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Facciamo “outing” o “coming out”

Una volta per tutte chiariamo che “outing” e coming out” non sono assolutamente sinonimi e vanno utilizzati in contesti completamente diversi. Le due parole fanno riferimento a una situazione ben precisa: quella in cui si scopre che una persona è omosessuale. A seconda del modo in cui avviene questa scoperta bisognerà utilizzare “outing” o “coming out”.

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Nel primo caso è qualcuno che rende noto l’orientamento sessuale di un’altra persona, che si trova costretto a smentire o a confermare o comunque a prendere una posizione. Nel secondo caso, invece, tutto avviene spontaneamente è il diretto interessato a confessare il suo orientamento sessuale. Errori del genere imperano sia in tv che sui giornali, eppure le due parole indicano qualcosa di assolutamente diverso, addirittura contrario.

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Coming out deriva dall’nglese e significa “uscir fuori” che in italiano equivale a “dichiararsi” è un atto di consapevolezza e coraggio. Celebri coming out in Italia sono stati quelli di Tiziano Ferro, Lucio Dalla e il recentissimo caso del teologo Monsignor Charamsa che ha detto: “voglio che la chiesa e la mia comunità sappiano che sono un sacerdote omosessuale felice e orgoglioso”.

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Outing in inglese significa letteralmente “allo scoperto”, spesso utilizzata per umiliare o colpire una persona. Può essere considerata a tutti gli effetti una violenza della privacy. Ricky Martin è stato oggetto di outing per anni, dopo di che è venuto allo scoperto facendo coming out.

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Ma chi è stato il primo a fare outing, un certo Michelangelo Signorile giornalista gay statunitense di origini pugliesi. Nel 1993 nel suo celebre testo “Queer in America” ha svelato l’omosessualità di alcuni personaggi pubblici, non li ha sputtanati così sic et simpliciter, ma ha voluto smascherare una forma di ipocrisia, perché quei personaggi avevano votato contro l’omosessualità solo per proteggere la loro invisibilità. Ad esempio se un personaggio pubblico cattolico sostiene che l’adulterio è peccato e lo condanna, ma poi vive una relazione extraconiugale, secondo Signorile questo va raccontato, lo stesso vale per l’omosessualità, “ogni forma di ipocrisia deve essere denunciata pubblicamente”.

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Facendo una passeggiata nel web ho scoperto che esiste un videogioco che ti insegna la differenza e cosa si prova a fare coming out, si chiama “Coming out Simulator 2014″ è un gioco gratuito della durata di 15-20 minuti circa. Questo gioco autobiografico è stato ideato da Nicky Case, per esorcizzare una tormentata esperienza personale, per condividerla con il mondo e fare quindi da cassa di risonanza per tutti i giocatori Il videogioco ha due aspetti importantissimi rispetto ad altre forme di intrattenimento, ovvero l’immedesimazione totale e l’interazione che ti coinvolge, con lo scopo di farti capire o scoprire sulla tua pelle cosa si prova, la simulazione serve a veicolare le emozioni. Coming out ha avuto un successo inaspettato e incredibile, Case ha dichiarato:” sono arrivate un sacco di storie toccanti di persone stanche di vivere nella menzogna, persone costrette a portare un etichetta che non gli si addice”.

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Lasciamo a tutti gli esseri umani la libertà di emergere da soli come e quando vogliono e se lo credono, perchè le etichette sono per gli archivi, per i vestiti, ma non per le persone.

Data:

10 Ottobre 2015