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FINANZA ED ETICA

Finanza: la disciplina economica che studia i processi e le scelte di investimento, soffermando l’analisi sul lato prettamente tecnico delle attività oggetto dell’investimento stesso. Etica: la branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti secondo un ideale modello, come una morale.

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Questi due mondi, apparentemente distanti e incompatibili tra loro, si intrecciano in uno dei fili conduttori della serie tv Sky Original “Diavoli” (basata sull’omonimo romanzo di Guido Maria Brera), il cui sottotitolo è non a caso “Il prezzo del potere”. Dominic Morgan (interpretato da Patrick Dempsey) apre la prima puntata con queste parole: “La finanza è come l’acqua, nessuno la vede ma noi ci nuotiamo; e spetta a noi farle prendere la direzione giusta”. Posto che “giusto”, in questo caso, non è quasi mai sinonimo di “logico”; anzi, spesso e volentieri, ne rappresenta il contrario. Questo contrario viene magistralmente espresso dal termine tecnico “shortare”, introdotto dal protagonista Massimo Ruggero (Alessandro Borghi). Nel gergo economico (che lo traduce in italiano come “vendita allo scoperto”) indica un’operazione che consiste nella vendita di titoli non direttamente posseduti dall’azionista, bensì presi in prestito grazie ad un versamento di un corrispettivo pecuniario. L’intento, ovviamente, è ottenere un profitto a seguito di un movimento al ribasso in una borsa. È un’operazione di tipo assolutamente speculativo, oltre che estremamente pericolosa, orientata solo al breve termine: ci si muove sul filo del rasoio, ma, in caso di successo, i profitti sono praticamente fuori scala.

Diventa un gioco del quale si rispettano le regole, il cui codice è scritto dal giocatore stesso. L’obiettivo primario è portare soldi alla propria banca, anche con il rischio di rovinare i propri partner. D’altronde, parafrasando i dialoghi dei vari personaggi, “in mezzo alla corrente devi pensare a salvare prima te stesso, e poi gli altri”. Anzi, come dice Brera in un’intervista, “di troppa acqua si muore e di poca acqua si muore ugualmente; ciò significa che bisogna essere molto bravi a guidare la finanza quando veramente se ne ha bisogno: portare soldi dove c’è bisogno di soldi, dove ci sono le idee”.

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Occhio, però, a non interpretare tutto questo come “cattivo” e “distruttivo”: se è pur vero che qualora una delle componenti della grande macchina finanziaria diventi tossica possa venir eliminata (come dimostra il caso della Grecia del 2011, anno nel quale è ambientata la narrazione), è anche vero che sull’economia e sulla finanza si reggono le sorti del mondo. Purtroppo o per fortuna (dipende dalle prospettive), quando c’è in gioco la sopravvivenza, l’etica vacilla. Ma non scompare, come la serie insegna, perché il passo che trasforma da “salvatori” a “diavoli” è tanto breve quanto impercettibile da compiere.

Data:

18 Maggio 2020