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Esecuzione su Facebook sconvolge il popolo social e il mondo

Tutti i notiziari italiani riportano la notizia dell’omicidio di un uomo di Cleveland. Il clamore risiede nella “popolarità” del fatto. L’assassino, identificato come Steven Stephens, uccide la vittima postando l’accaduto su facebook. Il social ammette subito che si tratta di un crimine orrendo e che non è possibile tenere questa condotta. La ragione di tanta crudezza pare a primo acchito esser l’amore. La vittima è Godwin, un anziano di 74 anni. La vicenda si svolge in maniera piuttosto grezza e veloce. Steven raggiunge l’uomo chiedendogli di pronunciare il nome di Joy Lane, sua ex fidanzata. Lei, sostiene l’assassino, è il motivo alla base dell’omicidio. Poi Steven fredda l’uomo con un colpo di pistola alla testa. Il fatto postato su facebook sconvolge tutti. Si cerca sempre di dare una spiegazione a qualsiasi fatto con un’assurda mania di tuttologia. Il punto è che ogni soggetto racchiude in sé una serie di variabili. I se e i ma navigano in ciascuno di noi. Siamo profondamente diversi nell’affrontare i problemi della vita. Certi meccanismi della mente talvolta appaiono inspiegabili semplicemente perché lo sono. Qualcuno parla di pazzia. Un termine che abbraccia un significato alquanto vago, soprattutto perché è il contrario della normalità. Quest’ultima è una parola costruita su misura dall’uomo e avvolta nella nebbia. La normalità è possibile solo in quanto edificio elaborato dall’essere umano per lasciar fuori dal cerchio l’incomprensibile. Quando succede qualcosa di non spiegabile razionalmente, quello che si tenta di fare è di “definire”. Se non rientra tra le semplici regole umane di comportamento, allora è considerato follia.

cms_6047/2.jpgNella realtà non funziona così. Pure la razionalità è un costrutto dell’uomo. Però la scelta è totalmente personale. La possibilità di scegliere se risparmiare dolore ad una persona dipende spesso da un’azione consapevole. Il principio di non far agli altri quello che non vuoi sia fatto a te è regola universale. Il dolore e la paura scorrono negli occhi di chi si trova davanti ad un uomo con una pistola in mano. A quel punto bisogna chiedersi: “avendo la possibilità di decidere perché hai scelto di toglier la vita a qualcun altro? Questo ti fa sentire meglio rispetto al male che ti porti dentro? Ottieni qualcosa di grande in cambio?”. Certo che no. Anzi, la coscienza diventa un peso insopportabile. Ma lui questo ancora non lo sa e quindi spara lo stesso.

Data:

18 Aprile 2017