Traduci

FESTIVAL DEL “BUON GIORNALISMO” A TRIESTE

A Trieste è stato preannunciato il Festival del buon Giornalismo che si svolgerà dal 22 al 25 aprile 2016 con la seconda edizione di “L.ink Premio Luchetta Incontra”. Sotto l’egida della Fondazione che ricorda il sacrificio di giornalisti morti in zona di guerra, rispettivamente: Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo uccisi dallo scoppio di una granata il 28 gennaio 1994 a Mostar, e Miran Hrovatin ucciso pochi mesi dopo a Mogadiscio; il Festival vuole essere estensione del Premio giornalistico internazionale Luchetta istituito già 13 anni fà per onorare la memoria degli stessi quattro colleghi deceduti nell’espletamento della loro professione quali inviati RAI. La testimonianza del loro sacrificio, quindi, fa da sfondo all’evento che si prefiggerà di rimarcare la necessità di una “buona” informazione, nel rispetto della verità e della dignità delle persone, con il coraggio di essere fedeli ai valori della propria professione, secondo la finalità più lata di perseguire intenti di giustizia e di pace.

cms_3418/foto_2_.jpg

Quest’anno, nel porgersi con innovativa modalità interattiva, il Festival potrà contare su una struttura di ben 500 mq che sarà approntata nella centralissima piazza della Borsa dove si avvicenderanno ospiti di rilievo in ogni campo della comunicazione: giornalisti, personaggi in auge nella conduzione di programmi radio-televisivi, scrittori di chiara fama, protagonisti della informazione internazionale; essendo affidata agli stessi l’interazione con il pubblico su argomenti di cronaca, nonchè di grande attualità e cultura con l’intento di fare informazione al meglio e di avvicinare, soprattutto i giovani, alla professione che sia svolta in maniera intelligente e stimolante; nel contempo, prefiggendosi di attrarre un pubblico che non sia solo cittadino ma anche quello dei turisti che non mancano mai nella mitteleuropea Trieste.

cms_3418/foto_3_.jpg

La trasmissione degli incontri (non meno di dieci per dieci ore al giorno) avverrà In diretta streaming sul sito www.ilpiccolo.it; prevedendosi anche una diretta twitter @premioluchetta, con il supporto di schermi e percorsi per immagini che, ogni giorno, dalla mattina sino a tarda sera, faranno da corollario: alla rassegna stampa livemattutina a cura di noti giornalisti; al commento live sui titoli delle maggiori TV News, a metà giornata; ai press lab-edutainment, per richiamare l’attenzione sugli attuali mezzi nel fare giornalismo; alle presentazioni dellenovità editoriali; ai talk, alle press conference in cui saranno annunciati i finalisti del Premio Luchetta 2016 e i vincitori del Premio “I Nostri Angeli” che , realizzato con Unicef Italia, presso il teatro Politeama Rossetti sarà al centro di una Serata celebrativa, ripresa e trasmessa da Rai1 nel prossimo mese di luglio.

cms_3418/foto_4_.jpg

Pertanto, nell’andare incontro al pubblico, questa seconda edizione Link vuole essere un “grazie” alla città di Trieste per la sua continua vicinanza alla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin; mentre, nell’andare incontro al “buon Giornalismo”, proprio in questa direzione si vuole additare la possibilità di cambiare in meglio la società dando spazio a personaggi che agiscano secondo coscienza influenzando in modo positivo.

cms_3418/foto_5_.jpgD’altra parte, si è fortemente voluto che addirittura da una tragedia nascesse una cosa bella come il Premio Luchetta al cui bando di concorso risalente allo scorso mese di Novembre si contano molte adesioni nonostante il periodo di crisi che investe la informazione; in attesa che in questo campo derivino nuove certezze dalla revisione della legge sull’Editoria, prevista in data del prossimo 22 Febbraio. Intanto, ispirandosi alla personalità travolgente di Marco Luchetta e dei suoi due colleghi con i quali ha perso la vita mentre filmavano i bimbi in trincea nelle zone devastate dalla guerra nella bosniaca Mostar, la Fondazione continua a crescere con i suoi progetti di allestimento di centri in cui si va incontro alle emergenze e necessità dei più piccoli, sempre i più indifesi; essendo stato aperto un canale di relazioni e supporto anche con la Palestina da cui sono pervenuti due bambini accuditi in un centro di accoglienza nel cuore di Trieste; le cui istituzioni, non da ultimo il Comune, porgono una “attiva” adesione laddove ci siano da alleviare situazioni di disagio.

cms_3418/foto_6_.jpg

In definitiva, nella città di Trieste, così come si spera possa divenire altrove, l’uso della “memoria” non vuole imbalsamare il passato fissando chi non c’è più al momento della morte; bensì, come è stato messo in rilievo, il ricordo è fatto strumento di un continuare ad “esserci” attraverso la testimonianza del proprio vissuto. Altresì, nell’intento di illuminare realtà magari cancellate e, anche al di là della città di Trieste, accendendo i riflettori sulle situazioni di giornalisti, fotoreporters, inviati che in tanti paesi e nelle più diverse circostanze sono caduti o sono stati fatti prigionieri; il Premio Luchetta e il Festival del Buon Giornalismo usano positivamente la memoria come strumento per “rischiarare” il futuro con i fulgidi punti di riferimento di chi, con il proprio sacrificio, ha “illuminato” il valore fondante di una delle più belle professioni: il Giornalismo che, basato su quell’interfacciarsi della comunicazione umana, se ben fatto, da senso alla vita stessa.

Autore:

Data:

13 Febbraio 2016