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EUROPEAN MARITIME DAY 2016

A distanza di pochi giorni dal Comunicato MIUR 12/05/2016, con la previsione dell’unica prova finale per il conseguimento di diploma e abilitazione professionale di Ufficiale di coperta, Ufficiale di macchina ed Ufficiale elettrotecnico, al compimento dell’iter formativo degli Istituti Tecnici Superiori afferenti all’area Mobilità sostenibile; in attesa che il testo attuativo definisca lo schema del decreto approvato in Conferenza Unificata sugli obiettivi datisi da MIUR e Parlamento, perchè alla formazione consegua una competenza immediatamente spendibile nel mondo del lavoro; l’evento “Seafarers’ Training and Proficiency” dell’European Maritime Day 2016 a Trieste, promosso dalla DG Mare della Commissione Europea su idea della Fire and Safety School di San Gallo e della start- up MarineLAB operante nella ricerca e innovazione per la safety – security marittima, si è incentrato sull’analisi della professionalità spendibile nell’a mbito della Marina Mercantile.

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Pertanto, i relatori avvicendatisi hanno evidenziato, innanzitutto, che il numero dei marittimi italiani non è proporzionale alla elevata percentuale del trasporto via mare cui si fa fronte investendo in una professione improntata al sacrificio ma, anche, foriera di soddisfazione personale nel più vasto ambito competitivo della conquista del mercato da parte della Compagnia di appartenenza. Partendo dalla completezza della formazione iniziale unita alla pratica che fa perno sulla disponibilità degli armatori ad imbarcare giovani secondo la logica dell’alternanza scuola e lavoro; anche l’aggiornamento, basato sul fare squadra tra formazione e impresa, è continuo prevedendo corsi PFSO, CSO, PSO, SSO comprese le procedure PDSD alla base di Duties e Awarnes per la security del personale di bordo; il tutto secondo una certa “geometria della formazione” che, trasfusa in “progetto Mare”, prevede varie competenze: per l’individuazione dei fabbisogni in base ai quali progettare il corso, per la selezione dei docenti, per la gestione con metodi basati sulle innovazioni della ricerca, per la verifica dei risultati.

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Ad esempio, nell’ambito dei corsi per la formazione antincendio, risulta essere struttura di eccellenza la Fire & Safety School di San Gallo di proprietà della Friuli Estintori di Cervignano, basata sul tenere in massimo conto la preservazione dell’ambiente con impianti alimentati a gas, trattando i fumi parimenti alle acque avviate ad opportuno riciclaggio. Avendo erogato corsi Live Fire di refreshment per il personale di Costa Mediterranea, questa scuola ha in itinere progetti di sviluppo in ambito damage con innovativo simulatore “wet battle” per emergenze dipendenti dall’uso di LNG a bordo; comunque, il consueto addestramento del Live Fire Training prevede fasi accurate a partire dalle operazioni preliminari di controllo DPI e di bombole e autorespiratori, passando a due fasi di addestramento: in squadre di cinque componenti per il recupero dell’ipotetico infortunato attraversando passaggi difficoltosi in ambiente buio e saturo di fumi; infine, in coppia lasciata ad auto orientarsi essendo monitorata con termovisore dalla cabina di controllo.

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Di contro, però, è stato messo in rilievo l’essersi persa troppe volte, da parte della Marineria Italiana, l’opportunità di farsi parte attiva nell’evoluzione delle norme internazionali che sono state solo subite. Ora, resta da vedere come il decreto attuativo relativo al Comunicato MIUR 12/05/2016 sarà coniugabile con tutto ciò che era legato al principio fondante della divisione tra istruzione e addestramento post diploma che, sin qui, ha previsto corsi per le certificazioni sulla cui validità, con riferimento a quelle attuali, si dovrà fare chiarezza; al pari del come la Capitaneria di Porto, da sempre abituata a gestire la gente di mare, si allineerà alla decisione della Conferenza Unificata.

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28 Maggio 2016