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Fine vita a un passo, Ius soli stop

cms_7836/ius_soli_ftg41.jpgLa legge sul fine vita sembra ormai a un passo. Con l’appoggio del M5S e con i voti del Pd e della sinistra potrebbe farcela a diventare legge prima di fine legislatura. L’accordo c’è, il timore di molti è che non regga. Discorso più complesso per lo ius soli. Il ddl sulla cittadinanza è di quelli a forte richiamo elettorale, il centrodestra è sulle barricate da mesi: difficile veda la luce. “Noi lavoriamo su entrambi i fronti – assicura il ministro e vicesegretario dem Maurizio Martina, intervistato da Repubblica – Non esiste una classifica, ci proviamo fino in fondo. Anche politicamente sono questioni differenti, perché il biotestamento è una materia che ha una sua trasversalità particolare”.

Ilva, governo congela la trattativa

cms_7836/ilva_gasometro.jpg“La trattativa sull’Ilva è sospesa e quindi congelata fino alla decisione del Tar”. Ad annunciarlo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che sottolinea: “Speriamo che gli investitori ora non scappino”.

Chi ipotizza l’Ilva decarbonizzata fa solo una battaglia ideologica – ha proseguito il ministro – Così si costruiscono le campagne elettorali”. “Non diamo la guazza a queste cose che non esistono”, ha aggiunto Calenda. Perché “la decarbonizzazione è una balla, è una fuga dalla realtà fatta sulle spalle dei 15mila lavoratori. Chi pensa che l’Ilva possa andare senza carbone sta dicendo una balla colossale, perché non esiste in nessun posto al mondo. E’ una fuga dalla realtà pensare che si possa produrre quelle quantità di acciaio con il gas”.

E’ giallo sul bonus bebè

cms_7836/passeggino6_fg.jpgE’ giallo sul bonus bebè. L’emendamento al ddl bilancio, approvato dalla commissione Bilancio del Senato, prevede che l’assegno venga stanziato per il primo anno di vita del bambino. Consultando le coperture, però, emerge che la misura sarebbe coperta per i primi tre anni di vita: infatti si passa dai 165 milioni del 2018 a 195 milioni nel 2019 e 228,5 milioni a partire dal 2020.

Le spese indicano, quindi, che per il primo anno si stimano delle uscite che crescerebbero l’anno successivo, per il sommarsi dei bambini nati nel 2018 che continuerebbero a prendere l’assegno anche nel 2019, e crescono ancora il terzo anno, per effetto dei bambini nati nei primi due anni, a cui si sommano quelli nati nel terzo anno.

Dal 2020 in poi la copertura si stabilizza, per la fine dell’erogazione dell’assegno per i nati nel 2018.

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29 Novembre 2017