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Enter Putin. Accompanied by four warships. To the sound of mockery

It’s gunboat diplomacy of the most literal kind. Vladimir Putin has stationed four warships close to Australian waters before the G20 leaders’ meeting of the most powerful world economies in Brisbane starts today.

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The President’s show of naval muscle comes at a time when Russia has drawn global criticism for its intervention in Ukraine, where it is still reportedly sending tanks, artillery and troops.

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But it has left David Cameron less than impressed. “I didn’t feel it necessary to bring a warship myself to keep myself safe at this G20, and I’m sure that Putin won’t be in any danger,” he said last night. Mocking Mr Putin’s machismo was more than just a joke. It was yet another dig at a man who has backed rebels and split Ukraine in arguably the most delicate European crisis so far this century. The G20 leaders’ summit was established in 2008 to find cross-border solutions to the financial crisis, with those 20 members representing 85.9 per cent of the world’s economy. Although economic growth and creating jobs remain central to the agenda, this year the focus is on Mr Putin. Mr Cameron made that warship aside – as well as once again comparing Russia’s annexation of part of Ukraine with the actions of Nazi Germany – 24 hours before he was due to meet Mr Putin today, raising the stakes with suggestions of more sanctions.

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He added: “Every time there’s been a step in the wrong direction – whether that was an illegal referendum in Crimea, whether it was the incursion of Russian troops, whether it was destabilisaition – Europe has taken a step in a firm direction.” It’s likely to be a frosty meeting and Mr Putin will also meet critics in the form of the French President François Hollande and the German Chancellor Angela Merkel. Any words shared with Barack Obama are likely to be no warmer than when the US President ignored a friendly back slap from his Russian counterpart at a conference in Asia earlier this week.

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Russia is reportedly hoarding gold as sanctions continue to devastate the value of the rouble and damage its stock market, while Mr Putin shows no sign of accepting any Russian responsibility for the shooting down of Malaysian Airline MH17 over Ukraine. For his part, Mr Putin argues that EU and US sanctions are illegal, even claiming that they were not only harming Russia, but the world economy that the G20 is supposed to defend.

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“It’s undermining the entire system of international economic relations,” he claimed in an interview yesterday. But if Mr Cameron can make a joke of Mr Putin’s heavily armed warships then there is no reason to think he will take this point seriously. The protests might be borderline jolly in a city that is currently illuminated by all colours of the rainbow in celebration of hosting the summit, yet Russian-Western politics will be as tense as at any time since the fall of the Berlin Wall.

cms_1452/images.jpgSummit del G20: arrivo di Putin accompagnato da quattro portaerei, al suon di scherno.

“Sono sicuro che Putin preferisce non essere in pericolo” afferma David Cameron

Si tratta di una “diplomazia delle cannoniere” letteralmente parlando. Vladimir Putin ha posizionato quattro portaerei da guerra vicino le acque australiane prima dell’inizio dell’incontro delle più potenti economie del mondo del G20. La dimostrazione dell’imponenza della forza navale russa giunge in un momento in cui la Russia ha su di sé le critiche a livello globale per il suo intervento in Ucraina, dove ha inviato carri armati, artiglieria e truppe. Ma questo non ha impressionato David Cameron che ha detto: “non credo sia necessario farmi scortare da una portaerei per essere al sicuro durante questo G20, e sono sicuro che Putin lo ha fatto perché non voleva essere in pericolo”. Beffare il machismo di Putin è stato più di un semplice scherzo. È stata lanciata una frecciata all’uomo che ha sostenuto i ribelli e diviso l’Ucraina forse nella più delicata crisi europea di questo secolo. Il summit dei leader del G20 è stato istituito nel 2008 per trovare soluzioni transfrontaliere alla crisi finanziaria, con i venti membri che rappresentano l’85.9 per cento dell’economia mondiale. Sebbene la crescita economica e la creazione di posti di lavoro restano ordini prioritari nell’agenda, quest’anno il focus è stato su Putin. Prima di un incontro con il leader russo, David Cameron – paragonando ancora una volta l’annessione di parte dell’Ucraina da parte della Russia ad un’azione della Germania nazista – ha rilanciato affinché le sanzioni siano aumentate. Ha aggiunto: “ogni volta che c’è stato un passo nella direzione sbagliata – come il referendum illegale in Crimea, l’incursione delle truppe russe o la sua destabilizzazione – l’Europa ha compiuto un passo deciso nella sua direzione”. Si è trattato di un incontro gelido tra Putin, il presidente francese Hollande e il cancelliere tedesco Angela Merkel. Alcune parole scambiate con Barack Obama non sono state più amichevoli rispetto ad una pacca ricevuta dal suo omologo russo in una conferenza in Asia alcuni giorni fa. La Russia sta letteralmente facendo incetta d’oro dovuto alle sanzioni che continuano a devastare la valuta del rublo e danneggiare la borsa, mentre Putin non mostra alcun segno di colpa per la responsabilità russa nell’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines nei cieli dell’Ucraina. Da parte sua, Putin sostiene che le sanzioni europee e americane sono illegali, sostenendo che, non solo esse colpiscono la Russia, ma anche l’economia mondiale che il G20 cerca di difendere. “Si tratta di un indebolimento dell’intero sistema delle relazioni economiche internazionali” ha dichiarato in un’intervista ieri. Ma se Cameron può fare una battuta sulle navi da guerra pesantemente armate di Putin allora non c’è motivo di pensare che questa affermazione sia presa seriamente. Le proteste potrebbero essere difficili da risolvere in una città che è attualmente illuminata da tutti i colori dell’arcobaleno nella celebrazione del summit, sebbene la politica russo-occidentale sia tesa come mai prima d’ora dalla caduta del muro di Berlino. (Tradotto dall’articolo G20:Enter Putin. Accompanied by four warships. To the sounds of mockery, scritto da Mark Leftly, pubblicato sul sito www.independent.co.uk, venerdì 14 novembre 2014).

Data:

15 Novembre 2014