Traduci

Fire and Fury arriva in Italia

Ha venduto oltre un milione di copie in meno di due settimane, ha diviso l’opinione pubblica del mondo intero e, cosa forse più importante di tutte, ha dato vita a una profonda crisi nell’amministrazione americana. Non c’è dubbio del fatto che Fire and Fury sia ad oggi uno dei più clamorosi casi editoriali del 2018. Per alcuni è un’opera destinata a entrare nella storia grazie alle sue rivelazioni sconvolgenti, per altri solo un tentativo da parte dell’autore di ottenere una facile pubblicità attaccando il presidente Trump. Comunque la si pensi, i numeri parlano chiaro nel dire che Fire and Fury è in questo momento il libro più richiesto al mondo. Nelle ultime settimane, a New York, Los Angeles e Londra (il libro è arrivato nel Regno Unito il 10 gennaio) migliaia di lettori, di appassionati di politica o più semplicemente di persone curiose di leggere il tanto discusso saggio, si sono affollate fuori dalle più importanti librerie cittadine creando interminabili code. Una simile “guerra” per aggiudicarsi le copie di un libro, in un’epoca in cui di fatto le persone che leggono sono sempre meno, non si vedeva dal 2007, cioè da quando è arrivato nelle librerie l’ultimo capitolo della saga di Harry Potter. Il successo è stato tale da costringere la casa editrice di appartenenza (la Henry Holt and Company) a disporre quasi immediatamente una serie di ristampe del libro, la cui tiratura iniziale era destinata ad essere di “sole” 150.000 copie. Ovviamente, non è stato semplice procedere così frettolosamente a un simile lavoro di ristampa, ma è altrettanto ovvio che qualunque editore sarebbe ben felice di avere ogni giorno problemi del genere.

cms_8202/2.jpg

Migliaia di persone, spinte dall’ansia di acquistare in tempo il volume, sono arrivate perfino …ad acquistare il libro sbagliato! Alcuni anni fa è infatti stato pubblicato un saggio dello scrittore canadese Randall Hansen che, pur parlando dei bombardamenti degli alleati in Germania, per un’incredibile coincidenza si intitola come il più famoso libro di Michael Wolff, Fire and fury. Negli Stati Uniti in molti hanno confuso le due opere acquistando involontariamente quella dello scrittore canadese, la quale, dopo essere caduta nel dimenticatoio per quasi dieci anni, è improvvisamente tornata ad essere un best seller su Amazon. “(La situazione) mi ha divertito e mi ha fatto pensare: davvero le persone sono così sciocche da confondere questi libri?” si è chiesto Hansen.

cms_8202/3.jpgIl successo che Fire and fury (quello di Wolff!) ha avuto in patria, ha portato le case editrici di tutto il mondo ad una spietata corsa per arrivare ad acquisirne i diritti e poterlo ripubblicare nel proprio Paese. Oltre al già citato Regno Unito, sono già oltre venti le nazioni in cui il libro verrà messo in vendita nei prossimi mesi, tra cui spicca la Francia, dove il saggio uscirà il 22 febbraio, edito da Laffont (per intenderci, la prima casa editrice che tradusse le opere di Primo Levi in francese.)

E L’Italia? Non è rimasta certo a guardare. Il prossimo 13 febbraio, la Rizzoli pubblicherà infatti la versione italiana di “Fire and Fury: inside the Trump white house” o, come forse dobbiamo abituarci a chiamarlo: “Fuoco e Furia: dentro la casa bianca di Trump.”

Siamo eccitati e orgogliosi di offrire al pubblico quest’opera” ha dichiarato il direttore di Rizzoli Trade. Una vittoria importante, un successo che simbolicamente – almeno questo è ciò che si augurano gli amanti dell’editoria italiana – potrebbe rappresentare per la casa editrice milanese la fine di un lungo periodo di difficoltà finanziarie, caratterizzato, tra le altre, dall’addio di Fca alla Rizzoli nel 2016.

cms_8202/4.jpgAd ogni modo, le buone notizie non sembrano finire qui per gli appassionati. In occasione dell’uscita di “Fuoco e Furia”, l’autore del libro Michael Wolff sarà in Italia. Non sono ancora stati resi noti i dettagli circa la data e il luogo dell’incontro; ciò che è certo, è che già in passato il saggista americano aveva espresso parole di ammirazione per il nostro Paese, ammettendo di prediligere in particolar modo la città di Venezia… che sia proprio il capoluogo Veneto a ospitare la prima presentazione del suo libro?

Numerose sembrano essere fin da ora anche le speculazioni in merito agli argomenti che Wolff deciderà di affrontare con la stampa italiana una volta giunto nel bel Paese: si limiterà alle solite dichiarazioni formali o si avventurerà in discorsi politicamente scorretti? Indubbiamente, nell’arco della sua carriera, Wolff non ha mai temuto di esternare la propria opinione liberamente, con uscite che spesso hanno fatto discutere.

cms_8202/5.jpg

Nel 2010, il giornalista aveva accusato alcuni colleghi del New York Times di aver approfittato del “phone hacking scandal” (uno scandalo in merito alle intercettazioni telefoniche) per sfogare il proprio rancore e le proprie antipatie personali nei confronti dei colpevoli.

Nel 2008, invece, lo scrittore aveva pubblicato “The man who own the news” (l’uomo che possiede le notizie), una biografia autorizzata del magnate dell’editoria Rupert Murdoch, frutto di più di cinquanta ore di intervista fra i due. Fin qui nulla di strano, se non fosse che alla lettura dell’opera, forse a causa di alcuni commenti sulla sua famiglia, il tycoon australiano avrebbe deciso di ripudiare il libro e di prenderne le distanze.

Un episodio che ricorda in maniera sorprendente quanto sta accadendo in questi giorni con Fire and Fury. Se da un lato, infatti, quest’ultimo progetto era partito con l’innocente intenzione di raccontare dall’interno i primi cento giorni dell’amministrazione Trump, ben presto Wolff ha iniziato a espandere il proprio campo di ricerca, indagando in maniera sempre più approfondita su questioni relative alla vita sia pubblica che privata dello staff del Presidente, arrivando ad ottenere (forse in maniera da lui stesso inaspettata) una serie di dichiarazioni da parte della casa Bianca che sono state puntualmente inserite nel libro.

cms_8202/6.jpgIl racconto di Wolff sembra descrivere un’amministrazione americana completamente divisa al suo interno. La figlia di Trump, Ivanka, viene descritta come una donna ambiziosa, tanto da mirare un giorno alla presidenza oggi occupata dal padre; il marito di lei, Jared Kushner, viene accusato di sapere molto più di quanto non ammetta sul Russiagate. Ma l’uomo preso di mira dal libro, che più di tutti ha fatto le spese dal polverone sollevatosi nelle ultime settimane, è Steve Bannon, ex consigliere di Trump, il quale avrebbe definito il Presidente un uomo incapace di guidare il Paese. Proprio per questo, Bannon è stato allontanato dalla redazione di Breitbart News, che viceversa nutre una profonda stima per il Capo di Stato.

Immediatamente, l’amministrazione americana ha smentito ognuna delle rivelazioni di Wollf, dicendo che l’autore “scrive volontariamente cose false.” Quest’ultimo ha a sua volta replicato asserendo che non ha alcuna intenzione di ritrattare quanto scritto.

cms_8202/7.jpg

Ad ogni modo, le polemiche e le valutazioni soggettive su Michael Wolff, non devono far passare in secondo piano quelle che sono le sue abilità giornalistiche; nel corso degli anni, l’autore ha infatti ricevuto ben due National magazine awards, oltre a un Mirror award; collabora con Usa Today, con l’Holywood reporter, ed è uno dei più apprezzati redattori della versione inglese del magazine maschile GQ.

L’auspicio che possiamo avanzare è che la sua presenza possa essere un modo per alimentare un sano e costruttivo dibattito sulla libertà di stampa e per confrontare opinioni diverse tra loro. Bisogna dunque essere lieti del fatto che “Fire and fury” giungerà presto in Italia, a condizione che quest’opportunità non si trasformi in uno scontro ideologico del peggior tipo possibile, come forse, da un po’ di tempo, sta già accadendo negli Stati Uniti.

Data:

17 Gennaio 2018