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FORSE ABBIAMO UN PROBLEMA, FORSE ABBIAMO LA SOLUZIONE

Forse abbiamo un problema, forse abbiamo la soluzione.

Entrambe sono stati evidenziati da Jeremy Rifkin. Da quel che vedo o sono pochi i governanti ad averlo letto, o sono pochi quelli che hanno capito qualcosa.

Il petrolio, oltre che ad essere fondamentale per le comunicazioni, lo è per il mantenimento della produzione agricola e per l’alimentazione del sistema elettrico che ci fornisce, energia, calore e luce.

Se questi sistemi si bloccassero, l’intero organismo sociale crollerebbe.

La Sears Tower, il grattacielo più alto di Chicago (e lo fu del mondo dal 1973 al 1998) consuma ogni giorno più energia di una città di 150.000 abitanti.

Delle 13 nazioni che aderiscono all’Opec, 10 sono musulmane. Petrolio e Islam sono indissolubilmente legati. Il destino dell’uno determinerà, in larga misura, quello dell’altro.

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Lo scorso 3 aprile l’Opec ha turbato il mercato con un taglio della produzione di petrolio da oltre un milione di barili al giorno, deliberato a sorpresa e con modalità inusuali nel pomeriggio di domenica.

Ciò ha provocato un’impennata dei prezzi.

I musulmani sono il gruppo religioso a maggior espansione demografica.

Un quarto della popolazione mondiale.

Il petrolio è considerato da gran parte della gioventù musulmana il grande livellatore, un’arma spirituale e geopolitica che, se posta al servizio di Allah, può portare alla riscossa dell’Islam.

Fahd, re dell’Arabia, disse: dopo Dio, la risorsa alla quale possiamo affidare la nostra sorte è il petrolio.

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L’idrogeno è il più abbondante degli elementi chimici dell’universo. Costituisce il 75% della sua massa e il 90% delle sue molecole.

Riuscire a sfruttarlo come fonte di energia significherebbe per l’umanità avere una fonte di energia illimitata.

È la forma più leggera e immateriale di energia e la più efficiente nella combustione.

Nel 1923 lo scienziato John Burden Sanderson Haldane predisse che l’energia tratta dall’idrogeno sarebbe stata il combustibile del futuro.

Già negli anni Trenta e Quaranta l’idrogeno era impiegato in Germania e in Inghilterra come carburante sperimentale per automobili, autocarri, locomotive e sommergibili.

L’idrogeno è la soluzione definitiva al depauperamento dei combustibili convenzionali e al problema ambientale a livello globale.

Nel 1988 William Conrad fu il primo a far volare un aereo alimentato esclusivamente a idrogeno.

Attualmente l’Airbus lo sta realizzando.

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Il direttore dell’Advanced Technology Vehicles della GM dichiarò: il nostro scenario a lungo termine è un’economia dell’idrogeno.

John Houghton affermò che in quaranta minuti il sole effonde tanta energia sulla terra quanta l’umanità ne consuma in un anno.

Il 26 settembre 1995 apre in California il primo impianto a energia solare per la produzione dell’idrogeno.

L’idrogeno è un modo molto conveniente di immagazzinare energia e di garantirne un costante e continuo approvvigionamento alla società.

La questione dell’immagazzinamento è già stata risolta dalla Ford che ha ridisegnato l’auto in modo da accogliere adeguatamente un serbatoio di idrogeno da garantire un’autonomia superiore a 600 km.

Nel 2002 a Detroit la GM ha presentato il prototipo di auto a idrogeno.

In Scozia, attualmente, il furgone delle Poste va a idrogeno.

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Il 12 gennaio 1999 ad Amburgo è stato inaugurato il primo distributore europeo di idrogeno.

Ah, dimenticavo: in 40 minuti il sole effonde tanta energia sulla terra quanta l’intera umanità ne consuma in un anno. Magari un pensierino…

Data:

15 Aprile 2023