Traduci

Fauci: “No a virus creato in laboratorio” (Altre News)

Fauci: “Non ci sono prove su virus creato in laboratorio”

Il Coronavirus creato in laboratorio? “Non ci sono prove scientifiche”. A sostenerlo è Anthony Fauci, membro della task force della Casa Bianca per l’emergenza Covid-19, in un’intervista a National Geographic.

Nei giorni scorsi il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di avere le prove sull’origine del virus in un laboratorio di Wuhan, una tesi supportata anche dal segretario di Stato Mike Pompeo che ha parlato di “indizi enormi” contro la Cina. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, invece, “il coronavirus è di origine naturale”.

Un pensiero a quanto pare condiviso da Fauci. “Se si guarda all’evoluzione del virus nei pipistrelli e a cosa c’è là fuori adesso”, l’evidenza scientifica “è fortemente incline a pensare che il virus non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente”, afferma Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases degli Stati Uniti. “L’evoluzione nel tempo indica fortemente che questo virus si è evoluto in natura e poi ha saltato specie”.

A preoccupare l’immunologo statunitense è invece il rischio di una seconda ondata di contagi nel prossimo autunno se gli Stati Uniti non riusciranno a contrastare in maniera efficace la diffusione del virus entro l’estate. “Non credo ci sia la possibilità che questo virus sparirà. E’ in circolazione e se ne avrà l’opportunità -avverte- ritornerà”.

Germania, Corte Costituzionale boccia (a metà) gli acquisti della Bce

E’ un si’ – limitato- e con molte riserve (che non ha caso ha ’congelato’ una seduta di Borsa partita in forte rialzo) e con un pesante monito al governo di Berlino quello arrivato dalla Corte Costituzionale tedesca chiamata a stabilire la legittimità del Pspp, il piano di acquisti lanciato ai tempi di Mario Draghi dalla Banca Centrale Europea. La corte di Karlsruhe si limita ad accettare le decisioni della Corte di Giustizia europea e a stabilire che il programma “non viola il divieto di finanziamento monetario” degli Stati membri. Ma nel giudizio odierno – che, si spiega, non riguarda le misure adottate nell’emergenza coronavirus – la Corte lancia pesantissime responsabilità al governo e al Parlamento tedesco affinche’ adottino misure contro il Pspp.

Il Programma di acquisti – ricordano i giudici tedeschi – è una decisione della Bce ’ultra vires’, ovvero “al di là dei poteri” della banca centrale. Ma, si osserva, visto che i trattati assegnano alla Corte europea il mandato di interpretare l’applicazione delle misure, va rispettata la decisione di legittimità adottata a suo tempo da quest’ultima. Anche perché – si sottolinea – “se ogni stato invocasse l’autorità di decidere della validità di atti dell’Ue, questo ne minerebbe la applicazione uniforme”.

“In linea di principio- osservano i giudici di Karlsruhe – alcune tensioni sono inerenti al progetto dell’Unione europea” e quindi “devono essere risolte in modo cooperativo, in linea con lo spirito dell’integrazione europea e mitigati attraverso il rispetto e la comprensione reciproci. Ciò riflette la natura dell’Unione europea, che si basa sulla cooperazione multilivello di Stati sovrani, costituzioni, amministrazioni e tribunali”. Tuttavia, è l’affondo della Corte tedesca, “la valutazione della Corte Europea di Giustizia non soddisfa i criteri di una revisione comprensibile” sull’effettivo rispetto da parte della Bce dei limiti del suo mandato. Anzi, si obietta, “contraddice l’approccio metodologico adottato dalla CGUE praticamente in tutti gli altri settori del diritto dell’UE”.

Un programma di acquisti di titoli di stato, come il PSPP, “che ha significativi effetti di politica economica richiede che gli obiettivi di politica monetaria del programma e gli effetti di politica economica siano identificati, ponderati ed equilibrati l’uno rispetto all’altro”, osservano i giudici tedeschi. Invece, “perseguendo incondizionatamente l’obiettivo di politica monetaria del Programma – raggiungere tassi di inflazione inferiori, ma prossimi al 2% – e ignorando i suoi effetti di politica economica, la Bce ignora palesemente il principio di proporzionalità” e le sue “decisioni controverse eccedono il mandato di politica monetaria” assegnato all’Eurotower.

Per la Corte “non è possibile determinare se il PSPP violi” la Costituzione tedesca o la responsabilità di bilancio del Bundestag, anche perché “non prevede un regime di condivisione dei rischi” fra la Bce e le singole banche centrali “che sarebbe anche inammissibile”. Tuttavia, è il monito dei giudici costituzionali tedeschi, “sulla base della loro responsabilità , il governo federale e il Bundestag tedesco hanno il dovere di adottare misure attive contro il PSPP nella sua forma attuale”. Parole molto dure che rischiano di mettere in forte difficolta’ la cancelliera Merkel nel momento in cui Berlino è chiamata a uno ’sforzo di solidarietà’ economica nei confronti dei partner europei colpiti dalla pandemia.

“La Bce prende atto della sentenza di oggi della Corte costituzionale federale tedesca in merito al Programma Pspp. Il Consiglio direttivo rimane pienamente impegnato a fare tutto il necessario nell’ambito del suo mandato per garantire che l’inflazione salga a livelli coerenti con il suo obiettivo a medio termine e che le azioni di politica monetaria intraprese nel perseguimento dell’obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi siano trasmesse a tutte le parti del economia e in tutte le giurisdizioni dell’area dell’euro”. Così in una nota il Consiglio direttivo della Bce.

Coronavirus, intelligence Usa e Gb: “Attacchi hacker a centri di ricerca”

Gruppi di hacker collegati a governi stranieri stanno tentando di violare i sistemi informatici di laboratori e centri di ricerca coinvolti nella risposta globale alla pandemia di coronavirus. E’ l’allarme lanciato da Stati Uniti e Gran Bretagna, che in un comunicato congiunto dell’US Cybersecurity and Infrastructure Security Agency e del National Cyber Security Centre britannico denunciano le azioni di pirati informatici che “stanno attivamente prendendo di mira organizzazioni coinvolte sia a livello nazionale che internazionale nella lotta al Covid-19”.

Secondo le agenzie Usa e Gb, gli attacchi farebbero parte di un’offensiva degli hacker per “ottenere informazioni di intelligence sulle politiche sanitarie nazionali o internazionali o acquisire dati sensibili sulle ricerche legate al Covid-19”.

A Kim Jong-un medaglia della Vittoria in Russia, ma a ritirarla è ministro

Il leader nordcoreano Kim Jong-un è stato insignito della Medaglia del 75esimo anniversario della Vittoria in Russia, per il suo “importante contributo alla commemorazione dei soldati sovietici morti per la liberazione della Corea dall’occupazione giapponese nel 1945 e alla conservazione dei siti in cui sono sepolti e dei memoriali in loro onore”, ha reso noto l’ambasciata russa a Pyongyang. L’onorificenza tuttavia non è stata consegnata a Kim direttamente. L’ambasciatore Aleksandr Matsegora l’ha offerta al ministro degli esteri Ri Yong-ho nel corso di una cerimonia che si è svolta a Pyongyang oggi.

Autore:

Data:

6 Maggio 2020