ultimo minuto, parla senza pensare… mi chiama all’improvviso e pretende una colonna sonora completa in pochi giorni, mi fa arrabbiare” non possono essere vere, se si pensa che The Hateful Eight è una delle migliori pellicole di sempre. Due anni dopo, il maestro esprime delle comprensibili perplessità sulla mania degli italiani di cantare fuori dai balconi durante la quarantena: “un po’ di leggerezza aiuta sempre, ma ci vorrebbe un po’ più di rispetto per le persone morte”. Come le sue opere, anche le sue parole non erano mai banali. D’altronde parliamo di un arrangiatore poliedrico, che ha sperimentato anche il genere fantascientifico, il thriller, la commedia di costume e il melodramma.

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Tutti i riconoscimenti sono lì a dimostrarlo: due Oscar (di cui uno onorario), tre Golden Globe, sei BAFTA, otto David di Donatello (incluso il David del Cinquantenario) e dieci Nastri d’Argento. Si aggiungono sette onorificenze, quattro italiane e tre straniere: Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (1995), Medaglia d’oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte (2000), Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2005), Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2017), Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legion d’Onore (Francia, 2009), Cavaliere di IV Callse dell’Ordine del Sol Levante (Giappone) e Premio Principessa delle Asturie per l’arte (Spagna, 2020). Ciliegina sulla torta: gli è stato intitolato anche un asteroide, il 152188 Morricone.

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Per raccontare chi è stato Ennio Morricone dal punto di vista professionale basta una delle sue citazioni più famose, riportata nel sottotitolo. Dal punto di vista umano, invece, è sufficiente il necrologio che lui stesso ha redatto: “Io, Ennio Morricone, sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicino e anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita. C’è una sola ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare” scrive, lasciando trasparire l’umiltà che appartiene solo ai più grandi e svelando le modalità di quelle che saranno le esequie di quest’oggi.

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Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert, per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con amore le mie sorelle Adriana, Maria, Franca e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno, intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea, Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca , Valentina, Francesco e Luca. Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria (ma non ultima). A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei il più doloroso addio”. Queste parole, più di tutte, racchiudono Ennio Morricone e il ricordo più sincero che ognuno di noi può possedere e dedicargli. Grazie di tutto, maestro. Buon viaggio.

Data:

6 Luglio 2020