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Esplosioni Beirut, Trump: “Sembra terribile attacco”(Altre News)

Esplosioni Beirut, Trump: “Sembra terribile attacco”

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“Sembra un terribile attacco”. Si è espresso così Donald Trump dalla Casa Bianca a qualche ora dalle devastanti esplosioni che ieri hanno riportato il terrore a Beirut con decine di morti e migliaia di feriti. Ma tre fonti del Dipartimento della Difesa – coperte da anonimato – hanno poi riferito alla Cnn di non aver visto indicazioni sulla possibilità che le terribili esplosioni siano frutto di un attacco.

Una fonte ha sottolineato come, se ci fossero state indicazioni in tal senso, sarebbero immediatamente scattate misure rafforzate per le truppe e gli asset Usa nella regione e secondo la fonte – almeno fino al momento delle dichiarazioni – non c’è nulla di tutto ciò.

Trump ha garantito che “gli Stati Uniti sono pronti a dare aiuto al Libano” e poi ha aggiunto: “Ho incontrato alcuni dei nostri generali e sembra di capire che non si sia trattato di un qualche tipo di incidente”. “Sembra essere secondo loro – ha proseguito – lo sapranno meglio di me, sembrano pensare che sia stato un attacco. Una bomba di qualche tipo”.

E, riferisce ancora la Cnn citando due fonti del Dipartimento di Stato, dopo le dichiarazioni di Trump funzionari libanesi hanno sollevato preoccupazioni con i diplomatici americani per l’uso della parola “attacco”.

Esplosioni Beirut, fonti Hezbollah: “E’ stato sabotaggio israeliano”

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Fonti di Hezbollah attribuiscono ad un sabotaggio israeliano la responsabilità della potente esplosione che ha sconvolto Beirut, causando almeno 73 morti e 2.750 feriti.Secondo quanto apprende l’Adnkronos, le milizie sciite filoiraniane ritengono possibile che le due esplosioni consecutive che hanno interessato il deposito n. 12 del porto di Beirut siano state causate da un’azione di sabotaggio di Israele.

La versione ufficiale riferisce di un esplosione di un deposito di fuochi di artificio o di nitrato di ammonio, causata da un incendio. Fonti di intelligence occidentali contattate in precedenza dall’Adnkronos ritengono che ad esplodere potrebbe essere stato un deposito di armi di Hezbollah.

Caso marò, Italia e India oggi a Corte indiana per esecuzione sentenza

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“La sentenza del Tribunale arbitrale dell’Aja dello scorso luglio ha riconosciuto la titolarità esclusiva dell’Italia all’esercizio della giurisdizione penale sui fucilieri di Marina Latorre e Girone. Il Tribunale non ha previsto l’automatica caducazione della giurisdizione indiana, ma ha ordinato all’India di ’compiere i passi necessari per cessare l’esercizio della giurisdizione penale’ sui fucilieri di Marina. Ciò sulla base della evidente considerazione per cui sono in concreto le Corti indiane a dover cessare l’esercizio della giurisdizione penale, e non i governi”. Lo fa sapere il ministero della Difesa sulla vicenda dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e in modo particolare per quel che concerne lo stato del procedimento relativo alla cessazione della giurisdizione indiana sul caso.

“L’Italia e l’India appariranno nella giornata di oggi davanti alla Corte Suprema indiana, un’udienza da tempo programmata, per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale arbitrale – che è obbligatoria e vincolante per entrambe le parti – e procedere, tra l’altro, alla rimozione dei precedenti vincoli imposti alla libertà dei fucilieri dalla Corte Suprema – continua il ministero – L’udienza di domani davanti alla Corte Suprema indiana costituisce il ’passo necessario’ richiesto dal Tribunale arbitrale per la cessazione definitiva della giurisdizione penale su Massimilano Latorre e Salvatore Girone”.

“La decisione in materia di misure provvisorie del Tribunale Arbitrale del 29 Aprile 2016, infatti, aveva consentito il rientro e la permanenza in Italia dei fucilieri di Marina, prevedendo allo stesso tempo, in modo esplicito, la loro sottoposizione alla giurisdizione indiana nelle more della sentenza definitiva del Tribunale Arbitrale – conclude – La Corte Suprema indiana, nel conformarsi alla decisione della sentenza internazionale del 29 Aprile 2016, ha richiesto con due successivi provvedimenti che i fucilieri fossero sottoposti in Italia ad alcune misure, fra cui l’obbligo periodico di firma”.

SOS sulla sabbia, marinai salvi dopo naufragio

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Un messaggio “Sos” scritto sulla spiaggia di una piccola isola del Pacifico ha indicato ai soccorritori tre marinai scomparsi. I tre uomini erano partiti giovedì scorso con una barca di 7 metri per intraprendere un viaggio di 42 miglia da Pulawat fino agli atolli Pulap, negli Stati Federati della Micronesia. Sono andati fuori rotta e hanno esaurito il carburante, giungendo alfine sulla piccola e disabitata isola di Pikelot, a 190 chilometri dalla destinazione prevista, stando a quanto riferisce la Cnn.

Le isole si trovano a circa 800 chilometri a sud di Guam; quando i marinai non sono arrivati a Pulap come previsto, è immediatamente partita una ricerca attraverso il centro di salvataggio congiunto della Guardia costiera degli Stati Uniti a Guam. I tre uomini micronesiani sono stati individuati per la prima volta da una nave cisterna dell’Aeronautica militare americana che opera dalla base aeronautica di Andersen su Guam; lo riferisce la pagina Facebook della base militare.

“Eravamo verso la fine delle operazioni di ricerca”, scrive nel post il pilota del KC-135, il tenente colonnello Jason Palmeira-Yen. “Abbiamo guardato in basso e abbiamo visto un’isola, quindi abbiamo deciso di dare un’occhiata e in quel momento abbiamo visto l’Sos scritto sulla sabbia e una barca proprio accanto ad esso, sulla spiaggia. Da lì abbiamo chiamato in la marina australiana perché avevano due elicotteri nelle vicinanze che potevano sbarcare agevolmente sull’isola “.

Un elicottero della nave australiana Hmas Canberra è atterrato sulla spiaggia scaricando cibo e acqua per i tre marinai. I marinai australiani hanno quindi appurato l’identità degli uomini e verificato che le loro condizioni di salute. Nel frattempo, la guardia costiera statunitense dalle Hawaii si è messa in contatto radio con una nave di pattuglia micronesiana inviata da Yap. Una dichiarazione della Guardia costiera degli Stati Uniti afferma che i soccorritori e i marinai dispersi hanno tenuto le distanze a causa del coronavirus.

Il capitano Christopher Chase, comandante della guardia costiera statunitense di Guam, ha scritto su Facebook: “La collaborazione è stata fondamentale per questo salvataggio. Solo così siamo stati in grado di salvare tre membri della nostra comunità e riportarli a casa dalle loro famiglie”. Il capitano Terry Morrison, comandante della nave Canberra, ha elogiato il suo equipaggio: “Sono orgoglioso della risposta e della professionalità dimostrata da tutti a bordo”, ha affermato.

A Berlino graduale ripartenza dell’industria del sesso

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La città di Berlino ha autorizzato una graduale ripartenza dell’industria del sesso, bloccata da metà marzo per contenere il contagio del Covid-19. Dopo un voto del parlamento regionale, le autorità sanitarie della capitale tedesca hanno dato oggi un primo via libera a partire da sabato.

Tuttavia i clienti dovranno aspettare fino al primo settembre per i rapporti sessuali a pagamento, che saranno possibili solo a partire da quella data sulla base di rigide regole igieniche.

Le autorità sanitarie hanno precisato che la decisione è stata presa valutando la situazione sanitaria, ma anche per evitare che le lavoratrici del settore, di fronte alle difficoltà economiche, riprendano ad operare “in segreto in condizioni rischiose per la loro salute”.

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5 Agosto 2020