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Forte scossa di terremoto in Emilia

Forte scossa di terremoto in Emilia

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Nessun danno ma tanta paura tra la gente per la scossa di terremoto di magnitudo 3.9 che questa notte ha fatto tremare la terra nella zona di Reggio Emilia, con epicentro a Bagnolo in Piano (RE). Il sisma è stato registrato dall’Ingv alle 2.33 della scorsa notte a una profondità di 9 km. Poi, dopo meno di un’ora, alle 3.07, un’altra scossa di magnitudo 2.2 ha fatto tremare ancora la terra nella stessa zona. Al momento ai Vigili del Fuoco non sono arrivate chiamate per la verifica su avvenute lesioni. Gli interventi che ci sono stati hanno riguardato per lo più l’apertura di porte visto che in molti casi le persone, prese dal panico, hanno dimenticato le chiavi dentro casa.

La terra è tornata a tremare anche in Molise, dopo le scosse degli ultimi giorni. Alle 00.17, si è registrata una scossa di magnitudo 3.2 a 5 km da Montecilfone, a una profondità di 11 km.

Torrente in piena, 10 morti

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Sono stati trovati sani e salvi i tre giovani dati inizialmente per dispersi nella tragedia avvenuta ieri nelle gole del torrente Raganello a Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza, dove due gruppi di escursionisti sono stati travolti da un fiume di fango mentre facevano canyoning. Si tratta di pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse ma che in realtà non avevano mai raggiunto le Gole del Raganello.

’’Abbiamo complessivamente 44 persone coinvolte, 23 sono state salvate per opera dei vigili del fuoco in particolare, e devo ringraziarli fino in fondo, senza riportare ferite significative, 11 sono feriti e quindi ricoverati e 10 ci hanno lasciato’’ ha spiegato a SkyTg24 il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, facendo un bilancio delle persone coinvolte.

Tra i feriti anche una “bimba grave, ricoverata a Roma, e la sorella ricoverata a Cosenza: hanno perso entrambi i genitori” ha detto all’Adnkronos Luigi D’Angelo, direttore operativo dell’Ufficio Emergenze del Dipartimento della Protezione civile. “Un centinaio di operatori, tra tecnici esperti del soccorso alpino, vigili del fuoco e guardia di finanza, sono stati in campo” per la tragedia del Pollino, in particolare “esperti per i soccorsi di carattere speleo alpino fluviale, in gole con acqua e torrenti”, ha aggiunto D’Angelo.

ALLERTA GIALLA – Sulla prevedibilità o meno di quanto avvenuto, D’Angelo ha ricordato che “la zona era attenzionata con un bollettino di criticità gialla, diramato ieri e nel giorno precedente per temporali e rischio idraulico”. La presenza o meno di guide esperte e autorizzate ad accompagnare le persone coinvolte nella piena di ieri, “sarà oggetto di un fascicolo amministrativo che il ministro Costa ha chiesto alla prefettura per approfondire questi aspetti”.

APERTO FASCICOLO – La procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. I reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. “L’inchiesta avviata dalla procura di Castrovillari potrebbe sollevare scenari inquietanti” ha detto all’Adnkronos il senatore calabrese del M5S Nicola Morra, che imputa all’”assenza di sicurezza” le cause della sciagura. “Credo sia dovere dell’ente parco vigilare sulla sicurezza di chi, avendo fatto ingresso, può andare incontro a pericoli che non siano adeguatamente segnalati” ha sottolineato Morra.

LE VITTIME – Sono stati ufficializzati in serata, alla prefettura di Cosenza, i nomi delle dieci vittime. Si tratta di Antonio De Rasis, dell’86, nato a Trebisacce e residente a Cerchiara di Calabria; Gianfranco Fumarola, nato a Martina Franca nel ’75; Antonio Santopaolo, nato a Napoli nel ’74, e la moglie Carmela Tammaro, nata a Napoli nel ’77 e residente a Qualiano; Maria Immacolata Marrazzo, nata a Torre del Greco nel ’75 e residente a Ercolano; Carlo Maurici, nato a Roma nell’83 e residente nella Capitale; Valentina Venditti, dell’84, nata e residente a Roma; Paola Romagnoli, nata a Bergamo nel ’63; Miriam Mezzolla, nata a Taranto nel ’91, e Claudia Giampietro, nata a Conversano nell’87.

Maria Immacolata Marrazzo, avvocato, era in vacanza con la sua famiglia, marito e due figli, tutti rimasti coinvolti nella piena. I due bambini sono in buone condizioni, mentre il marito, Giovanni Sarnataro, anch’egli avvocato, è ricoverato in ospedale per delle fratture ma non è in pericolo di vita.

Antonio De Rasis era guida e volontario della protezione civile. Il giovane calabrese fu tra i soccorritori intervenuti dopo la valanga all’hotel Rigopiano. “Era un ragazzo giovanissimo, attivo nell’ambito dell’associazionismo e del volontariato, era un escursionista – ha sottolineato all’Adnkronos il sindaco di Cerchiara di Calabria, Antonio Carlomagno, ricordando l’impegno del giovane nella preservazione dei beni ambientali del parco – Tutta Cerchiara è stretta al dolore della famiglia De Rasis. Siamo straziati per questa immane tragedia”. Nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino.

Gianfranco Fumarola, 43 anni, era agente penitenziario in servizio nel carcere di Taranto. L’uomo si trovava in vacanza in quella zona insieme alla moglie, di origini calabresi, e ai loro tre figli, di 12, 11 e 4 anni. All’escursione erano presenti, oltre alla vittima, anche i due bambini più grandi. Il più piccolo era rimasto con la madre lontano dalla zona della tragedia. “Sto verificando ma dalle prime notizie sembra che il padre si sia adoperato per mettere in salvo i figli prima di avere la peggio” ha riferito all’Adnkronos Luca Convertini, sindaco di Cisternino, in provincia di Brindisi, dove Fumarola era nato e risiedeva. I due bambini sarebbero stati messi in salvo dal padre e poi sarebbero stati trovati dai soccorritori afferrati alle rocce e ai rami degli alberi. Fumarola è morto in ospedale.

Autostrade, via libera a mezzo miliardo

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Si è tenuto dopo “un minuto di silenzio” per “esprimere cordoglio per le vittime” il consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia. Nel corso della riunione è stata fatta una ’’prima lista di iniziative, per una stima preliminare di 500 milioni di euro, finanziati con mezzi propri’’ per affrontare le prime emergenze del crollo del ponte Morandi. E’ quanto si legge nel comunicato stampa diffuso al termine del consiglio di amministrazione di Autostrade. La struttura, si legge nella nota, potrà essere ricostruita in 8 mesi ’’a decorrere dall’ottenimento delle necessarie autorizzazioni’’.

Il cda di Autostrade per l’Italia ha deciso, inoltre, di sospendere “per tutti gli utenti il pagamento del pedaggio autostradale sulla rete genovese, con effetto retroattivo a partire dal 14 agosto e fino alla completa ricostruzione del ponte sul Polcevera”. Il transito in autostrada diventa gratuito per chi viaggia sulle seguenti tratte: Genova Bolzaneto-Genova Ovest-Genova Est e Genova Pra’-Genova Pegli-Genova Aeroporto.

Entro due settimane si riunirà di nuovo per rispondere alla lettera di contestazione, inviata dal governo. L’avviso del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che da 15 giorni di tempo per fornire le controdeduzioni sul crollo del ponte Morandi, è stato consegnato ieri alla società.

Mentre ferve il dibattito sulla nazionalizzazione o meno di Autostrade per l’Italia, nelle ultime ore sarebbe spuntata l’ipotesi di un intervento della Cassa depositi e prestiti per rilevare una quota di maggioranza dell’azienda controllata da Atlantia. Un’opzione che fonti di palazzo Chigi non confermano: ’’Non si è ancora discusso di nulla’’. Anche fonti Cdp precisano di non essere al corrente, al momento, di un piano del genere.

E’ morto Vincino

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“E’ morto oggi a Roma Vincino. E’ stato al Foglio la nostra speranza, il nostro specchio, la nostra risorsa d’acqua e di alcol e di fumo”. Lo scrive su Twitter ’Il Foglio’, annunciando la morte del disegnatore satirico. “Oggi se ne è andato un pezzo della famiglia del Foglio. Vincenzo Gallo, per tutti Vincino, era malato da tempo ed è morto a Roma. Aveva 72 anni”, si legge online sul quotidiano fondato da Giuliano Ferrara.

Dalle lotte politiche nella Palermo di Vito Ciancimino alle prime rubriche per ’Lotta Continua’, alla naja come architetto sovversivo. E poi la fondazione del famigerato ’Il Male’, con la sua satira feroce e le finte prime pagine di ’Repubblica’ o ’La Stampa’ (“Arrestato Ugo Tognazzi. È il capo delle Br”, fu uno dei tanti titoli-beffa), che gli valse perfino una cena al Quirinale con il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il disegnatore e giornalista Vincenzo Gallo era approdato al ’Il Foglio’ di Giuliano Ferrara nel 1996, dopo aver lavorato, tra gli altri, per ’L’Ora’, ’Cuore’, ’Corriere della Sera’ e ’Vanity Fair’.

Ma il vignettista Vincino fu soprattutto il fondatore e il direttore del settimanale ’Il Male’ (1978-1982), che in cinque anni cambiò la satira italiana. Era un giornale iconoclasta, radicalmente di sinistra ma lontano dal Pci, provocatorio, irridente, non a caso battezzato ’Il Male’.

Il marchio di fabbrica della rivista era la falsa prima pagina di un quotidiano, ma ’Il Male’ fu molto di più: per esempio, il banco di prova di alcuni dei disegnatori più grandi di quegli anni, come Andrea Pazienza, Roland Topor, Tanino Liberatore, e la tribuna che ospitava articoli scandalosi su argomenti tabù come il terrorismo e i rapporti tra mafia e politica.

Nato a Palermo il 30 maggio 1946, Vincenzo Gallo è protagonista del 1968 e dei movimenti studenteschi e operai militando in Lotta Continua nel capoluogo siciliano. Nel 1969 inizia a collaborare con il quotidiano ’L’Ora’ di Palermo, seguendo da disegnatore il processo sulla strage di viale Lazio. Nel 1972 si laurea in architettura e per l’esame di ammissione all’albo professionale redige il progetto di un centro sociale per ventimila persone, ricalcato sulla pianta del carcere dell’Ucciardone di Palermo. Sempre nel 1972 viene chiamato a Roma a lavorare nel giornale ’Lotta Continua’, dove resta fino al 1978.

Nel 1978 fonda e dirige ’L’avventurista’ (inserto satirico del giornale Lotta Continua) e partecipa alla nascita della rivista ’Il Male’ con Pino Zac e Vauro Senesi, di cui sarà direttore per quattro anni (dei cinque in cui venne pubblicata), fino alla chiusura, nel 1982.

Tra il 1984 e il 1985 è stato direttore di ’Ottovolante’, quotidiano di satira cui hanno collaborato diversi vignettisti: Roland Topor, Andrea Pazienza, Guido Buzzelli, Bernard Willem Holtrop, Jean-Marc Reiser, Jacopo Fo. Nel 1985 partecipa all’avventura de ’Il Clandestino’, supplemento de l’’Espresso’ e collabora contemporaneamente con ’Linus’ e con ’Tango’ (diretto da Sergio Staino), supplemento de ’l’Unità’.

Nel 1987 Vincino è direttore di ’Zut’ e inizia a collaborare con il ’Corriere della Sera’. Nel 1988 esce ’Cuore’ e Vincino ne diventa una delle colonne portanti fino alla chiusura. Nel frattempo collabora con ’il Sabato’, acquistando così la nomea di “vignettista dai facili costumi” che si porterà fino al 1996, quando comincia a lavorare a ’Il Foglio’. Nel 1987 fa risorgere ’Il Clandestino’ con Vauro, Riccardo Mannelli e Sergio Saviane. Nel 1988 collabora con Boxer di Vauro, supplemento de ’Il manifesto’, di cui dirige un numero.

Nell’ottobre del 2011, insieme con Vauro Senesi, Vincino rifonda la storica rivista di satira ’Il Male’, che ha chiuso le pubblicazioni nel 2013. Successivamente collabora, tra gli altri, con il settimanale ’Vanity Fair’ e con Radio Radicale.

E’ autore di ’Il Male. 1978-1982. I cinque anni che cambiarono la satira’, pubblicato da Rizzoli nel 2007, e di ’Mi chiamavano Togliatti. Autobiografia disegnata a dispense’ (Utet, 2018), con prefazione di Giuliano Ferrara, con cui ha vinto il 46° Premio Satira Forte dei Marmi: è un’autobiografia oscena e candida, un flusso d’incoscienza, ispirata alle sue malefatte ma anche a ricordi affettuosi e privati.

VAURO: CIAO AMICO MIO – “Ciao Vincino amico mio” il ricordo di Vauro Senesi. Il disegnatore satirico ha postato sui social una vignetta in cui ritrae sé stesso in lacrime mentre si rivolge al collega: “Hai disegnato i grandi mostri della politica italiana…e mi hai lasciato solo con i mostriciattoli!”.

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22 Agosto 2018