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Fa bene compiacere sempre gli altri?

Quante volte ci sentiamo inadeguati perché riconosciamo di non essere pronti ad affrontare alcune situazioni? Tuttavia dietro la nostra insicurezza può celarsi un senso di colpa che ci spinge a credere che occorra riallineare non solo il nostro senso etico, ma anche il nostro senso di responsabilità. Siamo noi a ritenerci in debito nei confronti di qualcosa o qualcuno, o è qualcuno con cui viviamo che ci fa sentire in colpa per tutto?

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Il senso di colpa ci porta molto spesso ad essere inoperosi e ad appesantire l’esistenza: questo stato emotivo è un disagio che dev’essere superato. Si sente parlare raramente dei manipolatori, cioè di coloro i quali cercano di influenzare, di fare leva sui nostri sentimenti e di guidare il nostro comportamento. Capita spesso di non accorgersi di questa gente perché la manipolazione appare “innocua” e perché in realtà essa fa parte delle strategie messe in atto dai manipolatori emotivi. Come riconoscere questi individui? I loro atteggiamenti e comportamenti mirano a modificare e a far giungere nella direzione voluta comportamenti, opinioni, emozioni e percezioni di un’altra persona, impedendole di accorgersi di quanto sta accadendo. È come se inavvertitamente, nell’intraprendere una relazione con una persona, non ci accorgessimo di farci condizionare anche per quel che attiene la coscienza razionale. Non sono però dannosi i fenomeni di “contagio emotivo”, le consuetudini e le dinamiche automatiche e non dette perché fanno parte della normale vita di relazione. Essi appartengono alla dimensione grazie alla quale diventiamo consapevoli di relazionarci. I manipolatori emotivi rendono invece patologiche e dannose le relazioni perché adottano questa modalità pervasivamente con l’intenzione a volte deliberata o inconscia di esercitare un poteresull’altro, strumentalizzando per i propri scopi e mancando di rispetto nei confronti della sensibilità e della dignità altrui. Si usano toni aggressivi, vittimistici, artificiosi, parentali e moraleggianti. Vengono poste delle domande con il solo obiettivo di ottenere informazioni e non di capire o chiarire.

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Coloro che tendono a diventare vittime della manipolazione emotiva sono solitamente persone di spiccata sensibilità, molto vicine ai bisogni degli altri, emotivamente fragili ed insicure, dotate di un’elevata capacità empatica. Esse, pur di non essere lasciate sole, di non deludere gli altri e di impegnarsi a dare di sé un’immagine sempre positiva, sono disposte a mantenere in piedi un legame molto spesso malato. Queste persone, seppur con i loro limiti, a causa di un’errata convinzione che le spinge ad assicurarsi l’approvazione del manipolatore finiscono col rendere la propria esistenza continuamente ed inutilmente instabile.

Data:

11 Dicembre 2018