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FABIO E MINGO: DA INVIATI A CONDUTTORI

Due volti noti della tv locale e nazionale, famosi per aver lavorato 19 anni a Mediaset, al programma “Striscia la Notizia”, tornano ancora insieme, prepotentemente alla ribalta, con un tg satirico: “Luciano, l’amaro quotidiano”. Amici da sempre, provano a raccontarsi e a parlare anche delle loro iniziative personali. Parliamo di Domenico De Pasquale (Mingo) e Fabio De Nunzio (Fabio).

Allora, Mingo, da dove ripartiamo?

Bè, dopo 19 anni di “Striscia la notizia”, abbiamo ripreso a lavorare immediatamente, senza una pausa, grazie alla famiglia Montrone. In realtà, già da tempo il direttore di Telenorba, Vincenzo Magistà ci diceva di fare un programma satirico tutto nostro, del Sud, ma ovviamente non potevamo farlo perché legati all’altro programma. Poi, una volta liberi, è stato possibile.

A proposito, Mingo, ci sono sviluppi sulla vicenda di “Striscia”?

Non ci sono novità. Sono i famosi tempi di attesa. Ci sono procedimenti giudiziari in corso, ma noi siamo sereni e continuiamo a fare il nostro lavoro tranquillamente; anzi, ora che non c’è più Striscia, paradossalmente, c’è più lavoro. Come spesso accade nella vita, un momento difficile, improvvisamente, può trasformarsi in opportunità.

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Parliamo, allora, di “Luciano, l’amaro quotidiano”…

Si tratta di un nuovo tg satirico, divertente e anche un po’ irriverente, un programma d’intrattenimento a scopo sociale che va in onda su Telenorba e TgNorba24 e che ci vede coinvolti nella nuova veste di conduttori.

Una buona opportunità dal punto di vista professionale, per lei, ma anche per Fabio, non crede?

Si. Una grande novità e anche un momento di crescita notevole per noi (da inviati a conduttori) in una emittente importante, con un cambiamento soprattutto per Fabio. Quel ruolo, che mi inventai 19 anni fa, aveva un senso in quel tipo di programma dove andava bene il silenzio e con i due personaggi più vicini alla commedia dell’arte.

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Fabio, le piace questo nuovo ruolo?

Si, molto, anche se in realtà c’era già stato un battesimo di conduzione durante “Striscia la Notizia”, con 10 puntate di “Striscia la Domenica”. Comunque è vero, è tutta un’altra cosa condurre, rispetto al non parlare, ma anche quello è stato un momento di vita.

Sono stati 19 anni di puro silenzio (tranne un grazie o un ciao), ma posso dire, che era apprezzato dalla gente.

Ma prima, lei parlava?

Si, certo. Prima di striscia non ero silenzioso.Ho lavorato per 10 anni in alcune radio locali, tra cui ricordo, “Bari canale 100”, “Bari Radio Gamma” e “Radio Città”.

E poi, cos’altro?

Poi, l’ultimo anno di liceo, Mingo decise di insegnarmi a fare imitazioni. Così, invece di studiare ci si esercitavamo in questo modo. Una delle mie prime imitazioni ricordo di averle fatte in una delle serate del mitico Enzo Zambetta, circa 30 anni fa.

A proposito, Mingo, anche lei è cresciuto con Zambetta?

Si, ero già semi professionista e lavoravo con Enzo Zambetta. Pensa che quando facevo “X” a scuola, andavo a trovarlo nel suo ufficio. Ricordo che una volta tre topini (piccoli ladri) cercarono di rapinarmi e lui venne in mio soccorso. Grande Enzo. A scuola facevo le imitazioni e con Zambetta facevo le serate.

Fabio, da quanto tempo conosce Mingo?

Ci conosciamo da 35 anni circa. Andavo in classe con lui dal primo liceo e ci vedevamo spesso anche per studiare. Pensare al Mingo del liceo significa ricordare la goliardia pura. Quanti ricordi tornano alla mente e quanti episodi!

Può raccontarne almeno uno?

Sicuramente. Per esempio, quando Mingo aveva un desiderio, se lo toglieva. Così, accadeva che se lui voleva mangiare della focaccia, usciva dalla scuola, andava al panificio, che era di fronte, comprava la focaccia e tornava a scuola, mentre la maggior parte degli studenti andava alle macchinette, ai distributori automatici.

In classe come era Mingo?

Uguale. Era seduto nelle retrovie e puntualmente cominciava ad imitare compagni di classe, professori e personaggi dello spettacolo, anche durante l’interrogazione. Ricordo, infatti, che mentre ero alla cattedra, Mingo si metteva, da sotto il banco, il cappellino di Lucio Dalla o di Adriano Celentano e poi usciva e cominciava con l’imitazione. Io scoppiavo a ridere tra le ire della professoressa che voleva spiegazioni. Così, io incolpavo Mingo e lui (che nel frattempo si era tolto il cappellino), ovviamente, negava tutto. Questo era uno dei momenti goliardici del Liceo.

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Ma, oltre alla goliardia, avete dimostrato anche grande sensibilità rispetto a temi importanti. Mingo, parliamo del suo video sull’Isis, che purtroppo continua a colpire e che racconta, con toni forti, ma anche con grande maestria, l’incubo attentati.

Grazie… è vero. L’altra caratteristica di Luciano è che c’è una satira politica particolare: i burattini e gli stand-up. Un genere, quest’ultimo, che nasce in America. Si tratta di comici di denuncia che stanno in piedi (stand-up), con un monologo di circa 2 minuti su fatti di attualità. Noi ne abbiamo fatto uno contro i Kamikaze che val la pena di ascoltarlo e che ha totalizzato circa 1.700.000 visualizzazioni.

Video https://www.youtube.com/watch?v=1z8hgUQTZ74

Ha paura?

Ma no… se lavoro con Boccasile, allora vuol dire che ho coraggio da vendere. No, scherzo, anche perché Massimo è davvero bravo.

Fabio, lei, invece, ha scritto un libro contro le discriminazioni. Può spiegare?

Il libro, intitolato “Sotto il segno della bilancia”, denuncia le discriminazioni che le persone obese sono costrette a subire quotidianamente e cerca di risolvere tante situazioni che non vanno bene.

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A chi possiamo consigliarlo?

E’ un libro che va bene a tutti, dai bambini agli adulti, operai e liberi professionisti. Ha vinto un premio letterario in Sicilia e diversi riconoscimenti, tra cui quello di “Cavaliere della pace”, nel comune di Assisi, perché il fine è dare una mano a chi ha bisogno, che è, del resto, quello che facciamo da 20 anni circa con “Striscia” e “Luciano” e che mi dà più soddisfazione.

Volete aggiungere qualcos’altro?

Si, ci teniamo. Un saluto da Fabio e Mingo a tutti i lettori e alla redazione dell’InternationalWebPost. Vi ringraziamo e vi baciamo uno per uno, anche se so che siete tantissimi, per la vostra attenzione.

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Data:

23 Luglio 2016