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EQUILIBRI MONDIALI: COSA STA CAMBIANDO?

Di Maio sfugge al confronto con Renzi. Il movimento cinque stelle è in bilico un po’ ovunque. Difatti una Roma di cui non si riconosce più la grandezza, capeggiata dalla pentastellata Raggi, affonda con i piedi nell’acqua e trascina con sé l’Italia. Non c’è scampo alla desolazione politica che abbatte la penisola italica. Molti corrotti, troppe parole e pochi fatti. L’italiano medio dimostra un malcontento diffuso, soprattutto alle urne. Inutile sottolineare il divario tra Nord e Sud; l’insoddisfazione veste i panni del politico corrotto e dell’italiano raccomandato. La sinistra è in rotta di collisione con parecchi, non comprende quanto una divisione interna possa condurre a un’inevitabile sconfitta. A questo si aggiunge il dibattito sul tema dell’aumento dell’età pensionabile, argomento scottante sotto parecchi punti di vista, in primis per coloro che svolgono lavori usuranti. L’ex ministro Fornero appoggia in pieno questa azione, nel frattempo i politici litigano tra di loro brindando con il Rosatellum.

cms_7656/2.jpgDall’altra parte del mondo Trump, invece, si reca in Asia per rafforzare l’unione con il Giappone contro la Corea del Nord, che incute terrore con i suoi messaggi minatori. I maggiori detentori di armi nucleari si fanno la guerra a parole, per il momento. L’attentato di New York passa in secondo piano di fronte a queste impellenti “necessità”. Gli Stati Uniti cominciano a tremare di nuovo, al punto da non distinguere gli attentatori dai semplici folli. Che poi, la differenza pare invisibile: entrambi ammazzano. L’ultima strage appartiene a un ex militare, congedato con disonore, che entra in una chiesa del Texas e compie una carneficina assassinando 26 persone. Trump dice che non sussiste un problema d’armi negli States. Eppure, sono tante e alla mercé di tutti.

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Probabilmente sembrano più utili in luoghi di guerra come la Siria, ad esempio. Lì, nella terra del sangue, bombe e mitragliatrici sono all’ordine del giorno. La lotta continua e, stranamente, nessuno interviene. In fondo, se il mondo arabo e quello occidentale s’astengono da ogni possibile intervento, magari è in gioco un motivo economico-politico evidente. I numeri sono agghiaccianti e in continua crescita: circa 400.000 i bambini finora ammazzati. I superstiti piangono i morti, alcuni scappano dalla loro terra. Una fuga che ricorda quella dell’Africa. Gli sbarchi non si fermano, è una storia che va avanti ormai da anni. Gli anni passano insieme al dolore delle guerre mondiali, i Paesi preparano l’armamento e lasciano cadaveri per strada. L’Unione Europea viaggia divisa, l’economia cinese divora l’Europa e s’insinua nel continente Nero, l’Arabia si arricchisce con il petrolio e le guerre, la Russia indirizza i propri affari e gestisce la guerra silenziosamente, l’America del Nord cerca di risollevare le proprie sorti, quella del Sud di sopravvivere alla delinquenza, la Catalogna pensa alla separazione dalla Spagna e l’Italia si occupa delle querelle tra politici… Questo è solo il pezzo di un grande puzzle, mancano degli incastri a completare il quadro. Lo scenario non è dei migliori, ma dicono che vi sia una possibilità di miglioramento, in un’altra vita e su un altro pianeta. Sempre che crediate nella rinascita, s’intende.

Data:

7 Novembre 2017