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Fico: “Dialogo 5S-Pd avviato”

Fico: “Dialogo 5S-Pd avviato”

cms_9058/fico_26_4_adn.jpgIl dialogo tra M5S e Pd è avviato, il mandato di Roberto Fico ha avuto “un esito positivo”. A riferirlo è stato lo stesso presidente della Camera, al termine del colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il mandato che mi ha affidato il Presidente della Repubblica ha avuto un esito positivo e si conclude oggi, ovvero è avviato il dialogo tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico” ha detto Fico. “Nei prossimi giorni – ha ricordato – ci sarà anche un dialogo all’interno del Movimento e del Partito democratico. Credo che sia importante, ragionevole e responsabile rimanere sui temi, sui programmi che sono il centro degli interessi di tutti i cittadini italiani”.

“L’ottimismo del presidente Fico è sorprendente – ha commentato il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci – Con la logica del fatto compiuto non si va da nessuna parte. La direzione del Pd, che è una cosa seria, dovrà decidere se aprire o meno un confronto con il Movimento 5 Stelle. A questo proposito va ricordato che le distanze programmatiche erano e restano profonde”.

MARTINA – Il presidente della Camera è salito al Colle al termine del secondo round di consultazioni con Pd e M5S. Il reggente del Pd, Maurizio Martina, ha parlato di passi avanti, ribadendo che ogni decisione verrà presa in Direzione. “Riconosciamo e registriamo passi in avanti importanti, che vogliamo riconoscere, in particolare rispetto ad alcune richieste fondamentali che avevamo avanzato già al primo giro di consultazioni, chiudere la fase di confronto che il M55 aveva con il centrodestra e sul quale sono arrivate parole definitive, molto importanti, che vogliamo riconoscere come fatto politico” ha detto Martina dopo l’incontro con Fico.

Non nascondiamo le difficoltà e le differenze che animano questo confronto tra noi, è giusto dirlo per serietà verso il Paese – ha puntualizzato il reggente Pd – Siamo forze diverse, che hanno espresso ed esprimono anche punti di vista molto differenti ma questo non esclude la possibilità di riconoscere i passi in avanti”. “Abbiamo deciso di convocare la Direzione nazionale il 3 maggio – ha aggiunto Martina – in quella sede decideremo come sappiamo fare, come partito, come comunità, se e come accedere a questo confronto”.

DI MAIO – Poi è stata la volta dei Cinquestelle. Luigi Di Maio, a margine delle consultazioni, ha ribadito che senza intesa si torna al voto ed ha chiesto uno “sforzo” ai dem. “Vogliamo risolvere problemi che non sono stati risolti per 30 anni. Non siamo autonomi”, per questo “pensiamo a un buon contratto di governo al rialzo per risolvere i problemi degli italiani“. Un governo di questo tipo, semmai vedrà la luce, “sarà una novità assoluta e non sarà in continuità coi governi del passato” ha detto Di Maio.

“Certo – ha aggiunto – bisogna fare uno sforzo nella direzione del cambiamento. E anche al Pd chiedo lo sforzo di non entrare nella logica per cui il Movimento 5 Stelle debba negare le battaglie storiche del passato”. “Abbiamo questa opportunità, se non si riescono a fare le cose si torna al voto” ha rimarcato ancora una volta il capo politico del M5S.

SALVINI – Matteo Salvini, dal canto suo, alla domanda se si consumerà lo strappo con Silvio Berlusconi ha rivendicato la coerenza, auspicando che “non duri troppo” quella che ha definito “la telenovela Di Maio-Renzi, Renzi-Di Maio…”.

“Gli italiani hanno votato un programma e una squadra e io non tradisco quel programma e quella squadra. Punto” ha scandito lasciando il Palazzo dei gruppi parlamentari. “Voglio dare un governo agli italiani e farlo in fretta. Io non chiudo in faccia la porta a nessuno – ha poi sottolineato il leader della Lega – Né ho forni, né panini da offrire. Però, non vedo l’ora di passare dalle parole ai fatti”.

Tasse, quanto pesano sullo stipendio

cms_9058/acciaio_operaio_Afp.jpgCon un cuneo fiscale del 47,7% per un lavoratore single l’Italia si colloca al terzo posto tra i Paesi dell’area Ocse, superata solo da Belgio (53,7%) e Germania (49,6%). A certificare il poco invidiabile ’podio’ è l’Ocse nel rapporto ’Taxing Wages 2017’: nell’area dell’organizzazione la media per i lavoratori single è di un carico – fra tasse e i contributi sociali su lavoratore e datore di lavoro – al 35,9%. Sia per il nostro Paese che per l’intera area Ocse il dato 2017 è in calo marginale (0,1 punti) rispetto all’anno precedente.

Quando si passa al lavoratore in un nucleo di 4 persone il cuneo fiscale per l’Italia scende al 38,64% (praticamente immutato rispetto all’anno precedente): anche qui resta sui 12 punti la distanza con la media Ocse del 26,1%. L’Italia peraltro è nel novero dei 10 paesi in cui i contributi di previdenza sociale superano il 20% (il top in Francia con un carico del 26%).

UNIMPRESA, NECESSARIA RIFORMA FISCALE – Per il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci l’Ocse dimostra la necessità “di una riforma fiscale seria volta alla riduzione delle tasse sulle imprese e pure sulle famiglie. L’Italia è ampiamente sopra la media globale per quanto riguarda il cuneo fiscale e il gap è un fattore di competitività assai penalizzante per il nostro Paese”. “La crescita economia ha bisogno di un impulso fortissimo che potrebbe arrivare proprio dall’abbattimento del peso dei tributi sul costo del lavoro. Ci sarebbero benefici diretti sia sui costi aziendali, che calerebbero, sia sulle buste paga dei lavoratori, che aumenterebbero immediatamente. Tutto questo – prosegue Pucci – con effetti positivi sul prodotto interno lordo, grazie soprattutto alla potenziale crescita degli investimenti e all’incremento dei consumi delle famiglie”.

CONSUMATORI – “I dati di oggi confermano che urge una riforma fiscale per aumentare la busta paga netta che i lavoratori effettivamente incassano” dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, in questi anni di crisi, è mancata una politica dei redditi e la concertazione tra imprenditori e sindacati non ha funzionato. Non ci sono stati i rinnovi contrattuali, a cominciare dal pubblico impiego e questo ha dissanguato i lavoratori, impoverendoli”, aggiunge Dona. “Anche se ora i rinnovi stanno arrivando, è di tutta evidenza che vanno cambiate le regole troppe discrezionali che governano l’adeguamento degli stipendi al costo della vita. Serve il ripristino della scala mobile all’inflazione programmata. Altrimenti – continua il presidente dell’Unc – se gli stipendi e le pensioni restano al palo, mentre le tariffe ed il costo della vita salgono, i consumi della famiglie non potranno mai decollare”.

CGIL, PRESSIONE FISCALE VA RIDOTTA – “La pressione tributaria sul lavoro va ridotta – sostiene la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi -, a partire da un aumento delle detrazioni per i lavoratori, utile per rilanciare i consumi e sostenere la domanda interna”. “Il vero problema che emerge dai dati di oggi è che l’Italia è 17esima per livello del costo del lavoro e 19esima per livello della retribuzione”, aggiunge Fracassi. Per la dirigente sindacale “bisogna smetterla di parlare di cuneo fiscale in ragione della competizione sul costo del lavoro. Occorre, invece, aumentare le retribuzioni e, in generale, i redditi da lavoro, cominciando col migliorare la qualità, i diritti e le tutele di tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che non ne hanno abbastanza per essere considerati ’dignitosi’. Così facendo – conclude Fracassi – aumenterà la qualità anche del nostro sistema produttivo”.

Maturità, al via il toto esame

cms_9058/maturita_versione_fg.jpgSoprattutto Luigi Pirandello, ma anche Svevo e Dante. Sono gli autori da prima prova più papabili, secondo i maturandi che comunque non escludono sorprese. Per le ricorrenze storiche spiccano i 70 anni della Costituzione italiana, mentre l’attualità disorienta visto che la morte di Hawking, la violenza sulle donne, il bullismo e la questione siriana hanno pari quotazioni. E’ quanto emerge dal toto-esame di Skuola.net basato sulle risposte di oltre 2mila maturandi intervistati.

Per l’analisi del testo Pirandello è il grande favorito. “Tra l’altro – fa notare Skuola.net – è dal lontano 2003 che Pirandello non fa capolino tra le tracce di maturità, pur essendo molto acclamato dagli studenti. Quanto basta per renderlo ancora più lanciato”. Sul secondo gradino del podio del toto-esame salgono, con l’11% dei voti, altri due autori cardine del programma di letteratura italiana: Italo Svevo (uscito l’ultima volta nel 2009) e Dante Alighieri (protagonista nel 2005 e nel 2007).

I poeti simbolo del ‘900 vengono relegati nelle retrovie (pur essendo degli habitué dell’esame di Stato): Ungaretti si ferma all’8%, Montale al 7%, Saba e Quasimodo al 4%. La prima volta di una donna? Per i maturandi è ancora presto: Grazia Deledda, Elsa Morante, Alda Merini e Oriana Fallaci non vanno oltre il 3%.

Più probabile che capiti, nuovamente, un outsider (come Caproni nel 2017 e Magris nel 2013): la pensa così il 50% del campione. Un altro dei capitoli che scatena le ipotesi della vigilia della maturità riguarda le ricorrenze, più o meno recenti, che potrebbero rientrare nella categoria ‘saggio breve’ o in quella ‘tema storico’.

Anche su questo i ragazzi non hanno dubbi: una traccia sui 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione se l’aspettano in parecchi, più di 1 su 5 (il 21%). D’altronde se n’è parlato tantissimo durante gli ultimi mesi. E il ministero dell’Istruzione ha persino fatto consegnare una copia della nostra Carta fondamentale a tutti gli studenti, spingendo le scuole a spiegarne i contenuti.

Le alternative? Sono temi legati in maniera ancora più stretta al programma di storia: i 100 anni dalla battaglia di Caporetto (che, essendo dell’ottobre 1917, ha fatto molto discutere durante quest’anno scolastico) e gli 80 anni dalle leggi razziali (introdotte dal fascismo nel ’38), con il 13%, sono le seconde scelte. Affiancate, sempre al 13%, dall’unico evento veramente recente: i 20 anni dalla nascita di Google.

Ma l’attesa per lo scritto d’italiano è soprattutto per gli argomenti più imprevedibili, quelli di strettissima attualità. Tra gli studenti, secondo Skuola.net, emerge un tema forte: la morte dell’astrofisico Stephen Hawking, il femminicidio e la violenza sulle donne, l’immigrazione, la questione siriana, il bullismo, la crisi dell’Unione Europea, le elezioni in Italia, Facebook e la privacy, l’industria 4.0 e i robot, il testamento biologico, sono tutti spunti più o meno alla pari.

Stesso discorso per le ricorrenze legate ai personaggi famosi: tra i più gettonati ci sono i 50 anni dalla morte di Martin Luther King (11%), i 200 anni dalla nascita di Marx (11%), i 40 anni dal sequestro Moro (10%), i 100 anni dalla nascita di Nelson Mandela (10%). Anche se, alla fine, prevalgono i 200 anni dall’Infinito di Leopardi (13%). Dimostrando come, ancora una volta, l’attenzione è quasi tutta per quello che si fa in classe.

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27 Aprile 2018