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“FERMATE QUESTO MASSACRO”

Ciò che sta accadendo nell’est Europa è qualcosa di drammatico, di indescrivibile, che riguarda tutta la civiltà umana. In questi giorni ci si affanna a fare il tifo per qualcuno, ma la vita umana, al di là del proprio credo politico, va sempre tutelata e solennizzata. Ogni civile che muore è uno schiaffo alla dignità dell’uomo, che oggi più che mai si riscopre un semplice numero piegato allo strapotere dei soliti noti. Dinanzi a tanta crudeltà non possiamo restare impassibili e osservare inermi: occorre agire con lucidità, scegliendo la strada della non violenza.

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L’Unione europea è nata proprio con la finalità di contrastare ogni ideale bellico nel Vecchio Continente. Una “promessa” che, purtroppo, non è stata mantenuta, visto che i grandi paesi europei hanno deciso di armare la resistenza ucraina per cercare di contrastare la Russia. Stiamo parlando di un conflitto che tiene col fiato sospeso non solo l’Europa, ma il mondo intero. Un conflitto che, certamente, sarà destinato a perdurare nel tempo, allontanando sempre più l’idea di una guerra lampo.

La Chiesa, nel suo magistero, ha sempre portato avanti l’ideale della pace, auspicando un serio dibattito focalizzato sul dialogo paritario e sulla cooperazione. I timori del Papa legati alla situazione attuale, dal punto di vista morale e spirituale, sono del tutto fondati. Indifferenza, fama di potere e vanagloria sono sentimenti che accomunano i potenti di turno, lasciando allo sbaraglio milioni di innocenti. Francesco rivolge un appello chiaro e toccante: “Col dolore nel cuore, unisco la mia voce a quella della gente comune che implora la fine della guerra. In nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi”.

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È un’esortazione non casuale, che ha come obiettivo quello di spingere i negoziati. La diplomazia vaticana punta tutto sui corridoi umanitari e sulle trattative, affinché l’immane tragedia attualmente in corso possa cessare. Indubbiamente, le conseguenze del conflitto bellico in Ucraina si riflettono anche sulla nostra economia, che già di per sé non gode di buona salute. Infatti, nonostante le molteplici preoccupazioni, il Papa chiede un ultimo sforzo al popolo cristiano, invitandolo a guardare negli occhi chi scappa con affetto fraterno: “Vorrei ancora una volta esortare all’accoglienza dei tanti rifugiati, nei quali è presente Cristo e ringraziare per la grande rete di solidarietà che si è formata”. Pertanto, ogni parola, ogni analisi e ogni considerazione va messa in secondo piano, perché è il tempo di far tornare la vita umana al centro del mondo.

Data:

13 Marzo 2022