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FASE 2 A RILENTO PER LO SPORT INDIVIDUALE E DI SQUADRA

È iniziata da un giorno la Fase 2 anche per lo Sport. Eppure, complice un ritardo anche nell’organizzazione delle società sportive non tutti gli atleti si sono potuti allenare come avrebbero voluto fare sin da ieri. Si assisterà, probabilmente, ad una ripartenza alla spicciolata, come del resto sta accadendo anche nel calcio.

La decisione del Governo di inserire in questa fase di ripresa anche lo Sport individuale e di squadra – accelerata dalle pressioni del mondo del calcio e dalle ordinanze regionali di Emilia Romagna, Campania, Lazio e Sardegna – è avvenuta anche grazie ad un lavoro meticoloso realizzato dal Politecnico di Torino con il Coni e CPI (Comitato Paralimpico Italiano). Si tratta di un rapporto di 404 pagine – dal titolo ‘Lo sport riparte in sicurezza’ – che delinea i fattori di rischio di ben 387 discipline sportive.

Per ognuna di esse – attraverso attente e specifiche analisi – sono stati valutati i rischi delle varie discipline sportive e di conseguenza indicate le varie misure di prevenzione e protezione necessarie per la ripartenza. Queste ultime, ovviamente, diventano sempre più rigorose man mano che aumentano i fattori di rischio.

Va da sé che c’è una differenza sostanziale, in ottica contagio, tra gli sport individuali e quelli di squadra.

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Tutti gli sport individuali come il nuoto, il tennis, il tiro con l’arco, la vela e la ginnastica artistica – per citarne alcuni – sono ovviamente – meno rischiosi perché più semplici da gestire sotto l’aspetto del distanziamento sociale, a differenza degli sport di squadra.

Nel nuoto che è uno sport individuale, per esempio, oltre alla sanificazione e ventilazione degli ambienti, bisognerà tener conto, in particolare, della densità di affollamento all’interno degli spogliatoi o palestre (di 5-7 metri quadri per persona) e della superficie per persona in acqua che è stata raddoppiata a 10 mq per gli atleti di riconosciuto interesse nazionale e a 7 mq per l’attività sportiva di base (compresa la didattica e la balneazione).

Ancora più semplice è il discorso riguardante il Tennis, considerato – insieme alla ginnastica artistica – lo sport individuale più sicuro in termini di distanziamento sociale. Per garantire la massima sicurezza nella lotta al COVID-19, tuttavia, si giocherà – riferisce la Gazzetta dello Sport – con palline individuali e con occhiali, mentre si terranno separate le panchine.

Per quanto riguarda, invece, gli sport di squadra e di contatto come il calcio e il rugby, ovviamente le probabilità di contagio aumentano proprio per l’impossibilità di osservanza delle regole di distanziamento sociale. Per questo le misure di prevenzione sono più capillari.

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Nel calcio come per gli altri sport di squadra, in effetti, le società oltre a prevedere la sanificazione delle strutture, dovranno garantire una serie di misure minime di prevenzione, protezione e monitoraggio costante per gli atleti, i quali si dovranno sottoporre a frequenti tamponi ed esami sierologici, fare le docce a casa o in albergo e altri accorgimenti basilari volti al raggiungimento della massima sicurezza.

Non a caso nella tabella stilata dal Politecnico di Torino – e riportata dalla Gazzetta dello Sport – figurano, fra gli sport più rischiosi, proprio quelli di squadra come la pallavolo (a più alto rischio) e poi, a scendere, il rugby, il basket, il judo, la boxe, il ciclismo e il calcio, fino ad arrivare al tennis e alla ginnastica artistica che hanno un grado di rischio quasi pari a zero. Si tratta di una media ottenuta incrociando alcuni fattori del distanziamento sociale – atleti, tecnici, arbitri e pubblico – con aree specifiche di riferimento: gli impianti, i campi di allenamento, le gare e altro ancora.

Premesso ciò, l’apertura agli allenamenti individuali non garantisce automaticamente la ripresa delle attività agonistiche, come ha precisato a più riprese il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. E dunque anche nel calcio resta ancora il nodo da sciogliere circa la ripresa del campionato.

Ma già in questa settimana si avranno, in tal senso, responsi importanti ad iniziare dai campionati di Germania e Inghilterra, decisioni che probabilmente indirizzeranno anche quelle di altri campionati.

(Foto da libertas.sm, meteoweb.eu e ilfogliettone.it – si ringrazia)

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Data:

5 Maggio 2020