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Fitch conferma il rating dell’Italia (Altre News)

Fitch conferma il rating dell’Italia

L’agenzia Fitch conferma il rating dell’Italia a ’BBB-’; l’outlook è stabile. Lo rende noto l’agenzia di rating internazionale che quindi conferma il rating dopo che il 28 aprile aveva abbassato da ’BBB’ a BBB-’. Fitch conferma le stime sul Pil che prevede un calo del 9,5% per il 2020 e una ripresa a +4,4% nel 2021 e +2,1% nel 2022. La crisi del Covid-19 “ha messo a dura prova l’economia italiana” e le misure decise per far fronte alla pandemia “hanno portato ad un calo del Pil del 5,3% nel primo trimestre del 2020, il più forte registrato nella zona euro”. Nel secondo trimestre “si registrerà una contrazione del Pil ancora più forte rispetto ai primi tre mesi del 2020. Ma si prevede che la crescita tornerà positiva nel secondo semestre del 2020”.

Industria, a maggio balzo produzione: +42,1%

A maggio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 42,1% rispetto ad aprile. Lo rileva l’Istat.

“Dopo la forte flessione registrata ad aprile, mese caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all’emergenza sanitaria, a maggio si assiste ad una significativa ripresa delle attività: tutti i comparti sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione”. E’ il commento dell’Istat ai dati diffusi. “Il livello della produzione, peraltro, -rileva l’Istat- risente ancora della situazione generata dall’epidemia di Covid-19: l’indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l’emergenza sanitaria”.

Nella media del periodo marzo-maggio, il livello della produzione industriale cala del 29,9% rispetto ai tre mesi precedenti, rileva ancora l’Istat.

L’Istat rileva che l’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti: aumentano in misura marcata i beni strumentali (+65,8%), i beni intermedi (+48,0%), i beni di consumo (+30,8%) e, con una dinamica meno accentuata cresce l’energia (+3,4%). Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2020 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 20,3% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di maggio 2019). Forti flessioni tendenziali caratterizzano tutti i principali comparti; il calo è meno pronunciato solo per l’energia (-7,2%), mentre risulta più rilevante per i beni strumentali (-22,8%), i beni intermedi (-22,4%) e quelli di consumo (-18,7%), aggiunge l’Istituto.

In tutti i principali settori di attività economica, l’Istat rileva che si registrano diminuzioni tendenziali. Le più accentuate sono quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto (-37,3%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-34,1%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-24,8%); i cali minori, invece, si osservano nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-4,2%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-5,2%).

Nel corso della fase di rilevazione dei dati, per il mese di maggio, non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. Sono state, comunque, messe in atto delle azioni in fase di elaborazione dei dati per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo, sottolinea l’Istat.

Autostrade, Cancelleri: “Benetton fuori o revoca”

“È chiaro che c’è una forte criticità tra i partiti di governo, questo è il tema dove forse siamo più distanti e sul quale dobbiamo trovare una quadra”. Lo dice Giancarlo Cancelleri, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito alle concessioni autostradali ad Aspi, nel corso della trasmissione in Viva voce su Radio 1. Per Cancelleri le possibilità sono due: “O i Benetton devono andare fuori da Aspi oppure la revoca delle concessioni, una delle due soluzioni è imprescindibile”

“I Benetton hanno utilizzato un bene dello Stato e dei cittadini intascando profitti e dimenticandosi invece non solo di fare i controlli di sicurezza, che venivano taroccati, ma soprattutto di andare a fare poi gli interventi di manutenzione per mettere in sicurezza la strada. In una parola non hanno garantito non solo i beni dello stato ma anche la sicurezza dei cittadini”, ha detto ancora il viceministro, aggiungendo: “Il Pd ed Italia viva smettessero di frenare: a noi basta che i Benetton escano dalla concessione, la riduzione dei pedaggi e la delegificazione della concessione stessa. Smettiamola di dare concessioni per legge, utilizziamo un decreto da parte del ministero in modo che possano essere revocate”.

Covid, stop ingressi in Italia da Paesi a rischio fino al 14 luglio

A seguito dell’ordinanza di ieri del Ministro della Salute emanata al fine di contenere la diffusione del Covid-19 in Italia, l’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha informato, nella serata di ieri, 9 luglio, tutte le compagnie aeree italiane e le compagnie straniere operanti in Italia in merito ai contenuti della predetta ordinanza disponendone l’immediata applicazione. Lo comunica l’Enac. Di conseguenza nessun passeggero proveniente direttamente o indirettamente dai Paesi sotto elencati potrà entrare in Italia fino al 14 luglio prossimo: Armenia, Barhein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Domenicana. Tale restrizione si applica anche alle persone che negli ultimi quattordici giorni hanno soggiornato o sono transitate nei predetti Paesi.

A prescindere dai Paesi sopra richiamati, l’ingresso in Italia dall’estero è condizionato al rilascio di una dichiarazione al vettore o ai soggetti delegati ai controlli di non aver soggiornato o di non essere transitati in uno dei Paesi presenti nell’elenco, negli ultimi quattordici giorni antecedenti. L’ordinanza sarà in vigore fino al 14 luglio prossimo. L’Enac ha disposto che le compagnie interessate informino i passeggeri delle nuove disposizioni i quali saranno rimpatriati a spese dei vettori che li dovessero accettare a bordo.

Aspi, “Tomasi non aveva competenza su barriere fono-assorbenti”

“In merito ad alcune notizie di stampa riguardanti il coinvolgimento dell’Ing. Roberto Tomasi in un’indagine riguardante la conformità dell’installazione di alcune barriere assorbenti sulla rete autostradale, si evidenzia che l’ad ha già avuto modo di chiarire ampiamente all’Autorità Giudiziaria la propria posizione”. E’ quanto precisa Autostrade per l’Italia in una nota. “Nell’incontro – che si è tenuto lo scorso gennaio 2020 presso la Procura di Genova – l’Ing. Tomasi, nello spirito di massima trasparenza, ha prestato piena collaborazione, fornendo ogni informazione disponibile, utile alla specifica indagine”, riferisce Aspi.

Tomasi, spiega ancora la società, “ha chiarito che la sua partecipazione al Comitato Grandi Opere di Aspi avveniva solo con la finalità di presentare alcuni progetti di potenziamento della rete di cui, al tempo, aveva diretta competenza. Di tali progetti non hanno mai fatto parte le barriere fono-assorbenti oggetto di indagine – installate su 60 km su un totale di 3.000 km della rete Aspi – rispetto alle quali Tomasi non ha mai avuto alcuna responsabilità diretta o indiretta”.

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10 Luglio 2020