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Forte scossa nelle Filippine

Forte scossa nelle Filippine

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Una scossa sismica di magnitudo 7,1 gradi della scala Richter ha colpito la parte meridionale delle Filippine, dove le autorità hanno diramato in un primo momento l’allarme tsunami – successivamente rientrato – esortando la popolazione a tenersi lontana dalle coste. L’epicentro del sisma – ha reso noto l’istituto di vulcanologia e sismologia di Manila – è stato localizzato 162 chilometri a sudest della municipalità di Governor Generoso, nella provincia di Davao orientale. L’ipocentro della scossa era situato ad una profondità di 60 chilometri.

Turiste uccise in Marocco, arrestato cittadino svizzero

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Un cittadino svizzero residente in Marocco è stato arrestato oggi a Marrakech per il suo presunto legame con alcuni sospettati del recente assassinio di Louisa Jesperen, e Maren Ueland, le due giovani escursioniste scandinave nel sud del Paese. Lo hanno annunciato i servizi di sicurezza marocchini (Bcij).

L’uomo, “intriso di ideologia estremista”, stando a quanto si legge in una nota, possiede anche la nazionalità spagnola ed è “sospettato di aver insegnato ad alcune delle persone coinvolte nella vicenda gli strumenti di comunicazione derivanti dalle nuove tecnologie e di averle addestrate a sparare”.

Contattato dall’agenzia Keystone-ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non si è espresso. Mentre per l’assassinio delle due giovani donne sono stati arrestati quattro uomini fedeli all’Is che hanno violentato e decapitato le due ragazze, come mostra anche un video diffuso sui social. In totale, sono state arrestate una ventina di persone in relazione all’omicidio.

I corpi delle due giovani turiste, la danese Louisa, di 24 anni, e la norvegese Maren, di 28, erano stati ritrovati il 17 dicembre scorso nei pressi del villaggio di Imlil, una sessantina di chilometri da Marrakech.

In auto sulla pista, paura all’aeroporto di Hannover

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Nuova falla nella sicurezza aeroportuale in Germania. Un uomo a bordo di un’auto con targa polacca ha cercato di entrare nella pista dell’aeroporto di Hannover, prima di essere fermato dalla polizia ed arrestato. Come conseguenza, tutti i voli in arrivo e in partenza nello scalo tedesco sono stati sospesi, per poi riprendere regolarmente. L’incidente è avvenuto poco dopo le 16.

Le autorità aeroportuali hanno annunciato la ripresa del check-in alle 19, circa tre ore dopo l’incidente, mentre fonti di polizia hanno fatto sapere che non ci sono indicazioni che si sia trattato di un episodio di terrorismo. Un portavoce dell’aeroporto ha detto alla Dpa che il guidatore, un giovane intorno ai 25 anni, è risultato positivo ai test antidroga. Nei mesi scorsi, a Francoforte e Monaco il traffico aereo era andato in tilt dopo che alcuni passeggeri erano riusciti a eludere i controlli di sicurezza.

E’ morto Loinger, eroe della Resistenza

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L’ex partigiano francese Georges Loinger, ebreo alsaziano eroe e decano della Resistenza antinazista, che progettò la nave Exodus e che salvò migliaia di ebrei sopravvissuti alla Shoah, è morto ieri a Parigi all’età di 108 anni.

Nato il 29 agosto 1910 a Strasburgo da una famiglia di ebrei ortodossi, entrato giovanissimo nel movimento sionista dell’Hatikvah, Jean Loinger fu fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale nella foresta di Haguenau e fu inviato nei campi di lavoro nazisti in Baviera. Riuscito a fuggire, in seguito si unì alla Resistenza nella rete dei partigiani in Borgogna. Tra il 1943 e il 1944 con il suo coraggio riuscì a salvare oltre un migliaio di bambini ebrei dalla persecuzione nazifascista, partecipando attivamente alle attività clandestine dell’Oeuvre de secours aux enfants, portandoli in sicurezza in Svizzera.

Dopo la fine della guerra Loinger fu implicato nella celebre vicenda di Exodus, la nave salpata nel 1947 alla volta della Palestina, all’epoca sotto il mandato britannico, per portare in quello che di lì a poco diventerà lo Stato ebraico 4.500 sopravvissuti alla Shoah. La vicenda è stata immortalata nel memorabile kolossal cinematografico “Exodus” (1960), diretto da Otto Preminger e interpretato come protagonista principale dall’attore Paul Newman. Presidente dell’Association de la Résistance juive de France, per i suoi alti meriti umanitari, Loinger è stato insignito nel 2005 della Legion d’onore della Repubblica e fu ricevuto nel 2013 dal presidente israeliano Shimon Peres durante un viaggio in Israele. Ha raccontato la sua storia in diversi libri.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Georges Loinger ha continuato la sua azione di soccorso, aiutando i sopravvissuti alla Shoah ad emigrare nel futuro Stato di Israele. In seguito è diventato direttore della filiale francese della società nazionale Zim Israel Navigation.

Nell’ambito della sua opera volta a contribuire all’immigrazione nella Palestina sotto mandato britannico, Loinger contribuì in modo determinante a un’impresa altrettanto grandiosa del salvataggio dei bambini fatto con l’Oeuvre de secours aux enfants ad Annemasse, creando un’organizzazione clandestina per la fuga in Svizzera.

Nella vicenda di Exodus in un ruolo di primo piano ci fu proprio Georges Loinger: fu lui ad occuparsi delle modifiche necessarie a riadattare la nave, costruita per trasportare 500/600 persone, in modo che ne potesse contenere 4.500. E fu sempre lui a organizzare il trasporto di tutte queste migliaia di sopravvissuti all’Olocausto dalla stazione di arrivo al porto d’imbarco con 200 camion.

Nel 1959 il gesuita Michel Riquet, amico di Loinger, decise di dare vita a un atto simbolico di grande impatto di riconciliazione fra tedeschi e francesi e organizzò un ’Congresso Eucaristico’, e affinché questa simbologia fosse particolarmente il sacerdote volle che questo incontro avvenisse su una nave israeliana.

Fu Loinger nelle vesti di direttore della compagnia di navigazione israeliana Zim, nominato nella carica da Ben Gurion , a organizzare il viaggio franco-tedesco portandoli come ultima tappa a Barcellona, dove gli ebrei erano stati cacciati nel 1492, e dove consegnò al sindaco di Barcellona una Bibbia donata dal vicesindaco di Gerusalemme.

Molestie sessuali su scimmia, donna condannata

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Un tribunale per i reati minori di Mansoura, in Egitto, ha condannato a tre anni di carcere una donna per aver “molestato sessualmente” una scimmia. Lo riporta il sito del quotidiano filogovernativo ’Al Ahram’, citando una fonte giudiziaria, secondo la quale Basma Ahmed, 25 anni, è stata giudicata colpevole di aver “incitato alla dissolutezza” e di “atti osceni in luogo pubblico”.

Ahmed era stata arrestata lo scorso ottobre dopo la diffusione di un video di circa 90 secondi in cui toccava i genitali di una scimmia in un negozio di animali di Mansoura, facendo allusioni sessuali tra le risate dei presenti. Il video era ben presto diventato virale in rete, scatenando dure reazioni. Al giudice, riferisce ’Al Ahram’, la donna – da due mesi in carcere – ha spiegato che non intendeva compiere un atto indecente e che stava facendo solo il solletico alla scimmia.

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30 Dicembre 2018